Le voci della musica italiana sul palco, vestite di nero con particolari rossi, quel rosso che è diventato il simbolo della lotta contro la violenza sulle donne. Alessandra Amoroso, Laura Pausini, Giorgia, Elisa, Gianna Nannini, Emma, Fiorella Mannoia saranno insieme sul palco a Campovolo, il 19 settembre, per quello che sarà un grande evento di raccolta fondi per i centri antiviolenza italiani. Già il titolo appare emblematico: Una, nessuna e centomila. Ognuna con il suo stile, dalla treccia rossa di Elisa che scende fin oltre le spalle, gli strass rubino del bavero della giacca taglio maschile di Fiorella Mannoia, le decolté di Giorgia, il rossetto di Laura Pausini. Ognuna di loro ha qualcosa che richiama al colore che è stato scelto per denunciare la violenza contro le donne. È la Pausini che introduce il tema:

Tutte noi siamo qui. Una: perché quando una donna lotta, lo fa per tutte le altre donne. Nessuna, perché mai più una donna debba subite delle violenze. E centomila come le voci del pubblico che noi speriamo di ascoltare.

L’impegno è concreto, perché i centri antiviolenza sono in affanno dappertutto nel nostro Paese. Basti pensare che secondo l’Istat il 56 per cento delle professioniste che vi lavorano lo fa a titolo prettamente gratuito. Delle volontarie, insomma. E se pensiamo alla grande emergenza che ci racconta quotidianamente la cronaca, appare grottesco. La burocrazia che blocca i fondi o che li fa arrivare a destinazione con un ritardo colpevole rende la battaglia per contrastare la violenza di genere sempre più complicata. Al 30 settembre 2019 doveva arrivare ancora quasi la metà dei fondi stanziati per il biennio 2015-2016. Nessun annuncio, poi, per quelli del 2019. "Ci siamo unite per combattere insieme, con una partecipazione straordinaria" dichiara Elisa emozionata. Prosegue Gianna Nannini: "Ci siamo schierate ancora una volta, perché non ne possiamo più". È la volta poi di Alessandra Amoroso:

Il simbolo delle donne è il rosso, le scarpe rosse. Noi però siamo sette cantanti che avranno un microfono rosso per dare una voce a chi non ha avuto il coraggio, per dare speranza. Noi ci siamo e speriamo di trovarne tante altre insieme a noi, a dare una grande voci tutte insieme"

Allora Sanremo diventa, di nuovo, il momento per far sentire che anche la musica può fare quello che spetta alla politica: denuncia, raccoglie denaro e si fa portatrice di un problema enorme. Perché le donne vittime di violenza hanno bisogno di case rifugio e di un percorso che le inserisca di nuovo nel mondo del lavoro.