Rivedere la stessa serie tv, leggere due volte lo stesso libro, ritornare a mangiare nel ristorante dove si è già stati la settimana precedente: ripetere un'attività è meno noioso di quanto crediamo. Lo dimostra uno studio pubblicato sul Journal of Personality and Social Psychology, messo a punto da Ed O'Brien, professore di Scienze Comportamentali dell'Università di Chicago Booth School of Business. Una ricerca che sembra andare contro il principio di adattamento edonico, per il quale se una determinata attività o bene materiale ci procura del piacere, questo piacere si consumerà talmente rapidamente, che andremo subito in cerca di nuove e altre fonti di felicità.

Guardare un film due volte è meno noioso del previsto

Per la sua ricerca O'Brien ha sottoposto i partecipanti a tre studi diversi: visitare una mostra in un museo, vedere un film, giocare a un videogame. A tutti i partecipanti, dopo aver svolto le diverse attività, è stato poi chiesto di valutare, in una scala da 1 a 7, il piacere che gli avevano procurato e quello che credevano gli avrebbe procurato il ripetere queste esperienze. Quasi tutti hanno sottostimato il grado di divertimento che avrebbe procurato loro la ripetizione di ognuna di queste attività. Ma, a dispetto delle previsioni, chi tra i partecipanti ha svolto di nuovo le esperienze, ha dovuto rivedere il suo parere. Infatti, anche se il piacere era diminuito, la ripetizione era stata meno noiosa del previsto. Ad esempio la visione di un film, dopo la prima volta, aveva ottenuto una media di 5,3 punti. All'idea di rivederlo di nuovo il giorno dopo, era stato attribuito un punteggio medio di circa 3,5 punti. Ma nonostante le previsioni iniziali, il gruppo che ha riguardato per la seconda volta il film si è dovuto ricredere: il punteggio medio attribuito a questa (seconda) esperienza era di 4,5, praticamente un punto in più rispetto alle previsioni e meno di un punto di differenza rispetto al piacere procurato dopo la prima volta.

Il piacere di ripetere la stessa esperienza

Secondo lo studio, uno dei motivi per cui la ripetizione di una stessa esperienza ci procura più piacere di quello che crediamo deriva dalla distrazione. Come spiega O'Brien nel suo articolo, ammirando una mostra per la seconda volta, guardando un film potremmo renderci conto di sfumature, dettagli, elementi che a prima vista ci sono sfuggiti e godere di questo piacere. E poi molto spesso a guidare le nostre scelte è la convinzione che ‘nuovo è meglio‘. Quando decidiamo dove ordinare una pizza o dove andare in vacanza la prossima estate siamo spinti dall'idea che la novità celi sempre qualcosa di imprevisto, qualcosa che supererà per bellezza e sorpresa la precedente. "Ma l‘esperienza non è mai statica – spiega O'Brien – E proprio in virtù della continua esposizione, soprattutto quando si tratta di attività ricche di contenuti, la nostra prospettiva può cambiare". Una prospettiva che porterebbe a ripensare il concetto dell'adattamento edonico e soprattutto potrebbe far cambiare punto di vista sul modo in cui spendere il proprio tempo libero. Come spiega O'Brien, a volte la ricerca di novità, può essere anche particolarmente (e inutilmente) stancante: anziché perdere tempo a cercare su Google una nuova pizzeria perché non andare in quella di sempre, magari scegliendo una pizza diversa dal solito sul menù? "La ripetizione – conclude O'Brien – potrebbe aggiungere del sale imprevisto alla nostra vita".