In soli tre mesi di dieta a base di verdure, frutta e pochi (se possibile nessuno) grassi, è possibile migliorare la salute degli spermatozoi e di conseguenza aumentare la fertilità maschile. Avere dei figli sta diventando sempre più difficile, le cause sono le più disparate e molto spesso anche idiopatiche ovvero sconosciute, senza che vi sia alcuna patologie che le possa spiegare. E anche se l'alimentazione non può essere la panacea di tutti i problemi di salute, è stato dimostrato che esiste una correlazione diretta tra carenze dietetiche e danno ossidativo negli spermatozoi. "Lo sperma è un indicatore importante della salute dell'uomo, non solo della sua fertilità – ha spiegato a Fanpage.it la dottoressa Giuseppina Peluso responsabile del Laboratorio di Semiologia – Pma Azienda Ospedaliera di Cosenzapotremmo definirlo come un barometro: racchiude lo stato di benessere degli ultimi tre mesi e da una sua alterazione è possibile intercettare tantissime patologie".

Infertilità idiopatica

Quando non è possibile collegare l'infertilità a delle cause specifiche si parla di infertilità idiopatica oppure sine causa. E sono in molti a concordare (come un recente studio pubblicato sulla rivista Jama) che a influenzare questo tipo di infertilità potrebbe essere proprio una dieta scorretta e povera di alimenti antiossidanti. "Sarebbe proprio lo stress ossidativo a causare un abbassamento della qualità dello sperma. – spiega l'esperta – I radicali liberi, e c'è una grande letteratura scientifica a riguardo, sono infatti nemici degli spermatozoi e possono danneggiarne la membrana, ridurne la motilità e soprattutto causare una frammentazione del DNA. Una conseguenza piuttosto grave perché uno spermatozoo con la doppia elica del DNA frammentata non è in grado di fecondare l'embrione". 

La dieta per migliorare la fertilità

Un eccesso di radicali liberi, dovuto a un cattivo stile di vita fatto di dieta sbagliata, sedentarietà, fumo, può quindi incidere in maniera significativa sugli spermatozoi. "Per dimostrare che esiste un rapporto di causa effetto tra dieta e qualità dello sperma abbiamo messo insieme un campione di uomini in sovrappeso, di età compresa tra i 25 e i 40 anni, non fumatori, con cause di infertilità idiopatica. Per due mesi queste persone hanno seguito una dieta ricca di alimenti ad alto contenuto di antiossidanti, in particolare vitamina C, vitamina E (l'antiaging per eccellenza), betacarotene, folati, zinco, per un apporto calorico totale di 1500 calorie al giorno". E i risultati non sono tardati ad arrivare: in seguito a questo regime alimentare la motilità degli spermatozoi è aumentata dal 10% al 25% e la frammentazione del DNA è scesa dal 20% al 12% (considerando che nei soggetti sani la percentuale è pari a circa il 7%).

Tra gli alimenti da favorire, perché ricchi di antiossidanti, troviamo: cioccolato fondente, fragole, legumi, verdure a foglia larga, le banane e la frutta in genere, e poi è sempre bene fare il pieno di vitamina C, un'alleata indispensabile per riequilibrare l'intera catena dei processi ossidativi. "L'infertilità maschile è in netto aumento, per questo, quando si ha un problema di questo genere e di cui non si conosce la causa – suggerisce la dottoressa – è bene provare a seguire un regime alimentare a base di frutta, verdure, legumi e incrementare l'apporto di frutta secca e in particolare di mandorle. Aboliamo grassi animali e alcol e in generale miglioriamo il nostro stile di vita, cercando di dire addio ad obesità e vita sedentaria". 

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