"Disinfettare la spesa non serve!" Sono le parole del professor Fabrizio Pregliasco, virologo, a Fanpage.it. "Non era una misura essenziale durante la prima ondata del Coronavirus di marzo e non lo è neanche adesso". I contagi crescono, il panico sale e le misure cautelative per alcune persone non sembrano essere mai troppe. Ma non è detto che siano sempre utili. Come ha dichiarato il virolologo Pregliasco, disinfettare ogni pacco di pasta, scatola di latta o bottiglie di olio non serve a mettersi al riparo dal contagio: "Rischiamo di vivere male. Quello che è importante è fare assoluta attenzione al lavaggio delle mani". Prima di mangiare, di toccare gli alimenti, prima di toccarci la faccia, dopo uno starnuto o un colpo di tosse, dopo aver maneggiato i soldi o dopo aver preso un mezzo pubblico e aver usato le maniglie per appoggiarci, è fondamentale lavarsi le mani, nel modo in cui abbiamo imparato a fare all'inizio della pandemia, oppure in assenza di acqua e sapone ricorrere a dei gel igienizzanti.

La resistenza del virus sulle superfici

Gli studi sulla resistenza del virus su superfici come tavoli, banconote, vetri e oggetti di varia natura sono ancora piuttosto contrastanti. In certi casi si parla di resistenza di poche ore in altri addirittura di giorni. Quello che però emerge è che il contagio tramite un contatto di questo tipo è bassissimo: il vero e più temibile veicolo con cui si può trasmettere il Covid è il droplet, le goccioline di saliva. Durante la prima ondata di virus abbiamo sentito racconti di persone che lasciavano la spesa a prendere aria fuori al balcone, di soluzioni casalinghe a base di alcol e acqua con cui pulire i barattoli di legumi e pomodori prima di riporli in dispensa. "Niente di tutto questo è utile, si tratta di un eccesso di attenzione che non è funzionale alla prevenzione del Covid – conclude Pregliasco – Anzi, rischiamo solo di farcene una malattia e di smettere davvero di vivere".

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