Dolce&Gabbana è la Maison finita al centro delle polemiche la scorsa settimana a causa delle accuse di razzismo e sessismo dovute al video promozionale della sfilata-evento che si sarebbe dovuta tenere a Shanghai. Quelle immagini non sono state accettate di buon grado dalla popolazione cinese e dagli utenti del web, che non ci hanno pensato su due volte a scagliarsi contro i due stilisti siciliani, costringendoli ad annullare lo show a poche ore dal suo inizio. Nonostante nelle ore successive siano arrivate le scuse da Stefano Gabbana e Domenico Dolce in persona, è innegabile che l'immagine della griffe ne abbia risentito: ecco quanto ha perso l'azienda a causa dell'accaduto.

Cosa è accaduto dopo la cancellazione della sfilata a Shanghai

La sfilata-evento organizzata a Shanghai da Dolce&Gabbana la scorsa settimana è stata annullata dopo che il video promozionale è risultato inadeguato. Mostrava una modella cinese che provava a mangiare del cibo italiano con le bacchette con in sottofondo una voce che faceva delle allusioni sessuali, cosa che ha scatenato innumerevoli critiche. Ad aggravare la situazione, il fatto che il profilo Instagram di Stefano Gabbana è stato hackerato e chi ha parlato al posto suo ha cominciato a offendere la popolazione cinese, costringendo molte star a "ribellarsi" e ad annullare la propria presenza allo show. I due stilisti siciliani si sono ritrovati a dover cancellare tutto a poche ore dall'inizio, chiedendo scusa sia con un post caricato sui social che con un video in cui sono apparsi personalmente. Il danno, però, ormai era stato già fatto e l'immagine della griffe ne ha fortemente risentito, tanto che il nome Dolce&Gabbana è addirittura scomparso da alcuni siti di e-commerce cinesi.

Dolce&Gabbana è a rischio separazione?

Quello che tutti si chiedono è: a quanto ammontano le perdite di Dolce&Gabbana dopo la cancellazione della sfilata a Shanghai? Prima di tutto c'è da considerare il fatto che durante l'evento sarebbero dovuto essere presentati circa 500 look pronti a essere venduti, outfit che nessuno ha avuto la possibilità di vedere e di acquistare. Ci sarebbero dovuti essere 1.500 invitati, 400 modelli e modelle, musicisti, performer, ballerini, oltre ai numerosi giornalisti arrivati da ogni parte del mondo per documentare lo show, e tutti sono stati ugualmente pagati visto che erano già arrivati in cina quando lo show è stato annullato. Oltre agli e-commerce cinesi che hanno eliminato i prodotti della griffe dalla loro offerta, anche le piattaforme cinesi di Yoox Net-a-porter Group e la piattaforma di e-commerce di Lane Crawford hanno voluto prendere le distanze dal brand ritirando tutti gli abiti e gli accessori dei siciliani dalle vendite. Come se non bastasse, fuori i negozi cinesi Dolce&Gabbana sono state piazzate delle guardie per evitare possibili inconvenienti con la clientela. Secondo il bilancio dell'azienda del 2017, le vendite annue di Dolce&Gabbana si aggirerebbero intorno a 1,3 miliardi di euro ma, considerando il fatto che il 30% di queste ultime dovrebbe provenire dai cinesi, sarebbero a rischio ben 400 milioni di euro, almeno secondo quanto calcolato da McKinsey per l'industria del lusso più ampia. Insomma, il lavoro di 30 anni potrebbe essere stato vanificato in poco più di 48 ore e a questo punto è necessario fare qualcosa di materiale per contenere i danni della crisi. Sono molti quelli che propongono di "sacrificare" Stefano Gabbana estromettendolo dalla società oppure di dividere il marchio in due parti, così da dare nuovamente credibilità al brand. Quale sarà la decisione dei due designer italiani?