In questo periodo di allenamento non se ne vuole neanche sentire parlare. Le palestre sono diventate dei posti complicati e quasi nessuno ha voglia di fare un abbonamento quando il rischio di lockdown è alle porte. Ma c'è una parte del nostro corpo che possiamo tenere in forma e rendere più performante senza preoccuparci affatto del Coronavirus ed è il nostro cervello e in particolare la memoria. Collegati online h24, con uno smartphone in mano fin dalla prima mattina a leggere notizie di qualsiasi genere e tipo, il nostro cervello è sempre meno capace di mantenere un'attenzione sostenuta su un determinato argomento, notizia o compito. "La nostra attenzione è sempre più frammentata – ha spiegato a Fanpage.it il professor Giuseppe Alfredo Iannocari, neuropsicologo, docente di Scienze Umane all'Università Statale di Milano e Presidente dell'associazione Assomensana – Siamo diventati molto bravi con l'attenzione selettiva, ovvero quella capacità di scegliere ciò che ci piace e evitare quello che non ci interessa. Ma stiamo perdendo la capacità di avere un'attenzione sostenuta".

Come migliorare la concentrazione

Fateci caso, mentre lavoriamo, scriviamo una mail, leggiamo un articolo, guardiamo la tv o anche quando parliamo con un amico, a un certo punto (quasi tutti) sentiamo il bisogno di interrompere quello che stiamo facendo: "Non riuscendo a mantenere la concentrazione su uno stesso argomento per più di un certo periodo, sentiamo proprio la necessità di staccare e solitamente andiamo verso il nostro smartphone a controllare i social e le notifiche". Per migliorare la nostra concentrazione, soprattutto nell'ambito lavorativo, possiamo provare a cadenzare dei tech-break: "Dobbiamo ritagliarci dei momenti per consultare i nostri dispositivi, telefono, tablet o mail. Schematizziamo questi momenti, decidiamo di lavorare per trenta minuti di seguito, senza mai controllare il telefono. In questo modo riusciremmo a potenziare la nostra concentrazione. E poco a poco possiamo aumentare la distanza tra un tech-break e l'altro, così da riuscire a incrementare la nostra attenzione sostenuta". 

La fretta, una nemica della memoria

Oltre a lavorare sulla capacità di concentrazione potrebbe essere molto utile provare a esercitare la nostra memoria. Grazie infatti a tutti gli strumenti di cui disponiamo, smartphone con calendari e promemoria sempre pronti a ricordarci anche il compleanno di nostra madre, spesso facciamo grande fatica a ricordare anche le informazioni più semplici. "Il vero nemico della memoria è la fretta. Per memorizzare un'informazione il nostro cervello ha bisogno di tempo, a volte una sola giornata può non bastare. Affinché i neuroni formino la rete all'interno della quale verrà cucita l'informazione ci vuole il tempo che ci vuole e se sovrapponiamo altre informazioni, l'interferenza ne impedirà la stabilizzazione". Siamo abituati a pensare che se un certo ricordo è un po' annebbiato la colpa sia da ricondurre al tempo che è passato, in realtà invece a compromettere la memoria è quasi sempre l'interferenza che si è creata durante la sua sedimentazione. "Per provare a migliorare la nostra memoria fermiamoci un attimo, stoppiamo il flusso di informazioni e focalizziamoci su un unico pensiero. Prendiamo ad esempio questo articolo e proviamo a conservare e memorizzare i riferimenti: leggiamolo una prima volta, facciamo una sorta di schema mentale, proviamo a segnare delle parole chiave come tech-break, interferenza e facciamo un ripasso, magari raccontiamo ad alta voce ciò che abbiamo letto a qualcuno. Questa modalità favorirà la rievocazione di questo articolo anche a distanza di qualche giorno". Se l'esercizio non dovesse funzionare le prime volte non preoccupatevi: la memoria è nostra disposizione ma in termini di probabilità. "Quello che è certo è che più ci esercitiamo maggiori saranno le probabilità che la memoria diventi disponibile quando ci serve e di scongiurare quel fenomeno della ‘parola sulla punta della lingua'".

Il pilota automatico del nostro cervello

A chi non è mai capitato di salire in auto per andare a lavoro e di ritrovarsi a destinazione senza neanche essersi resi conto del tragitto fatto? Questo "pilota automatico", che spesso si attiva in maniera inconsapevole, si chiama "Network di default" e purtroppo non è un alleato del nostro cervello. "Il network di default è prepotente – spiega Iannoccari – Arriva quando siamo distratti, quando perdiamo l'attenzione e non riusciamo a restare concentrati sullo stesso compito". Ma per disinnescare il pilota automatico c'è qualcosa che possiamo fare: "Dobbiamo fare in modo che la mente vada esattamente dove vogliamo noi. Proviamo a fissare dei target, ad esempio decidiamo che mentre facciamo il solito tragitto per andare a comprare il pane, conteremo tutti gli oggetti di colore rosso. In questo modo facciamo sì che la nostra mente sia focalizzata sul qui e ora e che non vada per conto suo".

Brain break: i giochi per allenare la mente

Vi ricordate Ruzzle, quel famoso gioco di composizione di parole che tutti avevamo scaricato sullo smartphone? Se mentre giocavate pensavate di star facendo un buon lavoro per mantenere in salute il vostro cervello, purtroppo c'è una brutta notizia per voi: non era così utile. "Era sicuramente un gioco molto divertente e accattivante ma, come quasi tutti i giochi che si scaricano sullo smartphone, non era  davvero così valido. E il motivo sta nel fatto che questo come altri giochi ha un tempo, una scadenza di uno o due minuti. Quello che serve per allenare la concentrazione è la capacità di focalizzarsi sullo stesso compito per un periodo di tempo significativo. Sono decisamente più utili i giochi di società come gli scacchi o lo scarabeo". Se avete voglia di allenare il cervello provate a inserire nella vostra giornata dei brain-break in modo da sforzare ogni giorno un po' di più la mente. "Un gioco potrebbe essere quello di trovare, in cinque o dieci minuti al massimo, tutte le parole che iniziano con una certa lettera, oppure una certa categoria di oggetti (ad esempio gli oggetti appuntiti) o di parole connesse ad un'altra: in questo modo oltre a stimolare la memoria, si allenerà anche il linguaggio e rispolvereremo alcuni termini che conosciamo ma non usiamo". Pensate che su un totale di circa 250.000 parole, ognuno di noi ne conosce circa 5000 e ne usa abitualmente non più di 300. Grazie a questo esercizio non solo stimoleremo il nostro cervello ma saremo in grado anche di far colpo sui nostri amici grazie allo sfoggio di un linguaggio fluente e forbito.

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