Traditori seriali, occasionali, pentiti o recidivi. Gli italiani secondo un sondaggio IFOP (Istituto Francese di Opinione Pubblica) sono al primo posto in Europa per infedeltà. Poco meno di uno su due (il 45%) ha ammesso di aver avuto una storia al di fuori della propria relazione o del proprio matrimonio, li seguono a ruota i francesi (43%), gli spagnoli (39%) e i cittadini della Gran Bretagna (36%). Ma perché si tradisce? L'infedeltà va sempre di pari passo con una relazione arrivata al capolinea? O si tradisce anche quando si è innamorati?

Perché si tradisce

Ancora secondo i dati IFOP, il 56% degli italiani dichiara che si può essere innamorati del proprio partner e essergli comunque infedeli. "Si tradisce per tanti motivi diversi – ha spiegato a Fanpage.it la psicoterapeuta e sessuologa Maria Claudia Biscione – Il primo motivo è sicuramente la chimica, l'attrazione sessuale". Si può stare bene nella propria relazione, essere sereni e appagati da ogni punto di vista, e poi può avvenire un incontro in grado di mettere tutto in discussione. "L'altro motivo molto comune risiede nel cambiamento delle dinamiche all'interno di un rapporto di coppia. Può succedere dopo la nascita dei figli ad esempio, oppure perché si avverte una distanza emotiva dal proprio partner. In tutti questi casi si rompe un meccanismo positivo e la sessualità non è più un collante per la coppia". Poi capita che durante una relazione di lunga data, iniziata quando si è molto giovani, ci si guardi indietro e ci si renda conto di aver avuto poche o nessun'altra esperienza. "In questo caso il tradimento diventa un modo per mettersi alla prova". Altre volte ci si sente ignorati o non desiderati dal proprio partner. "In quel caso l'infedeltà non è altro che una vendetta. Si decide di trovare un amante per dimostrare a sé stessi di avere un valore diverso da quello che il partner ci riconosce o che non ci fa più sentire. Diventa un modo per richiamare l'attenzione". In alcuni casi gli uomini invece decidono di tradire per assecondare lo stereotipo del maschio alfa, che mette in una relazione direttamente proporzionale la virilità e il numero di partner. "In quel caso si è infedeli proprio perché si vuole dimostrare la propria virilità, rafforzando così l'esistenza di stereotipi come questo". Altre volte il tradimento è motivato dal fatto che ci sono dei bisogni sessuali differenti. "Esprimere i propri desideri in una coppia a volte può essere difficile, allora si cerca altrove qualcuno con cui poterli soddisfare". Si tradisce anche quando arriva la crisi di mezza età. "In quel momento della vita in cui si fanno i conti con il tempo che rimane, si tirano i bilanci sulla vita e sul proprio rapporto, spesso si cerca qualcosa al di fuori di noi. Cerchiamo qualcosa, anzi qualcuno, che ci restituisca energia, che ci faccia sentire ancora desiderabili". Infine non bisogna dimenticare che il tradimento (soprattutto ora che siamo ancora chiusi dentro a causa del Coronavirus) può essere anche platonico. "Il fatto che sia una conoscenza soltanto virtuale non impedisce di provare quelle sensazioni positive, quegli stimoli che ci sono all'inizio di ogni relazione. In questi casi poi si evita di correre il rischio di andare fino in fondo".

Cosa succede quando si tradisce

Adrenalina, leggerezza e rinnovato vigore sono le sensazioni che si provano quando si intraprende una relazione clandestina. La routine con cui ogni storia di lunga durata deve fare i conti viene spezzata, per un solo membro della coppia, da una nuova ventata di freschezza. "È una vera e propria fuga dalla vita quotidiana, dagli obblighi, dai problemi da gestire – spiega la sessuologa – C'è tutta la fase iniziale dell'innamoramento che è facile e virtuosa. E si vive costantemente in questa dimensione ricca di eccitazione e curiosità. Ci si prende il meglio dall'amante, evitando gli elementi più costrittivi del rapporto". Chi decide di tradire il proprio partner si trova ad attraversare un vero e proprio tumulto emotivo e passionale. "L'adrenalina in circolo diventa un nutrimento per l'anima e per la mente". Molto spesso non ci sono neanche i sensi di colpa. Anzi come rivela l'indagine IFOP, alla domanda "Sei pentito di aver tradito", solo il 27% degli italiani ha risposto sì. "Per molti avviene una sorta di deresponsabilizzazione: credono che il tradimento non mini il loro legame prioritario".

