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Educazione sessuale sui social: arrivano i sex influencer che parlano di orgasmo e contraccezione

Se negli anni Novanta c’era il Cioè, oggi ci sono i social. È lì che ragazzi e ragazze si informano, per risolvere i loro dubbi in materia di sessualità e salute. Il sesso è ancora un argomento tabù: non se ne parla né in famiglia né a scuola. In rete, grazie a influencer specializzati in materia, possono avere modo di confrontarsi con le loro domande e i loro dubbi. In questo modo si può normalizzare l’argomento, far capire che non è qualcosa di cui vergognarsi o da tenere nascosto. Parlarne in modo aperto è possibile, così da sviluppare libertà e consapevolezza.
A cura di Giusy Dente
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Negli anni Novanta le ragazzine affidavano i loro dubbi al Cioè, a cui rivolgevano quelle domande che non avevano il coraggio di fare a genitori o insegnanti. Il sesso in età adolescenziale è un grande mistero, affascina e spaventa insieme, è qualcosa che si vorrebbe conoscere ma che fa sentire impreparati, da qui l'esigenza di confrontarsi con chi ne sa di più. All'epoca chi era fortunato aveva una sorella o un fratello maggiore, o aveva in comitiva persone più grandi con qualche conoscenza in più, chissà quanto poi corrispondente a verità! Per tutto il resto, c'era il magazine a cui chiedere come baciare, come evitare una gravidanza indesiderata, come inserire un assorbente interno, come conservare correttamente un preservativo. Tutta la libertà che abbiamo oggi non ha scalfito quello che resta ancora un grande tabù, di cui si ha difficoltà a parlare in modo aperto: la sessualità. Se continua a essere vissuta con disagio è proprio perché è stata tramandata come qualcosa di oscuro, che ha generato un circolo vizioso di disinformazione. Sono argomenti che di fatto nessuno si sente pronto ad affrontare direttamente con gli adolescenti, né genitori né insegnanti. Non a caso l'educazione sessuale nei programmi scolastici in Italia non esiste e anche in famiglia è difficile che si affronti la questione in modo diretto. Ma a differenza di vent'anni fa, adesso c'è una potentissima arma in più per informarsi: i social.

Sesso e adolescenti: alcuni dati

In Italia non ci sono programmi ministeriali da seguire, per l'insegnamento scolastico dell'educazione sessuale. Lo stesso vale per Bulgaria, Cipro, Lituania, Polonia e Romania. Nel nostro Paese le resistenze ideologiche e religiose sono particolarmente forti, ma tutto questo va a discapito dei ragazzi, lasciati in balio di loro stessi su questioni in cui andrebbero gradualmente accompagnati, per padroneggiarle in modo sano, consapevole e sicuro. Dai risultati del progetto Studio Nazionale Fertilità, promosso dal Ministero della Salute e concluso a fine 2018, sono emersi dati preoccupanti.

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Interrogati sul tema della salute sessuale e riproduttiva, gli adolescenti hanno ammesso di rivolgersi principalmente agli amici (al passaparola, al sentito dire) per informarsi; solo uno su quattro fa affidamento ai familiari, mentre pochissimi conoscono i consultori. Quasi tutti, però, si sono detti a favore dell'insegnamento dell'educazione sessuale nelle scuole: già alle elementari (11%), alle medie (50%) o alle superiori (32%). Parliamo di un campione statisticamente rappresentativo di 16.063 studenti tra i 16 e i 17 anni. Tra questi la stragrande maggioranza si informa online.

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La sessualità spiegata dai sex influencer

Una corretta informazione è il primo passo per sdoganare il tabù del sesso e privarlo di quell'aura di "cosa sporca" con cui è stata tramandato. Da qui la difficoltà degli adolescenti nel parlare, nel fare domande, nell'informarsi in modo sano, per vivere questo aspetto della loro vita nel modo più libero e soprattutto consapevole possibile. In assenza di libertà e consapevolezza si portano avanti inibizioni e ignoranza e tutto questo può avere conseguenze anche pesanti sulla salute sessuale e riproduttiva, proprio perché affrontata in modo avventato e magari senza riuscire ad esprimere pienamente se stessi, le proprie esigenze, i propri bisogni, le proprie perplessità. Certo, Internet può contribuire a portare avanti falsi miti e a diffondere idee non fondate, soprattutto se a fare informazione è chi non ne sa nulla della materia in modo professionale. Ma ormai sessuologi e ginecologi sono sbarcati anche sui social. Per esempio? La dottoressa Monica Calcagni è proprio una ginecologa che su Intagram e TikTok fa educazione sessuale senza tabù con un po’ di ironia: complessivamente ha mezzo milione di follower! Come lei anche la dottoressa Chiara Di Pietro, che si definisce una "ginecologa alla portata di tutti": dalla rottura dell'imene alla difficoltà di raggiungere l'orgasmo, sul suo profilo si può trovare una spiegazione semplice e chiara per tutto. La consulente sessuale Ilaria Peverato si addentra nel mondo dei sex toys mentre l'ostetrica Eleonora Lanzerotto si concentra su un percorso di benessere e consapevolezza focalizzato su sessualità, ciclo mestruale e patologie.

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Online è più facile approfondire argomenti che difficilmente oggi trovano spazio altrove, si può arrivare a un pubblico davvero ampio, che altrimenti con quegli specialisti difficilmente entrerebbe in contatto. Certo, il rischio di imbattersi in falsi miti e cattiva informazione è ancora dietro l'angolo, non sempre ciò che c'è in rete è valido, per questo è importante avere punti di riferimento affidabili e dare credibilità a chi la merita davvero. Avere a disposizione, in modo immediato, qualcuno competente pronto a rispondere a domande e risolvere dubbi non è solo un modo per aprire una prima porta verso la comprensione. Può anche dare a certi argomenti una diversa lettura: la sessualità non deve generare vergogna e imbarazzo. È qualcosa di cui si può parlare in modo aperto e diretto, anche su TikTok e Instagram.

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