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Ginnastica mentale, sonno e alimentazione: i tre alleati della nostra memoria

Per migliorare la nostra memoria basta fare pochi e semplici esercizi ogni giorno, come ripetere ad alta voce una notizia, cambiare la mano con cui lavarsi i denti. Il professor Giuseppe Iannoccari, neuropsicologo, ci spiega come mantenere in forma il nostro cervello e perché anche l’alimentazione e il sonno sono importanti.
Intervista a Prof. Giuseppe Iannoccari
Neuropsicologo, docente di Scienze Umane all'Università Statale di Milano e Presidente dell'associazione Assomensana
A cura di Francesca Parlato
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Se la vostra scrivania è sommersa da post-it, lo smartphone squilla ogni dieci minuti per qualche avviso segnato sul calendario e ogni volta che uscite di casa dovete tornare indietro perché avete dimenticato la mascherina, vuol dire che è arrivato il momento di rimettere in forma la vostra memoria. "Promemoria, liste della spesa, navigatori sono tutte protesi mentali – ha spiegato a Fanpage.it il professor Giuseppe Iannoccari, neuropsicologo docente di Scienze Umane all'Università Statale di Milano e Presidente dell'associazione Assomensana – Il primo passo da fare se vogliamo allenare le nostre performance cerebrali è limitarne l'uso".

Ginnastica mentale

Il primo consiglio per provare a esercitare la nostra memoria riguarda proprio l'uso di liste della spesa, rubriche o navigatori: "Cerchiamo di farne a meno. Ad esempio se abbiamo un amico che chiamiamo con una certa frequenza, prendiamo il telefono e prima di dare l'invio alla chiamata leggiamo il numero e proviamo a ricordare le prime tre cifre, il secondo giorno aggiungiamo altre due cifre e così via, nel giro di pochi giorni avremmo imparato un numero di telefono senza grandi fatiche". L'infinita quantità di informazioni che abbiamo a disposizione oggi richiede un'abilità mentale spiccata nel selezionarle, comprenderle e soprattutto memorizzarle. Ma esiste un modo per allenare anche questa capacità: "Proviamo ad apprendere una notizia al giorno. Scegliamo e leggiamo con attenzione un articolo e ripetiamolo a tre persone diverse. La prima volta che lo riporteremo saremo goffi, non articoleremo bene il pensiero, saremo poco chiari. Quando lo ripeteremo per la seconda volta articoleremo sicuramente molto meglio il pensiero, avremo una migliore padronanza dell'argomento, lo arricchiremo di particolari e lo esporremo in modo fluente. Al terzo racconto, quell'articolo sarà ormai impresso nella nostra mente. Fare questo esercizio per tutto l'anno vuol dire accumulare 365 notizie e costruire quindi una buona memoria. Leggere è un'attività cognitiva passiva, attraverso questa pratica riusciamo a renderla attiva". Per stimolare il cervello può rivelarsi molto utile anche fare alcune attività abitudinarie in maniera diversa dal solito, più precisamente cambiando la mano: "Se siamo destrimani proviamo a lavarci i denti o metterci la crema sul viso con la mano sinistra. Ma oltre a questo tipo di allenamento, anche cambiare strada per tornare a casa, fare un tragitto diverso, può rivelarsi molto utile perché ogni volta che il cervello percepisce una novità, si attiva". Oltre la ginnastica mentale però anche quella fisica è importantissima: "L'attività fisica schiarisce la mente. A partire dai 28-30 anni perdiamo circa centomila neuroni al giorno, e lo sport ci aiuta a generare nuove cellule neuronali, soprattutto nell'ippocampo che è la zona deputata alla memoria".

Il sonno è amico della memoria

Per preservare la nostra memoria è importantissimo dormire bene: "Un buon sonno ristoratore è fondamentale – ha spiegato il professor Iannoccari – È durante il sonno che le memorie della nostra vita vengono consolidate mentre tutte le altre vengono sfoltite. Morfeo è un giardiniere: di notte elimina tutti quei rami di memoria che non ci interessano e mantiene soltanto le informazioni più salienti". E il sonno è anche un alleato preziosissimo per tutti gli studenti prima di un esame o di un'interrogazione. "Se ripassiamo un argomento la sera prima di addormentarci, il mattino seguente ne ricorderemo circa l'80%. Mentre se leggiamo lo stesso articolo al mattino e proviamo a ripeterlo circa 8 ore dopo (lo stesso numero di ore della notte) riusciremo a ricordarne soltanto il 40%. Per questo agli studenti si suggerisce di ripassare le nozioni importanti, studiate durante il giorno, la sera prima di andare a letto. In questo modo con il sonno si assimileranno e si consolideranno. In generale la regola per gli studenti  dovrebbe essere questa: durante il giorno si affrontano gli argomenti complessi e articolati, la sera si ripete tutto".

La dieta per il cervello

Infine come sempre anche la dieta gioca il suo ruolo: "Il cervello è sensibile a zuccheri e grassi. Se mangiamo una bistecca di carne e poi un dolce, non facciamo un favore al cervello. Gli zuccheri si collegano alla proteine scatenando un fenomeno chimico che si chiama glicazione proteica, che formerà un composto simile per consistenza al caramello, che potrà provocare un danno al nostro cervello. Con questo non si intende certo dire che non si deve mangiare la carne, ma semplicemente che è meglio non abusarne". Ciò di cui ha bisogno invece è una dieta ricca di grassi buoni: "Pesce azzurro, salmone, alici, noci, frutta secca sono assolutamente consigliati". Infine attenzione a non esagerare con gli zuccheri la sera: "Possono interferire con la melatonina e disturbare il nostro riposo, che sappiamo essere fondamentale per la nostra memoria".  

Le informazioni fornite su www.fanpage.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.
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