Un incidente d'auto, una grave perdita familiare, la fine di un rapporto di lavoro, aver subito una molestia: sono situazioni apparentemente tutte diverse, ma tutte in grado di scatenare dei traumi e di condizionare la vita della persona che li ha subiti. Vivere con il condizionamento di un trauma può essere tutt'altro che facile, alcune persone non se ne liberano mai e altre invece impiegano anni e anni di terapia per tentare di superarli. Ma esiste una tecnica, ideata quasi 30 anni fa e riconosciuta scientificamente, che consente attraverso il movimento degli occhi, di cancellare le emozioni negative legate al trauma, e anche in maniera piuttosto veloce. Si tratta della terapia EMDR. Ne ha parlato di recente anche Chiara Ferragni, che dopo averla sperimentata in prima persona, per rimuovere l'ansia provocata da alcuni ricordi legati a un amico scomparso, l'ha consigliata anche ai suoi follower, in particolare a quelli che le avevano raccontato di aver subito molestie sessuali. "La terapie EMDR nasce nel 1989 negli Stati Uniti. Francine Shapiro, psicologa, creò questo protocollo per lavorare sui ricordi traumatici – ha spiegato a Fanpage.it Isabel Fernandez, psicologa, psicoterapeuta, presidente dell'Associazione Italiana EMDR, che lo scorso anno ha ricevuto l'onorificenza di Commendatore della Repubblica dal Presidente Mattarella proprio per il lavoro svolto con l'associazione – Questo tipo di terapia ha avuto diverse e importanti validazioni scientifiche ed è raccomandata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità come terapia di elezione per il trattamento dei disturbi post traumatici". 

Che cosa è le terapia EMDR

Questo tipo di terapia è rivolta a tutti coloro che hanno vissuto nella propria vita un'esperienza traumatica che si tratti di un evento unico (un lutto o un incidente) oppure prolungato nel tempo. "Questo tipo di terapia – spiega la psicologa – mette al centro il ricordo traumatico. Quando si vive un'esperienza traumatica, ad esempio un incidente o un lutto, quello che resta anche dopo un certo periodo di tempo, è proprio il ricordo di quell'esperienza con tutte le emozioni e le sensazioni e anche le credenze legate a quel determinato momento. La terapia EMDR non elimina il ricordo dalla nostra memoria, ma lavora in modo che questo perda la sua carica emotiva negativa, e che la persona possa vederlo come un evento del passato, concluso, dal quale è riuscita a prendere le distanze. Lo vedrà in una prospettiva più costruttiva". Ciò che la EMDR fa è in realtà un processo che già normalmente la nostra mente compie: "Nel corso delle settimane o anche di qualche mese, dopo un trauma, possiamo anche riprenderci da soli e riuscire a prendere le giuste distanze. A volte però questo meccanismo si blocca, perché l'evento magari è stato molto grave, oppure perché è avvenuto durante l'infanzia. E in questi casi l'EMDR può essere davvero risolutiva. Di fatto agisce su una capacità innata che noi tutti abbiamo". 

Perché è importante il movimento degli occhi

La terapia EMDR consiste nello stimolare il paziente a compiere dei movimenti con gli occhi (uguali a quelli che si compiono durante la fase REM del sonno) mentre si concentra sul ricordo traumatico. L'acronimo EMDR vuol dire infatti Eye Movement Desensitization and Reprocessing, che in italiano può essere tradotto con Desensibilizzazione e Rielaborazione attraverso i Movimenti Oculari. "Alcune ricerche in ambito neurofisiologico e neurobiologico hanno dimostrato che stimolando le persone a fare questi movimenti mentre parlano del loro evento traumatico, si stimolano le strutture celebrali preposte all'elaborazione dell'informazione. E in particolare un recente studio pubblicato sulla rivista scientifica Nature, ha studiato alcune delle strutture cerebrali che vengono stimolate attraverso la EMDR". Con la terapia il ricordo dell'evento perde la sua vividità: "Si inizia a vedere il ricordo in maniera più distante, più lontano da noi. Non dimentichiamo che ci è successo qualcosa di brutto, ma sappiamo affrontarlo in maniera più serena. Non siamo più definiti da quell'evento". 

In quali casi la EMDR è più efficace

Questa terapia si rivela particolarmente efficace per trattare persone che hanno subito situazioni da stress estremo: "Con l'associazione EMDR – spiega la psicologa – abbiamo sostenuto le persone che hanno dovuto affrontare traumi come un terremoto oppure il crollo del ponte Morandi, persone che si trovavano al Bataclan durante gli attentati terroristici e oggi stiamo supportando anche i medici che hanno lavorato duramente durante il lockdown. La terapia EMDR è molto utile per aiutare le persone che si sono sentite in pericolo". Ma oltre a queste situazioni di stress estremo la EMDR può essere utile anche per chi ha subito un lutto oppure per chi ha vissuto alcuni rapporti traumatici, come un abbandono o una separazione conflittuale: "Anche le vittime di mobbing o di bullismo o ancora di maltrattamenti (non per forza fisici, anche psicologici) possono trarre giovamento da questo tipo di terapia". Inoltre può essere anche utile per aiutare le persone a superare delle situazioni apparentemente meno gravi, come un conflitto interpersonale. "L'uomo d'altra parte è un animale sociale: quindi anche un litigio o una mortificazione pubblica o ancora la sensazione di sentirsi esclusi può generare un trauma". Infine anche per i bambini la EMDR può essere una buona soluzione per il superamento di un trauma: "La EMDR ci consente di agire in maniera molto mirata con i bambini. Con la terapia diamo loro un fattore di protezione: un evento come la perdita di un compagno di classe può essere traumatico per la vita del bambino anche se apparentemente sembra non averlo colpito più di tanto. Il ricordo resta nella mente, si sedimenta e non sappiamo quale piega potrà prendere". 

Quante sedute sono necessarie

Non dobbiamo però immaginare l'EMDR come una sorta di medicina da assumere al bisogno, che in men che non si dica riesca a risolvere traumi per cui una normale terapia psicologica impiegherebbe anni. Anche se può bastare una sola seduta per accorgersi dei primi miglioramenti, è necessario comunque svolgere alcuni incontri con lo psicoterapeuta prima di sottoporsi alla EMDR: "L'evento di per sé può essere anche trattato in una sola seduta, ma è sempre necessaria una valutazione clinica e una preparazione. Di solito, se non siamo in presenza di un evento particolarmente importante, in 4 – 6 incontri si può arrivare alla risoluzione. Ma quando siamo invece in presenza di una storia più lunga e più complessa, ci vorranno sicuramente più sedute e la EMDR sarà integrata con la terapia psicologica. In ogni caso la terapia sarà più breve perché la EMDR facilita i processi di elaborazione ed è anche molto risolutiva per chi soffre di ansia, depressione e attacchi di panico". 

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