25 Maggio 2021
18:14

Fedez intervista Donatella Versace: “Meglio il cattivo gusto del bon ton, almeno ti fa parlare”

Donatella Versace ha preso parte al 56esimo episodio di Muschio Selvaggio, il format di Fedez e Luis Sal. La stilista si è lasciata andare a diversi aneddoti della sua lunga carriera di stilista e ovviamente ha ricordato l’amato fratello Gianni Versace, con cui tutto è cominciato oltre 40 anni fa.
A cura di Giusy Dente

Tre settimane fa Donatella Versace ha compiuto 66 anni. Più di quaranta di questi li ha trascorsi nel mondo della moda, a cui il suo nome è indissolubilmente legato. Dopo gli inizi nel settore della comunicazione e delle pubbliche relazioni del brand fondato da Gianni Versace, è passata alla direzione della Maison, in seguito alla morte del fratello. Lei una vera e propria icona fashion, una donna vulcanica che non manca mai di stupire e che negli anni ha accettato ogni tipo di sfida, mettendosi sempre in gioco. È stata ospite del 56esimo episodio di Muschio Selvaggio. La stilista si va così ad aggiungere al folto gruppo di personalità del mondo dello sport, dello spettacolo, della musica che Fedez ha ospitato nel suo programma: Taylor Mega, Frank Matano, Joe Bastianich per fare solo alcuni esempi. Il format, dedicato a temi di cultura e società con ospiti diversi di volta in volta, è caratterizzato da momenti di approfondimento alternati a momenti di svago e vede la partecipazione di Luis Sal. La stilista si è raccontata attraverso tantissimi aneddoti, menzionando tutti gli amici della Maison e passando attraverso il ricordo dell'amato fratello Gianni.

Gianni Versace raccontato da Donatella

Donatella si è lasciata andare a diversi aneddoti, legati alla sua lunghissima carriera nel mondo della moda, costellata di successi, innovazioni e scoperte. Ovviamente ha ricordato il fratello Gianni Versace, con cui è cominciata la sua avventura nel mondo del fashion, un'avventura portata avanti sempre spostando un po' più avanti l'asticella, osando un po' più degli altri: "Gianni amava pazzamente le donne e non voleva che fossero grigie, come diceva lui. Voleva che esprimessero la loro personalità. All'inizio ha fatto molta fatica perché nella moda esisteva il bon ton, parola che per noi Versace non è mai esistito: meglio il cattivo gusto del bon ton, perché almeno ti fa parlare, è libertà". Ma ha ricordato anche quando conobbe, giovanissime, le future super top model Cindy Crawford e Naomi Campbell: all'epoca avevano appena 15-16 anni. Ma oltre alle top model, la stilista ha sottolineato i rapporti di amicizia coltivati anche al di fuori della passerella, per esempio col mondo della musica, con cui c'è stato uno scambio continuo: "La musica ha sempre contaminato la moda. Quando gli altri stilisti facevano le sfilate con i Dj, noi avevamo Prince che suonava dal vivo".

Google Images esiste grazie a Versace

Donatella Versace ha rivelato una curiosità circa il famosissimo Jungle Dress di Jennifer Lopez, quello indossato dalla popstar prima nel 2001 e poi riproposto durante la Milano Fashion Week del 2019. All'epoca colpì così tanto l'opinione pubblica da dar vita a una mole infinita di ricerche su Google. Il motore di ricerca, però, restituiva solo siti e non immagini del vestito, che era ciò che interessava alle persone, che volevano ammirarlo in tutta la sua bellezza. Ed è stato a quel punto che Google (nato appena 2 anni prima) creò un nuovo strumento di ricerca: l'ormai indispensabile Google Immagini. Ma per la stilista la moda non è soltanto vestiti iconici, passerelle, eventi e sfilate: "La moda deve avere un ruolo sociale, era elitaria forse negli anni Novanta, ma non adesso. Ora vive su Instagram, sui social, i ragazzi comprano sugli e-commerce. La moda si è democratizzata molto".

Prince, Lady Gaga e gli altri amici della Maison

Da Kanye West a Madonna, da Puff Daddy a Elon Musk: sono tantissime le celebrities menzionate da Donatella Versace ripercorrendo questi anni trascorsi alla guida di una Maison che ormai ha una fama mondiale. In particolare. La stilista ha definito Lady Gaga una persona spericolata: "Lei è una che rompe le barriere, vuole fare solo questo ed esprimersi in modo diverso, non solo nella musica. Fa discorsi molto intelligenti ed è molto impegnata sul sociale, fa un sacco di beneficenza. Lei lotta per i diritti". Prince lo ha invece definito un uomo di poche parole: "Lui ti diceva tre parole e dovevi capire tutto, perché la quarta non te la diceva". Ha anche ricordato il giorno del concerto a Paisley Park, a Minneapolis: "Con la sua chitarra, con tutta la band e i ballerini ha fatto un concerto completo per noi tre (Donatella Versace, Lenny Kravitz, Puff Daddy ndr). Mi sono sentita la più fortunata del mondo". I sessanta minuti di chiacchierata con Fedez e Luis Sal hanno messo in luce una vita intensa e affascinante, ricca di emozioni ed esperienze, ma non senza dispiaceri. Col piede sull'acceleratore, senza paura del giudizio altrui e senza che mai niente frenasse le sue intuizioni e convinzioni, la stilista è andata avanti per la sua strada portando la Maison nell'Olimpo della moda.

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