Patrimonio dell'Unesco dal 2010, riconosciuta come la migliore al mondo da una prestigiosa rivista scientifica americana: la dieta mediterranea è sempre una garanzia. E oggi, grazie a uno studio condotto dall'Università Federico II in collaborazione con l'Università di Copenaghen e l'istituto francese MetaGenoPolis, pubblicato sulla rivista Gut, è stato scoperto che questo regime alimentare ha degli effetti particolarmente benefici su soggetti in sovrappeso e obesi. "Prima di questa ricerca – ha spiegato a Fanpage.it Danilo Ercolini, docente di microbiologia agraria e nella task force della Federico II per gli studi sul microbioma avevamo a nostra disposizione soltanto studi di osservazione. In particolare nel 2016 era stato ipotizzato, dopo aver osservato un campione di soggetti con diversi livelli di aderenza alla dieta mediterranea, che le persone che avevano uno stato di salute migliore erano proprio quelle che meglio applicavano nella loro alimentazione, i principi della dieta mediterranea".

Dieta mediterranea: lo studio dell'Università

Ma la semplice osservazione non basta a definire un rapporto di causa effetto e per questo l'Università Federico II di Napoli ha reclutato un campione di 82 persone per verificare se la dieta mediterranea avesse la capacità di influire sullo stato di salute. Sovrappeso e obesità, rischio di patologie cardiovascolari, stile di vita sedentaria e scarsa aderenza alla dieta mediterranea: queste le caratteristiche dei soggetti (tutti comunque perfettamente in salute) che hanno partecipato allo studio. Il campione è stato poi diviso in due gruppi: il gruppo di controllo che ha continuato a seguire il consueto stile di vita e il gruppo intervento. "Prima di procedere allo studio abbiamo registrato le loro abitudini alimentari, per conoscere quale era l'introito calorico medio giornaliero. Poi, per i componenti del gruppo di intervento, abbiamo stilato dei regimi alimentari personalizzati, seguendo le regole della dieta mediterranea. Abbiamo sostituito ad esempio cereali raffinati con quelli integrali e le proteine animali con quelle vegetali. L'importante era mantenere inalterato l'apporto calorico iniziale". 

L'impatto della dieta mediterranea

Bisogna infine tenere presente che la dieta mediterranea è più facile a dirsi che a farsi: con le sue cinque porzioni di frutta e verdura al giorno, la riduzione della carne a una sola volta a settimana, può provocare dei cambiamenti davvero impattanti nella vita delle persone. "Basta pensare che questi soggetti sono passati da 15 grammi di fibre al giorno a raddoppiare la quantità quotidiana di fibre nella loro alimentazione. Soggetti che consumavano carne magari un giorno sì e un giorno no, si sono ritrovati a poterla mangiare soltanto una volta a settimana"

I risultati: la dieta mediterranea abbassa il colesterolo

Dopo 4 settimane sono arrivati i primi risultati: "Senza includere attività fisica e senza neanche ridurre le calorie, ma soltanto consumando alimenti di origine diversa, semplicemente rispettando in maniera rigorosa la dieta mediterranea, è stato registrato un abbassamento dei livelli di colesterolo totale". Un dato molto importante soprattutto perché i soggetti sottoposti a questa indagine erano tutti ad alto rischio di patologie cardiovascolari e cardio-metaboliche. Ma un altro risultato importante viene anche dal maggior apporto di fibre: "L'aumento di fibre ha portato anche ad aumentare la diversità microbica del microbioma, con un arricchimento di alcuni ceppi batterici che possiamo definire buoni e una diminuzione di quelli che invece sono causa di infiammazione sistemica". 

Infine, in alcuni dei soggetti del gruppo intervento è stato registrato anche un innalzamento della produzione di urolitine, delle sostanze molto importanti per la salute, che non possono essere sintetizzate dall'uomo, e che si trovano soltanto in alcuni alimenti, in particolare frutti rossi, melograni e le noci. "30 grammi al giorno di noci per 4 settimane, in alcuni dei soggetti del campione, hanno innalzato in maniera significativa i livelli di urolitina nell'organismo. Questa sostanza che deriva dall'acido ellagico (macrofamiglia dei polifenoli, i cui benefici sono già molto noti) è al centro di grandi studi perché ritenuta antinfiammatoria e soprattutto antiproliferativa, ovvero anticancro. Le ricerche sono ancora agli inizi, ma studi in vitro hanno dimostrato che questa sostanza è in grado di bloccare la proliferazione delle cellule tumorali". Lasciamo perdere allora i detrattori della dieta mediterranea: una maggiore aderenza del nostro stile di vita a questo regime alimentare non potrà fare altro che migliorare il nostro stato di salute. Lo dimostra la scienza.

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