Se ci avessero detto che un giorno il top abbinato ai jeans a vita bassa sarebbe stato considerato una specie di obbrobrio, forse non ci avremmo creduto abituate come eravamo ad abbassarci i pantaloni fin sotto le ossa del bacino e a mettere ben in mostra l'ombelico. A riguardarle ora, certe foto sembrano appartenere alla preistoria. È difficile riconoscersi in quei look che negli anni Novanta spopolavano e che visti con gli occhi di oggi sembrano delle accozzaglie senza senso che mai replicheremmo. Ma allora non c'erano influencer, fashion addicted e beauty guru a fare tutorial su Youtube e pubblicare outfit su Instagram. Degli stili di vita di quegli anni è rimasto ben poco, delle mode ancora meno, benché periodicamente qualcosa torni alla ribalta. Perché i jeans larghi rilanciati da Belen per noi trentenni non sono una novità: li indossavamo alle scuole medie. Ciò che è rimasto sono però quei miti intramontabili che ci fanno pensare agli anni Novanta con un pizzico di malinconia e nostalgia che richiamano alla mente i ricordi più belli della nostra adolescenza.

1. La Smemoranda

La Smemoranda era l'oggetto che non si poteva non possedere quando si entrava in classe, magari messa dentro uno zaino Invicta o Seven. Sfidando ogni legge della fisica e ogni probabilità della meccanica dei corpi eravamo capaci di inserire tra quelle pagine una quantità inimmaginabile di gadget. Più che raccogliere appunti scolastici diventava una bacheca, un raccoglitore di dediche, scontrini, biglietti del cinema, foto, disegni, pagine di giornali.

2. Il Cioè

Cioè era senza ombra di dubbio la rivista per eccellenza delle ragazze anni Novanta, amatissima sia perché forniva i poster da appendere alle pareti sia perché risolveva dubbi esistenziali. Soprattutto quelli in materia sessuale non si potevano sciogliere in altro modo.

3. Non è la Rai

Altro che troniste e influencer: siamo cresciute col mito di Ambra Angiolini e delle sue ragazze a Non è la Rai. Era impossibile anche perdere una sola puntata. Non c'era interrogazione o compito in classe che potesse distogliere l'attenzione dai balletti e dalle canzoni che quelle poco più che coetanee portavano in tv.

4. Il Tamagotchi

Qual era il regalo che tutte chiedevano ai genitori negli anni Novanta? Il  Tamagotchi, un vero e proprio must have. Ore e ore trascorse a dar da mangiare e tenere in vita un animaletto elettronico capace di creare vera e propria dipendenza, al pari dei moderni social network.

5. MTV e i suoi VJ

La televisione era fatta di miti inarrivabili che si guardavano con gli occhi a cuoricino. Non c'erano i social a farci sentire vicini ai VJ di MTV, vere e proprie divinità per tutte le ragazzine del tempo, Marco Maccarini ed Enrico Silvestrin in primis. Si trascorrevano interi pomeriggi in loro compagnia, ipnotizzate dai videoclip musicali trasmessi a rotazione dall'emittente.

6. Le cassette

Ancora oggi sono gettonatissime nei locali le serate interamente dedicate alla musica anni Novanta, quella che si ascoltava rigorosamente in cassetta. Alzi la mano chi non ha almeno un ricordo legato a Gli anni degli 883, a Torn di Natalie Imbruglia, a Wonderwall degli Oasis. Per non parlare della disco music, ancora oggi la più ballata: Gigi D'Agostino, Daft Punk, Eiffel 65 hanno accompagnato le notti in discoteca di un'intera generazione e continuano a farlo.

7. Il walkman

Oggi non esiste nemmeno più, completamente sostituito da apparecchi decisamente più tecnologici: il walkman ormai è solo un oggetto da collezione, un pezzo di antiquariato, un cimelio per appassionati di vintage. Negli anni Novanta era immancabile nello zaino quando si andava a scuola, ma anche quando ci si incontrava con le amiche. Non c'erano le moderne piattaforme, dunque si acquistavano le cassette oppure si ascoltava la radio. E si era disposte a stare anche ore sintonizzate su una stazione, in attesa che uscisse "quella" canzone, per premere il tasto REC e registrarla, così da averla sempre con sé.

8. I poster in camera

Gli anni Novanta sono stati il decennio delle band, che sono state un vero e proprio fenomeno discografico. Tutte impazzivano per le Spice Girls, i Backstreet Boys, gli NSYNC, i Take That. Attaccare i loro poster alla parete era una consuetudine e l'immagine veniva quasi "venerata". Band a parte l'icona indiscussa del tempo, che ha fatto perdere la testa a tutte le ragazzine, era senza dubbio Leonardo di Caprio, onnipresente in tutte le camerette.