Allodole oppure gufi? Non si tratta di uccelli ma di abitudini notturne. La sonnolenza, l'irresistibile richiamo di Morfeo, arriva subito dopo cena per le allodole, mentre per i gufi bisogna aspettare che sia notte fonda prima di riuscire a chiudere occhio. Questo tipo di classificazione è ormai utilizzata diffusamente anche da scienziati e esperti del sonno per definire il cronotipo di ciascuno di noi, ovvero in quale parte della giornata siamo più attivi e in quale invece abbiamo bisogno di riposare. Ma al di là delle classificazioni, in questo periodo sono tantissime le persone che accusano problemi e difficoltà nel dormire. Ecco come riconoscerle e capire quando sono temporanee e quando invece è necessario rivolgersi a un esperto.

Si fa presto a dire insonnia

Sono circa sessanta i disturbi del sonno con cui gli esperti si trovano a dover fare i conti. Sicuramente l’insonnia è il disturbo più diffusoSi definisce insonne – spiega il professor Lino Nobili, neurologo e neuropsichiatra infantile, docente presso l'Università di Genova – chi ha difficoltà a prendere sonno o ha un risveglio molto precoce al mattino, che accusa anche dei sintomi durante la giornata. L'insonnia è un disturbo delle 24 ore perché non influisce negativamente soltanto sulla qualità del dormire ma anche sulla qualità della veglia. L’insonne è infatti soggetto a disturbi dell’attenzione, disturbi cognitivi e della memoria e, in particolare nei bambini, anche dell’apprendimento.”

Sonno frammentato e altri disturbi cronici

Anche svegliarsi di frequente durante la notte e avere poi grandi difficoltà a riaddormentarsi è un disturbo a tutti gli effetti: "Si chiama sonno frammentato. È tipico di chi soffre di apnee notturne e di chi ha difficoltà a respirare. – chiarisce il professor Nobili – Questo tipo di disturbo porta poi ad avere una sonnolenza importante durante il giorno". Ma disturbo del sonno non è per forza sinonimo di carenza di sonno: "Ci sono persone che non riescono a restare sveglie per più di due ore di seguito, in questo caso ci troviamo di fronte a dei casi di narcolessia – prosegue il professore – e a questa può essere associata anche la cataplessia, ovvero delle improvvise perdite di tono muscolare. Le persone che ne soffrono, in seguito a una risata o a un'emozione forte, non sentono più forza e tono negli arti fino addirittura a cadere a terra, anche senza addormentarsi. Si tratta di un meccanismo del sonno REM che si manifesta in maniera improvvisa nel soggetto in veglia."

Disturbi del sonno per anziani e adolescenti

Una patologia che interessa soprattutto gli anziani è la RBD, Rem Behavior Disorder "Durante il sonno – chiarisce il professore – i centri nervosi che trasmettono le informazioni sul movimento sono inibiti e per questo possiamo sognare liberamente restando immobili nel nostro letto. Chi soffre di RBD ha un problema di funzionamento nel sistema di atonia (la paralisi muscolare), per questo durante il sonno, in particolare durante la fase REM, quando l'attività onirica è molto intensa, si muove in maniera incontrollata rischiando di farsi male o addirittura di cadere". Negli adolescenti è invece molto frequente il disturbo del ritmo del sonno. "In piena fase di ribellione, di sovvertimento delle regole, gli adolescenti tendono ad andare a letto tardi, oltre mezzanotte, e hanno ovviamente difficoltà a svegliarsi per andare a scuola la mattina. Oltre i meccanismi psicologici e comportamentali, c'è una motivazione fisiologica. Crescendo si sposta l'orario del picco della melatonina, l'ormone che stimola il sonno, e per questo la voglia di andare a dormire tarda ad arrivare.

Quando rivolgersi al medico

Quando un disturbo del sonno inizia a diventare importante è meglio parlarne immediatamente con il proprio medico di famiglia. Si rischia di andare incontro anche a un'alterazione del tono dell'umore e alla depressione. "È importantissimo evitare che si cronicizzi – conclude il professor Nobili – se ad esempio l'insonnia dura più di una settimana è meglio intervenire subito, parlarne con un medico ed evitare cure fai da te. E se necessario si può anche far ricorso ai farmaci, purché si assumano sempre sotto stretto controllo medico".

Le regole per un buon sonno

E per tutti i gufi che stanno cercando dei consigli per dormire, ecco le 7 regole d'oro del buon sonno del professor Lino Nobili:

  1. Andare a dormire (più o meno) sempre allo stesso orario.
  2. Non dormire nell'arco della giornata, specialmente prima di andare a letto, altrimenti si rischia di scaricare tutta la pressione del sonno (girare alla larga da divani e poltrone dopo cena).
  3. Attenzione a smartphone e tablet: l'eccessiva stimolazione luminosa può sopprimere la produzione di melatonina e far passare il sonno.
  4. Attenzione alla temperatura del corpo: un bagno caldo può essere rilassante e un'attività sportiva serale può essere utile per scaricare lo stress, ma aumentando la temperatura del nostro corpo potremmo avere poi difficoltà ad addormentarci.
  5. Ridurre il caffè, evitare di prenderlo già dal pomeriggio.
  6. Stare attenti alle grandi abbuffate a tavola: il meccanismo di digestione potrebbe interferire con il sonno.
  7. Evitare l'alcol a cena: ha un effetto ipnoinducente ma causa la frammentazione del sonno.