Il calcio femminile non è più un tabù. Se fino a qualche anno fa la professione di calciatore era prerogativa maschile soprattutto ad alti livelli, adesso si sta facendo largo una fetta di professioniste che reclamano un riconoscimento al pari dei colleghi dell’altro sesso. La credibilità di un buon giocatore non dipende dal sesso, ma unicamente dalle abilità in campo e le donne stanno dimostrando di sapersela cavare benissimo, con talento, grinta e determinazione, aumentando sempre di più la posta in gioco. Ecco perché quest'anno è stato dato ancora più spazio alla nazionale femminile anche nell’Almanacco Illustrato del Calcio pubblicato da Panini.

Le calciatrici alla conquista dell'Almanacco

L’Almanacco è un caposaldo della storia del pallone, una tradizione che gli appassionati portano avanti da 80 anni (festeggiati nel 2020). In questi decenni nello sport sono cambiate tante cose e tra queste c'è stato l’ampliamento della considerazione data alle giocatrici donne, per troppo tempo relegate in secondo piano o non ritenute abbastanza talentuose e meritevoli. Non tanto quanto gli uomini, insomma. Tra le novità del nuovo Almanacco c'è proprio il maggiore spazio dato alla Nazionale azzurra allenata dal Ct Milena Bertolini. La copertina dell’album 2020 già aveva in copertina Sara Gama (capitana della Juventus e della Nazionale nonché neo eletta vice-presidente dell'Associazione Italiana Calciatori). Inoltre per la prima volta in quell'edizione fu inserita la sezione dedicata ai top 11 (uomini, ma anche donne) premiati al Gala del calcio AIC. Quest'anno le Azzurre di Milena Bertolini hanno a disposizione una sezione ancora più ampia, con l'elenco di tutte le partite disputate, i risultati della Champions League e l'analisi dei due maggiori campionati nazionali. Questa ulteriore apertura prosegue una strada intrapresa tempo fa, che sta dando i suoi frutti. La questione non si limita alla vittoria di una partita, un torneo o un campionato: significa fare passi avanti nella parità di genere e abbattere ogni tipo di discriminazione e pregiudizio sessista.