Il traditore seriale

A volte non si tratta che di una scappatella. Un cedimento, breve e indolore (almeno si spera), nell'arco di un matrimonio o una relazione. In certi casi invece c'è una certa serialità. "Chi si comporta in questo modo, chi tradisce ripetutamente il proprio partner lo fa quasi sempre per un'esigenza personale. Il tradimento diventa un modo per affermare sé stesso". Scarsa autostima e narcisismo caratterizzano il traditore di professione. "La bassa opinione che si ha di sé stessi è compensata dall'amante. Il tradimento diventa una ‘pillola' per le proprie insicurezze e fragilità. Molto spesso c'entra anche la sfera sessuale: a volte ci sono delle disfunzioni con cui i traditori devono fare i conti". Non esistono i sensi di colpa né il pentimento. "Le persone in questo caso non si chiedono neanche perché lo fanno. Se si tratta di uomini quasi sempre dietro c'è una visione molto stereotipata della virilità. In ogni caso c'è sempre una questione legata alla scarsa sicurezza in sé stessi".

Di chi è la colpa di un tradimento?

Per ogni tradimento (tranne che nel caso del fedifrago seriale) la dottoressa Biscione non ha dubbi, le responsabilità sono sempre condivise. "È vero, c'è uno dei due che ha messo in atto il tradimento. Ma l'altro sicuramente è responsabile di non aver visto i segnali della crisi della coppia o di averli minimizzati, di non aver compreso i bisogni dell'altro". E appunto perché si tratta di una responsabilità condivisa si può sceglier di dare anche una chanche al rapporto. "L'importante, quando si decide di ricominciare, è che il tradito si assuma la responsabilità non solo del perdonare il partner ma anche del proprio ruolo nella crisi. Un tradimento può essere un'occasione per rinforzare la coppia. Ma bisogna stare attenti a non trasformare l'altro in un pungiball. È uno sforzo enorme ma è fondamentale se si vuole ricominciare. Bisogna ragionare su cosa l'ha fatto accadere e capire che direzione dare alla coppia". Quello che ferisce di più di solito, oltre il tradimento in sé, è l'idea che l'altro abbia condotto una vita parallela. "L'idea del proprio partner, della persona che dovrebbe avere cura di noi, in cui dovremmo riporre fiducia, crolla miseramente. A volte il fatto in sé addirittura scompare rispetto all'enormità della presa in giro. Questo è forse l'elemento che destabilizza di più".

Tradimento: prevenire si può

Esiste la possibilità che un tradimento avvenga anche nella più felice delle coppie. Un incontro destabilizzante può far saltare tutte le certezze e mettere in discussione la più longeva e serena delle relazioni. "Può esplodere una chimica con un'altra persona che non siamo in grado di gestire, possiamo venire inebriati da emozioni tali che ci destabilizzano. Nessuno è esente". Se un evento del genere è assolutamente imprevedibile è vero anche che esistono dei modi per mantenere un rapporto il più sano e appagante possibile. "Non bisogna mai dare per scontata la sessualità. La sessualità positiva affiancata a un dialogo aperto e sincero sono i migliori ingredienti per scongiurare il più possibile un tradimento". Osservare la direzione che sta prendendo la coppia, capire se si è ancora sulla stessa lunghezza d'onda, se i bisogni sessuali sono soddisfatti, sono elementi necessari per una relazione longeva e serena. "Non dobbiamo mai abbassare la guardia sulle promesse emotive e romantiche che ci siamo fatti. Capire se le stiamo mantenendo o se ci stiamo allontanando sempre di più. Il contenitore matrimonio non basta come garanzia di fedeltà. L'osservazione reciproca è il miglior barometro per la salute della coppia".

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