E' andata in scena a Parigi, durante la settimana dell'Alta Moda Autunno/Inverno 2019-20, la sfilata di Chanel, la prima interamente firmata da Virginie Viard storico braccio  destro di Karl Lagerfeld che, dopo la morte del Kaiser, ha preso le redini della storica Maison francese. La location dello show è ancora una volta il Gran Palais parigino, location in cui da anni sfila Chanel, questa volta però i razzi lunari, i boschi incantati e i super market pop, con cartoni di latte firmati Chanel, vengono sostituiti da una scenografia sobria ed essenziale, una biblioteca, molto probabilmente un archivio. Quell'archivio a cui Virginie Viard è comunque legata, nonostante la chiara inversione di marcia proposta in passerella. Facendo sfilare i suoi abiti in un archivio palesa il desiderio di attingere alle icone di cui quell'archivio è composto, rivelando allo stesso tempo la necessità di superare il passato.

La sfilata in archivio di Chanel

Osservando i capi in passerelle il nuovo corso di Chanel è ben chiaro, molto diverso rispetto al passato, quasi radicale, seppur il riferimento all'heritage della Maison è ben presente e radicato nei modelli d'Alta Moda per il prossimo inverno. Forse gli amanti del classico stile Chanel, fatto di giacche in tweed e romantici abiti rosa, storceranno il naso, ma un cambiamento era senza dubbio necessario. Soprattutto nella moda l'immobilismo non aiuta, il cambiamento è alla base del successo, anche se quel cambiamento rappresenta una rottura con la tradizione che deluderà i nostalgici. E' proprio all'archivio di Chanel che guarda la Viard, grande conoscitrice degli stilemi e della storia del marchio. La sua è una collezione del tutto nuova, più moderna, che però si innesta su elementi "classici" e sui simboli di Chanel, rivisti e corretti per dar vita al guardaroba di una donna nuova, più essenziale e basic, meno romantica e vezzosa rispetto alla donna di Karl Lagerfeld. Il celebre tessuto bouclè, tanto amato da Miss Cocò, è presente ma rivisto e corretto, ci sono le giacche con bottoni gioiello, il tweed e i fiori tridimensionali cuciti sui tessuti, tutto però appare molto diverso.

Addio ai simboli di Lagerfeld, il nuovo corso di Chanel

Virginie Viard disegna abiti per una donna intellettuale e pratica, che indossa modelli dalle linee pulite ed essenziali, in cui non c'è spazio per elementi troppo vezzosi "alla Lagerfeld", non c'è tempo per i capricci. Scompare quasi il lurex e i tessuti argentati, le piume hanno un sapore più dark, ridotti all'osso i bracciali di perle, i gioielli vistosi e soprattutto gli accessori. Scompaiono le borse dalle forme originali con cui Lagerfeld amava completare ogni look, addio dunque a maxi bag Hula Hoop o a forma di pallone da spiaggia. Le mani della nuova donna Chanel sono libere, ai piedi solo scarpe basse dal maxi fiocco, indosso abiti monocolore in blu notte, borgogna e nero, ma c'è anche spazio per colori tenui come lilla e corallo. I ricami preziosi continuano a spuntare sugli abiti da sera ma sembrano innesti più moderni. Le linee sono scivolate e morbide, perlopiù comode, adatte a una donna intellettuale e con gli occhiali da vista, che percorre la sua vita con vestiti pratici e non vuole più indossare ampie gonne balloon e vestiti da principessa. E' una donna indipendente che non ha bisogno del principe azzurro, è una donna artefice del suo destino, proprio come Virginie Viard, stilista di grande cultura che per anni è stata una figura quasi invisibile nella Maison Chanel e che oggi ha conquistato la ribalta grazie al suo talento.