Al mattino prima ancora di alzarvi dal letto già controllate le notifiche sul telefono? Provate fastidio quando siete senza wifi o 4G? Attivate lo schermo del vostro smartphone più di 150 volte al giorno? Se la risposta a tutte queste domande è sì, avete bisogno di un digital detox, di disintossicarvi da dispositivi e account. Perché non ci si disintossica soltanto dopo una grande mangiata, ma anche dal proprio cellulare e dai propri account social. Maggiore concentrazione sul lavoro e maggior produttività, sonno più sereno, miglioramento delle relazioni interpersonali sono solo alcuni dei benefici che potremmo trarre da un uso più consapevole delle tecnologie. Secondo il report digital di We Are Social, gli italiani dotati di uno smartphone sono circa 50 milioni e di questi almeno 35 milioni è presente e attivo sui canali social. Ma uno dei dati più interessanti di questo report riguarda proprio il tempo che trascorriamo con il nostro dispositivo: passiamo in media circa 6 ore al giorno connessi ad internet e 1 ora e 57 minuti soltanto sui social (un trend in crescita visto che l'anno scorso il tempo trascorso sui social era di 1 ora e 51 minuti). Siamo davvero tutti dei social addicted ovvero dipendenti dallo smartphone?

Siamo tutti dipendenti dagli smartphone?

Nonostante questi numeri impressionanti fortunatamente quasi nessuno è davvero smartphone dipendente: "La dipendenza dalle tecnologia è un caso abbastanza raro –  ha spiegato a Fanpage.it Marco Fasoli, ricercatore allo IUSS di Pavia e autore del volume "Il benessere digitale" – e riguarda un numero limitato di soggetti. Quello che capita alla maggior parte delle persone è di sovraconsumare la tecnologia. E il motivo è che la tecnologia ha bassi costi di accesso, poca fatica e grande gratificazione. Quasi tutti infatti hanno un abbonamento che consente una connessione a una cifra piuttosto contenuta. Scorrere i social network o guardare un video su YouTube richiede tutto sommato uno sforzo cognitivo minimo ma in compenso ho una forte gratificazione per il mio cervello in termini di possibilità, perché riesco a trovare molte informazioni su quello che mi interessa". E a proposito di gratificazione è stato scientificamente studiato che un like ricevuto su Instagram o Facebook riesce ad attivare nel cervello uno scarico di dopamina, un neurotrasmettitore del benessere.

Stress digitale: quali sono le cause?

Anche se abbiamo allontanato lo spettro della dipendenza è vero però che sono in tanti a soffrire di stress digitale: "Ci sentiamo stressati quando ci arrivano alcune richieste che pensiamo di non riuscire a gestirle in maniera adeguata. E una volta il tecnostress riguardava le competenze digitali sul lavoro o la presenza di tecnologie inadatte allo svolgimento di un certo lavoro. Oggi ci sentiamo stressati quando non rispondiamo in tempo a una mail o un messaggio, quando ci perdiamo qualcosa che viene detto su di noi sui social".

FOMO: la paura di essere tagliati fuori

Un altro termine che ricorre spesso negli ultimi anni è FOMO, un acronimo che sta per Fear of Missing Out, paura di essere tagliati fuori. "Quasi sempre tendiamo ad attribuire alla comunicazione digitale degli schemi del faccia a faccia: se mi trovo insieme a una persona e questa non risponde a una mia domanda mi sentirò snobbato. E lo stesso sentimento lo proviamo anche online, pensiamo alla spunta blu di Whatsapp e a come ci sentiamo quando ci rendiamo conto che la persona a cui abbiamo scritto non sta rispondendo a un nostro messaggio. Crediamo che la gente sia, e debba essere, sempre connessa e quindi rispondere immediatamente. E allo stesso modo sentiamo sempre l'esigenza di monitorare quello che si dice di noi online. Di FOMO "soffrono" soprattutto gli adolescenti che si ritrovano in grandi flussi di comunicazione e stare fuori dai social per 5 ore per loro vorrà dire vorrà dire ritrovarsi poi centinaia e centinaia di notifiche". E a proposito di adolescenti, essere nativi digitali non vuol dire necessariamente saper usare gli strumenti a propria disposizione: "Magari i più giovani sanno usare smartphone e tablet dal punto di vista tecnico, ma le capacità critiche, la consapevolezza, sono delle caratteristiche che raramente posseggono. Bisogna attuare delle strategie cognitive e metacognitive per imparare a usare lo smartphone e mettersi in testa che la logica semplicistica del ‘ridurne l'uso', non basta". 

Digital detox: consigli per non farsi sopraffare dai social

Se viviamo la spunta blu di Whatsapp come un impegno a rispondere immediatamente all'altra persona, se non riusciamo ad ignorare le mail di lavoro anche durante il weekend: abbiamo davvero bisogno di un digital detox. Ma, attenzione: staccare la spina per un paio di giorni non basterà. Il rischio è infatti di ritornare, una volta riacceso lo smartphone, sempre alle stesse abitudini. "Anche se non esiste una ricetta universale ci sono alcuni stratagemmi che possiamo attuare per non farci sopraffare". Ecco allora i 5 consigli dell'esperto Marco Fasoli:

  1. Filtrare le notifiche. "Le notifiche ci stressano. E su molti telefoni è disponibile la funzione ‘Non disturbare' che consente di ridurre le notifiche senza eliminare quelle che sono davvero rilevanti per noi. Creiamo una lista bianca di contatti per i quali vogliamo essere raggiungibili, e mettiamo il telefono in questa modalità quando non vogliamo ricevere notifiche e comunicazioni da tutti"; 
  2. Attivare la modalità aereo di notte. "In questo modo il nostro sonno non sarà disturbato da notifiche di mail e messaggi";
  3. Utilizziamo le applicazioni sul telefono che possono contribuire al nostro benessere che ci riepilogano il tempo speso sui social. "In questo modo ci renderemo conto, avremo un feedback immediato delle volte che attiviamo lo schermo del telefono e del tempo che trascorriamo sulle varie applicazioni e capire se è necessario aggiustare il tiro. Ricordiamoci che i social guadagnano se spendiamo tempo sulla piattaforma, anche per questo motivo i contenuti che ci interessano ci vengono forniti in maniera casuale".
  4.  Lasciamo il telefono in un'altra stanza quando lavoriamo o studiamo. "Un consiglio indicato soprattutto per gli adolescenti: quando devono studiare possono lasciare il telefono lontano dalla scrivania in modo da non averlo vicino e da non avere la tentazione di guardarlo". 
  5. Avvisare che non saremo connessi. "Per evitare la FOMO possiamo comunicare ai nostri contatti, esattamente come facciamo con la mail di risposta automatica che indica che siamo fuori ufficio, che non risponderemo e non saremo raggiungibili per un certo periodo. In questo modo avrò meno richieste e sono consapevole che la mia mancata risposta non potrà essere interpretata come na mancanza di interesse".