Prima di guardare ai social e accusarli di diffondere messaggi diseducativi, forse dovremmo prestare attenzione a cosa propongono i testi scolastici. Dopo la famiglia è la scuola che forma gli individui, che imprime in loro determinati modi di fare, di dire, di comportarsi, determinate ideologie e pensieri. Frasi come "La mamma stira e il papà lavora" nascondono un'idea antica come il mondo: la mamma è quella che sta in casa a sbrigare le faccende domestiche mentre il papà è quello che in giacca e cravatta, valigetta alla mano, esce per guadagnarsi la pagnotta. Sono concetti sessisti che fanno leva su stereotipi radicati. Non a caso è stata anche presentata una proposta di legge contro la discriminazione nascosta nei libri scolastici. Ma la strada che eventualmente porterà a questo epilogo è lunga. Per adesso siamo ancora di fronte a frasi svilenti proposte ai bambini quotidianamente. L'ultima denuncia in ordine di tempo arriva da alcuni genitori nei confronti di un testo edito da Rizzoli Education e utilizzato in una scuola secondaria di primo grado.

Sessismo e maschilismo nei libri scolastici

"Lucia è troppo grassa per indossare una minigonna", "Rossella è così bella da sembrare un angelo mentre sua sorella è talmente brutta che nessun ragazzo la degna di uno sguardo", "Franca ama Luigi anzi lo adora benché spesso la trascuri e la faccia soffrire". Sono queste le frasi contenute in un libro di grammatica e sintassi per la scuola secondaria di primo grado (Datti una regola di Rosetta Zordan, del 2014, edito da Rizzoli Education). Queste espressioni dal contenuto diseducativo non sono passate inosservate alla Rete dei comitati genitori delle scuole della Città Metropolitana di Bologna. Mamme e papà si sono rivolte direttamente alla Garante per l'infanzia e l'adolescenza dell'Emilia Romagna, Clede Maria Garavini. A lei e a Daniele Novara, direttore del Centro psicopedagogico educazione e gestione dei conflitti, hanno indirizzato una lettera di protesta, spiegando quanto frasi come quelle fossero intollerabili in un testo scolastico, per sua natura educativo.

dal profilo Facebook di Alessandro Fusacchia, deputato del gruppo Misto e co–fondatore di Movimenta
in foto: dal profilo Facebook di Alessandro Fusacchia, deputato del gruppo Misto e co–fondatore di Movimenta

La denuncia dei genitori

Stanchi di veder propinati ai loro figli frasi che nel contesto attuale non si possono trascurare, i genitori hanno alzato la voce. Sono sotto gli occhi di tutti le derive e le ossessioni a cui hanno portato certi stereotipi e certe discriminazioni. Per questo, mamme e papà hanno denunciato gli stereotipi presenti sul testo adottato nelle scuole dei loro figli.

Non solo offendono, ma rafforzano, tanto nelle ragazze quanto nei ragazzi, gli stereotipi femminili in base ai quali le giovani donne debbono conformarsi nell'aspetto fisico e nei modi di agire ad un ideale precostituito, con la conseguenza che coloro che non vi si adeguano siano escluse dall'attenzione dei coetanei come è ben esemplificato nella seconda delle frasi segnalate.

Le frasi sono finite sotto accusa anche perché rafforzano l'idea che la donna sia in qualche modo subalterna all'uomo, come ben dimostra quella che chiama in causa i sentimenti di Franca per Luigi.

dal profilo Facebook di Alessandro Fusacchia, deputato del gruppo Misto e co–fondatore di Movimenta
in foto: dal profilo Facebook di Alessandro Fusacchia, deputato del gruppo Misto e co–fondatore di Movimenta

La risposta della casa editrice

La risposta della casa editrice non si è fatta attendere ed è giunta attraverso una dichiarazione di Paola Magrì, responsabile editoriale scuola secondaria di Rizzoli Education, la quale ha fatto sapere che la rimozione richiesta dai genitori c'è stata. Nella nuova edizione del testo, che sostituirà quella del 2014 finita al centro delle polemiche, ci saranno esempi diversi. La responsabile ha anche chiarito che già le due edizioni più recenti erano state aggiornate, con un occhio più attento alla parità di genere. La scuola oggi più che mai dovrebbe educare i suoi ragazzi a combattere gli stereotipi e a un approccio sano nei confronti della rappresentazione del corpo. Troppo spesso si fa una narrazione superficiale e denigratoria, che avvalora l'idea che soltanto un certo tipo di donna sia meritevole di amore, di attenzione, di successo. E invece la felicità non è solo della bellissima Rossella, ma è anche di sua sorella, è anche di Lucia ed è anche di Franca.