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Fotografare di nascosto donne che allattano potrebbe diventare reato: una campagna tutela le mamme

La parlamentare laburista inglese Stella Creasy ha lanciato la campagna “Stop the Breast Pest”, con lo scopo di arrivare a una legge che vieti di fotografare le donne che allattano in pubblico. Lei stessa è stata vittima di questa esperienza, che traumatizza le neo mamme e non le fa sentire libere e sicure di compiere un gesto del tutto naturale.
A cura di Giusy Dente
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Immaginate la situazione: una mamma allatta tranquillamente il proprio bambino e un uomo prende il cellulare e le scatta divertito una foto al seno. La donna se ne accorge e gli chiede imbarazzata di cancellare la foto, ma lui si rifiuta, dicendo che in luogo pubblico ha tutto il diritto di fare ciò che ha fatto. La polizia di Greater Manchester gli dà ragione: non ha commesso alcun crimine, nessun reato, nulla che la legge identifichi come qualcosa da punire. La donna in questione si chiama Julia Cooper, ma quanto accaduto a lei è in realtà qualcosa di tristemente comune, più di quanto si pensi. Per quanto allattare sia un gesto naturale, farlo in pubblico è ancora visto con criticità. Espone a giudizi, battutine, sorrisi maliziosi e persino foto e video fatti di nascosto, senza consenso ovviamente. Questo rende le mamme nervose e le mette in imbarazzo, fa sì che provino vergogna per qualcosa che invece è assolutamente normale. Per questo nel Regno Unito è partita la campagna Stop the Breast Pest.

La normalizzazione dell'allattamento sui social

Fino a un anno fa Facebook era solito censurare le foto dell'allattamento. Era successo a Georgia Tennant, una neo mamma censurata dagli amministratori della piattaforma per aver postato sul suo account personale e privato una foto con il figlio appena nato attaccato al seno. Oggi le cose sono un po' cambiate e diverse celebrities stanno contribuendo a sdoganare l'allattamento in pubblico e sui social, portando avanti un messaggio di normalizzazione di un gesto così naturale, che nulla ha a che fare con la sessualità o l'egocentrismo. Chiara Ferragni è l'ultima in ordine di tempo che si è mostrata con la figlia Vittoria al seno. Ma c'è una bella differenza tra esporsi volontariamente, quindi scegliere liberamente di condividere la straordinarietà di un momento così intimo tra mamma e figlio ed essere invece oggetto inconsapevole di spettacolarizzazione. Esattamente quello che è successo a Julia Cooper e altre neo mamme, che ora chiedono una legge che le tuteli.

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Quando l'allattamento viene sessualizzato

Julia Cooper ha raccontato la sua esperienza alla parlamentare laburista Stella Creasy, a sua volta vittima di un episodio simile: su un treno, un ragazzo ridacchiano le ha scattato una foto mentre col seno scoperto allattava il proprio bambino. Fatti del genere sono purtroppo all'ordine del giorno e questa consapevolezza ha portato alla campagna Stop the Breast Pest. Punta a istituire una legge ad hoc per punire chi fotografa senza permesso mamme intente ad allattare. L'obiettivo è far sentire le donne sicure e a proprio agio mentre compiono un gesto assolutamente normale e naturale, che purtroppo ancora viene letto dall'esterno in una malsana ottica sessualizzata. "Mi sono sentita arrabbiata e violata. Non voglio che questo accada ancora a me o ad altre donne": con queste parole ha descritto la sua esperienza la Cooper a The Guardian.

Stella Creasy
Stella Creasy

Una campagna e una legge a tutela delle mamme

La campagna Stop the Breast Pest ha lo scopo di approvare un emendamento al Voyeurism Act, in vigore dal 2019, che vieta di scattare fotografie non consensuali a genitali, biancheria intima e glutei: non è compresa la parte superiore del corpo. Una volta approvato, tale emendamento proteggerebbe le neo mamme dalle foto scattate di nascosto nel momento dell'allattamento, foto che diventerebbero a tutti gli effetti un crimine. "Si tratta di consenso. Le donne dovrebbero essere in grado di allattare ovunque ne abbiano bisogno ogni volta che ne hanno bisogno, senza problemi. E il problema non include solo le persone che le criticano, ma include comportamenti come questo" ha commentato ha Creasy. La sua proposta sta riscuotendo successo: "Sfortunatamente ci sono alcune persone molto inquietanti là fuori che pensano di avere il diritto di fotografare le donne durante l'allattamento per il proprio divertimento. Questo non è accettabile" ha detto. Sia che si scelga di vivere entro le mura domestiche il momento dell'allattamento sia che si voglia o si debba farlo in luogo pubblico, le mamme non devono sentirsi un oggetto in balìa degli sguardi maliziosi altrui, soprattutto quelli maschili. Non c'è da offendersi né da ridacchiare per un gesto così semplice, che nulla ha di scandaloso: è solo il più antico e naturale del mondo.

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