Donatella Versace è una delle stiliste più famose e apprezzate al mondo, diventata nota grazie alla forza e alla determinazione dimostrate nel riuscire a portare avanti l'azienda di famiglia in seguito alla tragica morte del fratello Gianni, avvenuta nel 1997 a Miami. Di recente ha rilasciato un'intervista rilasciata al sito di moda Ssence, nella quale ha parlato apertamente di uno dei momenti più bui della sua carriera, quello in cui il trauma dell'assassinio del fratello e la responsabilità di dirigere una grande casa di moda l'hanno fatta sentire così tanto sotto pressione da renderla dipendente dalla cocaina.

"Mi umiliavo davanti ai miei figli": il trauma dopo la morte di Gianni

La morte di Gianni Versace, avvenuta a Miami il 15 luglio del 1997 per mano di Andrew Cunanan, un folle tossicodipendente che si è tolto la vita subito dopo aver assassinato lo stilista, ha segnato la vita di Donatella, che da quel momento in poi non è stata più la stessa. Si è ritrovata a capo della Maison che porta il suo cognome, senza avere neppure il tempo di affrontare il lutto, e le eccessive responsabilità l'hanno sopraffatta, tanto da renderla dipendente dalla droga. La stilista ha raccontato:

I rari momenti in cui rimanevo sola con la mia dipendenza, mi rendevo conto di essere molto, molto malata, ma un nuovo impegno era sempre dietro l’angolo. Alcune sere non mi controllavo più e mi umiliavo davanti ai miei figli. L’odio che provavo verso me stessa aumentava di giorno in giorno.

Il lavoro l'aiutava a non pensare alla morte del fratello e per 18 anni non è riuscita a fare a meno della cocaina per mantenere la sua immagine di donna forte, determinata e aggressiva.

Gli incubi ricorrenti all'inizio della carriera da stilista

All'inizio della carriera come stilista, Donatella Versace ha dovuto subire delle terribili pressioni. Prendendo il posto di uno dei più grandi nomi della moda, quello del fratello Gianni, ogni volta che proponeva qualcosa di nuovo, vedeva solo persone scuotere la testa e riempirla di critiche, cosa che non ha fatto altro che aggravare il suo senso di inadeguatezza e solitudine. Non è un caso che spesso abbia sognato il fratello che le urlava: “Donatella, che cosa sono questi vestiti orribili? Dovrebbero essere firmati Versace? Come hai potuto dimenticare tutto ciò che ti ho insegnato?”. Alla domanda "Cosa consiglieresti alla Donatella dell'epoca?", la stilista ha risposto che avrebbe dovuto prendersi una pausa di tre mesi, fidarsi solo della sua voce interiore e non cercare di imitare Gianni. Lasciandosi consigliare, non ha fatto altro che sentirsi persa, cadendo in un tunnel di dolore e solitudine che l'ha portata alla dipendenza dalla droga.

La trasformazione con la chirurgia plastica

Dopo l'assassinio del fratello Gianni, Donatella è diventata la direttrice creativa della Maison e, anche se si ritrovava ad affrontare un periodo difficilissimo a causa del lutto e della dipendenza dalla cocaina, ha cercato di nascondere le sue debolezze, creandosi una "nuova identità" e mostrarsi sempre forte, distante, aggressiva, spaventosa. "Ero il nuovo volto di Versace. Chi avrebbe voluto indossare gli abiti ideati da una designer debole, instabile, che perde la testa a causa della droga e si auto-commisera? Nessuno!", ha dichiarato la stilista. Con il passare del tempo ha cambiato radicalmente il suo aspetto, nascondendosi sotto il trucco, i capelli biondo platino e gli interventi di chirurgia estetica. Avevo l’impressione che tutto il mondo mi guardasse con i coltelli negli occhi, ho creato una maschera per proteggermi, non volevo che nessuno capisse le mie emozioni", ha raccontato Donatella nell'intervista,  spiegando per quale motivo da quando è diventata stilista della griffe ha trasformato in modo radicale il suo viso.

Elton John l'ha aiutata a disintossicarsi

Donatella Versace ha fatto uso di cocaina per 18 anni ma è riuscita a disintossicarsi grazie a Elton John. Il cantante, che era a conoscenza della sua dipendenza, un giorno l'ha chiamata dicendole che aveva preparato un jet privato per portarla in un centro di disintossicazione in Arizona. La stilista non ha battuto ciglio di fronte le parole dell'amico ed ha accettato di rimanere in cura per 5 settimane. "La dipendenza ha lo stesso effetto su tutti. Peggio delle crisi di astinenza è lo choc che si vive quando si torna nella realtà. La droga mi ha impedito di vedere quante cose brutte ci fossero attorno al business della moda", ha spiegato la Versace. Da quel momento in poi ha detto addio alla droga e la sua vita è cambiata. Oggi Donatella sta molto meglio, ha ritrovato l'ispirazione e non ha bisogno di alcun tipo di droga per affrontare le pressioni a cui ogni giorno viene sottoposta nel fashion system.

La forza di Donatella, una donna che non usa più maschere

Oggi Donatella Versace ha quasi 63 anni ed è riuscita a superare il periodo più buio della sua vita grazie all'intervento dell'amico Elton John e alla sua forza di volontà. Non solo ha detto addio alla dipendenza dalla droga ma è stata capace anche di aprirsi, non avendo paura di rivelare le sue debolezze e di togliersi la "maschera" di donna forte e aggressiva che si era creata nei primi anni di carriera come stilista. Prima d'ora la designer aveva preferito mantenere un certo riserbo sulla morte di Gianni, un evento che l'ha segnata in modo traumatico, ma oggi finalmente lo ha fatto, dimostrando che ha ormai imparato ad accettarla. E' consapevole del fatto che il fratello gli ha trasmesso degli insegnamenti preziosi prima di perdere la vita, dando prova del fatto che credeva nel suo talento e nella sua capacità di dirigere una Maison tanto famosa. La Versace oggi è una donna nuova che va fiera delle sue debolezze ed è proprio per questo che non ha bisogno più bisogno di quelle maschere di cui sembrava non poter fare a meno agli esordi.