La prossima volta che scendete a buttare la spazzatura, guardate bene i sacchi e provate a pensare a quanto buttiamo e soprattutto a cosa buttiamo. Bottiglie di plastica, imballaggi, scatole di cartone. Anche per i più attenti all'ambiente, sembra impossibile vivere senza produrre rifiuti. Cibo, trucchi, cosmetici, prodotti per pulire: tutto ciò che entra nelle nostre case ha un contenitore che finirà, presto o tardi, in discarica. Eppure limitare il nostro impatto ambientale si può: molti influencer sui social mostrano che è possibile vivere "zero waste" cioé senza produrre spazzatura. Certo, una scelta così estrema richiede cambiamenti molto drastici e a volte è impossibile. La chiave non è eliminare, ma ridurre: con pochi semplici accorgimenti possiamo veramente fare la differenza e contribuire a un mondo meno inquinato. Fanpage.it ha contattato Marianna Mea, una biologa marina che vive a Pozzuoli insieme al marito e ai due figli: dal 2017 hanno deciso di cambiare stile di vita, facendo scelte sostenibili e producendo meno rifiuti. "Da biologa marina ho sempre avuto un’attenzione in più all’ambiente, già da piccola ero l’ecologista della famiglia. Prima si badava molto a non gettare i rifiuti in terra, pio a differenziare i rifiuti, usare meno la macchina… oggi sappiamo che tutto questo basta più".

Perché riciclare non è più sufficiente

Marianna è sposata con un biologo marino e insieme: l'amore per l'ambiente li ha spinti a fare scelte sostenibili e a condividere il loro percorso sui social, per ispirare altre persone. Marianna ha vissuto prima in Germania, poi in Austria. Ma è solo con l'ultimo trasloco, a Napoli, che ha deciso di cambiare stile di vita. "Lì mi è proprio scattata la molla – racconta – vedevo i cumuli di immondizia lungo le strade e pensavo: possibile che i cittadini non possano fare proprio nulla?". Fare la raccolta differenziata è fondamentale, ma anche il riciclo ha dei limiti: “Sappiamo che la plastica si può riciclare un numero finito di volte e a ogni step bisogna aggiungere nuova plastica, quindi nuovo petrolio”. Per fare un’analogia semplice: se avessimo il bagno allagato, la prima cosa che faremmo è chiudere il rubinetto, poi asciugheremmo l’acqua. Lo stesso discorso si applica all’inquinamento da plastica: chiudere il rubinetto è impossibile, ma possiamo limitarlo. Per questo è importante agire alla fonte, cercando di produrre meno rifiuti, per poi recuperare al massimo quelli prodotti. “Il primo passo che ho fatto è stato rovesciare il cestino dei rifiuti per terra e capire cosa potevo eliminare, in particolare l’indifferenziato e la plastica. Con mio marito avevamo già iniziato a usare i pannolini lavabili quando vivevamo a Vienna, perché l’Austria prevedeva dei contributi per l’acquisto. Ho iniziato a comprarli anche qui in Italia. Poi ho iniziato proprio a cambiare mentalità: all’inizio ero molto intransigente, ma poi ho capito che non paga". Ecco allora alcuni consigli per iniziare a produrre meno rifiuti: nessun sacrificio impossibile, ma piccole accortezze che fanno bene all'ambiente e al portafogli.

Marianna Mea e la sua famiglia
in foto: Marianna Mea e la sua famiglia

1 Inizia a piccoli passi

"Il primo passo è sempre il più difficile – dice Marianna – l'ideale è iniziare da una cosa che risulta facile e funziona per noi". Ci sono tanti modi per ridurre i rifiuti e tanti piccoli passi da cui partire. La coppetta mestruale non fa per te? Tieni gli assorbenti e magari inizia a comprare detergenti sfusi e prodotti solidi. Rinunciare al supermercato è impossibile? Prediligi le verdure sfuse (anziché già confezionate nella plastica) e porta la tua shopper in tela anziché chiedere un sacchetto. Il bio costa troppo? Inizia a cucinare il pranzo da portare al lavoro, anziché ordinare cibi pronti. Insomma, è impossibile non trovare nemmeno una cosa che possiamo fare: l’importante è fare un passo alla volta, senza essere troppo intransigenti e senza farne un'ossessione. "Molto meglio fare un piccolo passo, anche se imperfetto, piuttosto che non cambiare proprio nulla, del nostro stile di vita".

2 Smetti di comprare le bottiglie d’acqua in plastica

L’acqua potabile esce dai nostri rubinetti praticamente gratis eppure la andiamo a comprare: è una cosa che mi sconvolge”, spiega. Praticamente paghiamo la plastica. Esistono molte alternative: la borraccia quando siamo fuori casa e la caraffa autofilettante, ad esempio, quando siamo in casa. “In molte città ti portano l’acqua in vetro direttamente a casa e si possono restituire i vuoti. Esistono anche dei distributori comunali, o le autobotti per i piccoli comuni, in cui riempire le taniche”.

3 In bagno preferisci i prodotti solidi o le ricariche

Un altro luogo dove produciamo molti rifiuti senza accorgercene è il bagno. Un primo passo molto semplice, suggerisce Marianna, è riscoprire la cara vecchia saponetta per le mani, quella che usavano le nostre nonne. "Adesso si trovano bagnoschiuma e shampoo solidi anche al supermercato – aggiunge – molte volte i marchi vengono accusati di green washing e sicuramente non saranno prodotti perfetti, ma io penso sia positivo. Rappresentano un’alternativa sostenibile alla portata di tutti, anche a chi non ci ha mai pensato”. Se proprio non riusciamo a rinunciare al sapone liquido, valutiamo le ricariche. Tanti negozi ora permettono di riempire i flaconi o recuperano i contenitori vuoti di creme e cosmetici, una volta usati.

