Quante volte in passato le donne, per stare accanto ai propri mariti e sostenerli al meglio nella loro scalata al potere, hanno rinunciato o messo in pausa le proprie vite professionali? Un tempo era quasi la prassi: era l'uomo l'unico a fare carriera, mentre la moglie lo vedeva uscire di casa la mattina presto in giacca e cravatta e poi rientrare a tarda sera con la valigetta in mano. Fortunatamente le cose sono cambiate. Le donne hanno reclamato il loro diritto a una vita soddisfacente dal punto di vista professionale e non solo familiare, senza dover per forza scegliere o l'una o l'altra. L’appoggio dell’uomo che si ha accanto in questo senso è fondamentale per non annullarsi come professionista: ed è proprio l’appoggio su cui potrà contare Kamala Harris ora che è diventata vice presidente degli Stati Uniti d’America.

Il marito Kamala Harris mette in pausa la carriera per lei

Le nuove elezioni negli USA hanno portato all’attenzione del mondo delle personalità rivoluzionarie, rispetto a quelle a cui eravamo stati abituati. Il neo presidente eletto, Joe Biden, è un uomo profondamente diverso dal suo predecessore come lo è pure la first lady. Jill Biden non ha alcuna intenzione di rinunciare alla sua professione di docente, ma anzi, continuerà a insegnare anche se entrerà alla Casa Bianca. Una donna decisa, che ha sempre sostenuto il marito nella sua carriera politica ma che, parallelamente, ha anche sempre portato avanti la propria. Una working first lady, insomma. E che dire di Kamala Harris: prima donna a riscoprire la carica di vice presidente degli Stati Uniti d’America. La 56enne è sposata con Douglas Emhoff, un avvocato. Lui ha fatto campagna elettorale con e per la moglie e si è detto disposto a mettere in stan-by il proprio lavoro così da darle il supporto che merita, ora che è entrata a tutti gli effetti nella storia degli Stati Uniti d'America.

Doug Emhoff rinuncia al lavoro per sostenere la moglie

Anita Bevacqua McBride, ex assistente del presidente George Bush, presiede all'American University un programma sulla storia delle first ladies, personalità che dunque conosce alla perfezione. Ha ricordato all’Adnkronos quando Michelle Obama, avvertendo il peso del ruolo che stava acquisendo, decise di mettere da parte la sua carriera come avevano fatto tutte le precedenti first ladies. Era la prima afroamericana alla Casa Bianca, dunque preferì mantenere una linea di continuità, piuttosto che rompere del tutto la tradizione con chi aveva ricoperto quel ruolo prima di lei. Jill Biden ha fatto una scelta completamente opposta. E decisamente in contro tendenza con quanto storicamente e tradizionalmente abbiamo sempre visto in passato, sono anche Kamala Harris e Doug Emhoff. Lui si è detto disposto a mettere in secondo piano la sua carriera, in nome di quella della moglie. Questa decisione un tempo sarebbe stata impensabile: nessun uomo avrebbe mai messo il proprio lavoro da parte per fare spazio a quello della consorte. Il messaggio lanciato dalla coppia Harris-Emhoff è invece rivoluzionario e positivo e dimostra quanto certi stereotipi siano ormai superati. Non ci sono ruoli, non ci sono disparità: la carriera di lui vale tanto quella di lei. Più che l'imposizione di una rinuncia in nome di una logica di genere vale il concetto di scelta condivisa, in nome del benessere della coppia e della stima che si nutre vero l'altro.