Chloe Lopes Gomes
in foto: Chloe Lopes Gomes

Il 29 aprile per i ballerini di tutto il mondo è una giornata speciale: è la Giornata internazionale della Danza, istituita per celebrare una delle più antiche e rinomate forme di arte. Ma oltre che arte la danza è anche disciplina ferrea, è un approccio alla vita che va oltre il palcoscenico e che parla di puntualità, bellezza, precisione, ricerca costante della perfezione, rispetto per il corpo. Quello stesso corpo che, costantemente messo alla prova e spinto oltre i propri limiti, viene spesso guardato con occhio particolarmente critico, sia in prima persona che dall'esterno. Il balletto è fatto di regole, ci sono dei canoni fisici da rispettare: ma fino a che punto, se significa sfociare in discriminazione? Possono dei criteri di valutazione esclusivamente estetici pregiudicare la carriera di una danzatrice? Per Chloe Lopes Gomes è stato così: la sua colpa sarebbe la pelle nera. La sua battaglia contro il razzismo allo Staatsballett di Berlino l'ha portata a una (seppur amara) vittoria.

La storia di Chloe Lopes Gomes

Chloe Lopes Gomes è la ballerina francese di origini capoverdiane e algerine che ha denunciato il razzismo nella danza classica. Dopo anni di formazione, prima all'Ecole nationale supérieure de danse di Marsiglia e poi presso la prestigiosissima accademia del Bolshoï di Mosca, è stata la prima ballerina nera a entrare nello Staatsballett di Berlino. Ma alla scadenza del contratto, non c'è stato alcun rinnovo per lei. A quel punto si è fatta avanti e ha denunciato le discriminazioni subitene nel tempo, per il solo fatto di non avere la pelle bianca. A proposito di una delle sue insegnanti ha riferito: "Disse che lo Staatsballett non mi avrebbe dovuto prendere perché sono nera. Che una donna di colore nel corps de ballet non è estetica, non è omogenea". E poi le continue critiche, i commenti, le correzioni: un vero e proprio accanimento culminato con l'obbligo a truccarsi il viso di bianco.

Chloe Lopes Gomes
in foto: Chloe Lopes Gomes

La vittoria a metà di Chloe Lopes Gomes

Attraverso un comunicato stampa, la compagnia di ballo ha fatto sapere di aver raggiunto un accordo con la danzatrice: Chloe Lopes Gomes ha ottenuto un altro anno di contratto e un risarcimento. Lavorerà alle produzioni della compagnia fino al termine della stagione 2021/22. Christiane Theobald, direttrice dello Staatsballet, ha espresso rammarico per la vicenda di cui la ragazza è stata suo malgrado protagonista, ribadendo di voler portare avanti una politica di tolleranza zero per il razzismo e tutte le forme di discriminazione all'interno della compagnia. La Lopes intervistata dal New York Times si è detta felice di poter continuare a fare ciò che ama, ma è consapevole di non avere davanti a sé una strada facile: "È una piccola vittoria per me, ma una grande per il balletto, soprattutto in Germania, perché è abbastanza raro che una compagnia come questa riconosca che ci sono stati maltrattamenti. Non posso dire di essere entusiasta di rimanere allo Staatsballett, ma sono felice di lavorare e di ballare".

"Incoraggio tutti a rompere il silenzio"

In un post su Instagram la Lopes ha commentato l'esito della sua battaglia legale: "Dopo otto mesi di lotta abbiamo finalmente trovato un compromesso, anche se è triste aver affrontato tutto questo. Mi sono resa conto che anche se temevo le conseguenze, parlare era la cosa migliore da fare. Incoraggio tutti a rompere il silenzio" ha scritto. Il mondo della danza non è nuovo ad accuse di razzismo, ma esistono anche bellissime storie come quelle di Misty Copeland o di Michaela De Prince, rispettivamente prima étoile nera dell'American Ballet Theatre e solista del Het Nationale Ballet. In fondo, nessuno ha mai chiesto a una ballerina bianca di mettere del fondotinta scuro sul viso per interpretare il cigno nero. Allora perché dovrebbe essere poco estetica una ballerina con la pelle nera che danza in un tutù bianco?