4 Non cedere al consumismo green

Non facciamoci prendere dal consumismo green, cioè dalla mania di buttare cose che abbiamo già (e perfettamente funzionanti) per sostituirle con un’alternativa più “sostenibile”. Se usiamo una scatola per il pranzo in plastica, perché cambiarla con una in metallo facendo inutile spreco di rifiuti? “Faccio un altro esempio – dice la biologa – io ho sempre usato lo spazzolino elettrico e mi trovo benissimo con quello. Perché buttarlo per comprarne uno in bambù? Preferisco tenere la stessa base cambiando solo la testina”. Anche ordinare un prodotto dall’estero, per quanto sia biodegradabile, è una scelta fallace dal punto di vista dell’ambiente: deve viaggiare e deve essere imballato, producendo altri rifiuti. Meglio comprare locale e progettare gli acquisti a lungo termine, valutando bene i costi e benefici.

5 Usa prima quello che hai già (incluso il make up!)

Sembra un consiglio scontato, ma è il più efficace: prima di comprare qualcosa usiamo ciò che abbiamo già. Questo vale anche per i trucchi: prima di comprare il terzo mascara o il decimo rossetto, forse è il caso di finire prima i molti prodotti che giacciano sul fondo delle nostre trousse. “Il make up è un settore complicato – conferma Marianna – ci sono pochissime alternative, ma ora stanno uscendo prodotti ecocompatibili, con meno packaging o con le ricariche. La mia strategia è stata quella di usare tutto quello che avevo prima di comprare qualsiasi altra cosa, e poi di fare una cernita. Ho limitato il make up a tre o quattro prodotti, alcuni dei quali produco da sola”. In commercio esistono prodotti multiuso che fungono contemporaneamente da blush e da rossetto, ad esempio.

6 Compra abiti usati

Anche i vestiti inquinano: per ridurre il loro impatto è importante avere cura di quelli che abbiamo già, cercando di acquistarne meno. Un’altra opzione è comprare abiti usati, allungando il loro ciclo di vita. “In Italia c’è un grande pregiudizio culturale: se lo chiamiamo vintage è una cosa bella, se lo chiamiamo usato fa schifo. In realtà le grandi catene di second hand online garantiscono la massima igiene di capi, io compro quasi tutto usato, anche per i bimbi”. Non solo vestiti, ma anche carrozzine, giocattoli, accessori per la prima infanzia.

7 Per le pulizie prova i prodotti multiuso

L’igiene della casa è importante, ma forse non servono tutti i mille prodotti che abbiamo nel ripostiglio. Esistono prodotti multifunzionali, che possono essere usati su diverse superfici e pavimenti. Anche in questo caso, molti negozi permettono di acquistare i detergenti sfusi, in modo da poter riutilizzare la bottiglia in plastica il più possibile. In alternativa, in commercio esistono detergenti concentrati in bustine biodegradabili o in pastiglie: si sciolgono in acqua calda e permettono di acquistare solo il prodotto, non il contenitore. Ma ci sono altri prodotti che possiamo eliminare. “I panni catturapolvere sono terribili dal punto di vista ambientale, così come le salviette umidificate – spiega la biologa – e abbiamo smesso di comprare anche i rotoli di carta assorbente, preferendo panni in cotone e spugnette”.

8 Organizza gruppi per gli acquisti online

Lo shopping online porta con sé molti imballaggi, e quindi molti rifiuti. Ma esistono situazioni in cui non possiamo farne a meno. Un modo per minimizzare l’impatto, spiega, è radunare vicini di casa, amici o colleghi di ufficio per fare un unico ordine collettivo, in modo da ridurre il numero dei colli. Un altro sistema è contattare i venditori spiegando l’esigenza di avere un imballaggio ridotto: se si comprano molti vestiti si può chiedere che vengano riposti in un’unica busta e non in sacchetti singoli.

9 Cucina i tuoi pasti

Il cibo a domicilio è una vera comodità, ma alla fine della cena o della pausa pranzo rimangono molte confezioni vuote da smaltire. Pensiamo ai contenitori in plastica del sushi, oppure alle insalate confezionate già pronte al supermercato. Senza diventare ascetici, si può trovare un piccolo compromesso: si cucina il pranzo da portare al lavoro per tutta la settimana e ci si concede un piccolo sgarro solo nel weekend, o una volta al mese. Anche al supermercato possiamo fare delle scelte sostenibili, per esempio pesando frutta e verdura sfusa nei sacchetti biodegradabili ed evitando gli ortaggi già confezionati nelle scatoline in polistirolo. Un discorso simile si può fare per gli affettati, la carne e i prodotti da forno: la vaschetta in plastica già pronta è comoda, ma è molto più sostenibile comprarli al banco.

Marianna al supermercato
in foto: Marianna al supermercato

10 Chiedi!

Quante volte abbiamo ricevuto un sacchetto di plastica o una cannuccia, anche se non ne avevamo bisogno? Parlare con il cameriere in anticipo, o con le commesse dei negozi, non costa nulla: “A volte sono contenti di farlo perché sostengono questa scelta. Quando contatto i negozi online e spiego loro la situazione ricevo sempre e solo risposte positive”. Una conversazione gentile e aperta non ci metterà in situazioni scomode con amici, parenti e ristoratori. Aprite gli armadi e la dispensa e date un'occhiata in giro: sicuramente c'è un piccolissimo cambiamento che potete fare già oggi, per il bene dell'ambiente.