Un recente studio dimostra che il matrimonio diminuisce la probabilità di infarto e malattie al cuore e alle arterie. La ricerca ha coinvolto 3.5 millioni persone ed è la prima che ha confrontato la salute delle persone sposate con quelle single o con coloro che hanno perso il partner, in un divorzio o a causa di una morte improvvisa. Sembra dunque che il matrimonio riduca del 5% il rischio di malattie cardiovascolari. In particolare diminuisce, del 19%, il rischio di sviluppare malattie alle arterie periferiche, come quelle che bloccano l'afflusso di sangue alle gambe. Inoltre gli scienziati hanno notato che c'è il 9% di probabilità in meno di avere malattie cerebrovascolari, quelle che interrompono il flusso di sangue al cervello, provocando un ictus. C'è l'8% in meno di probabilità di avere un aneurisma dell'aorta addominale, che può causare rotture ai vasi sanguigni. Secondo la ricerca i vantaggi aumentano per le persone sposate che hanno meno di 50 anni, le quali hanno il 12% di di rischi in meno rispetto ai single.

Jeffrey Berger, un cardiologo del NYU Langone Medical Center di New York, che ha condotto lo studio, ha tentato di spiegare i benefici del matrimonio affermando che nelle coppie sposate spesso uno dei due incoraggia l'altro a prendersi maggior cura di se stesso. I ricercatori guidati dal dottor Berger hanno esaminato le cartelle cliniche di pazienti dal 2003 fino al 2008. La loro età media è di 64 anni, quasi due terzi sono di sesso femminile e  l'80% sono bianchi. I pazienti hanno dato informazioni sulle loro abitudini alimentari e di movimento, segnalando eventuale presenza di vizi come alcol e fumo. Dall'analisi è emerso che i vedovi hanno il 3% di probabilità in più di avere malattie cardiache, hanno inoltre più probabilità di sviluppare ipertensione e di avere il diabete alto. Mentre il divorzio è stato collegato con un rischio ancor più elevato di malattia vascolare. I risultati della ricerca sono stati presentati durante un congresso sulle malattie del cuore tenutosi all'American College of Cardiology di Washington.