Quanto faceva figo negli anni 90 andare a scuola col choker al collo e scambiarsi i trucchi con le amiche, dal lucidalabbra appiccicoso agli ombretti glitterati? Le ragazzine dell'epoca sanno benissimo che erano questi i gadget più ambiti del Cioè. La rivista era molto più di un passatempo: era un vero e proprio inno generazionale, tutt'altro che moda passeggera visto che tra l'altro gode di ottima salute ancora oggi. Ha festeggiato i suoi 40 anni in edicola e ancora sono in tanti a perdersi tra quelle pagine, che hanno mantenuto intatto il loro fascino perché capaci di parlare in modo unidirezionale ai soli adolescenti, col loro linguaggio e unicamente dei loro interessi e idoli. Per i teenagers di oggi gli spunti di interazione e le possibilità di informazione non mancano di certo: adesso è facile trovare risposte in rete e confrontarsi sui social, forse anche in famiglia c'è più dialogo. Ma quando avevi 13 anni negli anni 90 (senza Instagram, WhatsApp, Facebook, Tinder) a chi lo domandavi come dare un bacio con la lingua, se non a Cioè?

Cioè, mito indiscusso da 40 anni

Il primo numero di Cioè uscì in edicola il 7 ottobre 1980: da lì in poi avrebbe conquistato intere generazioni di lettrici, mantenendo il suo prestigio per 40 anni. La rivista è stata la prima a puntare sul target degli adolescenti, rivolgendosi interamente e unicamente a loro, approfondendone gli interessi, concentrandosi sulle loro preferenze, sui loro stili di vita, sui loro dubbi. Per la prima volta i teenagers erano i protagonisti insomma. Il magazine proponeva ai lettori gadget, poster da attaccare in cameretta, stickers da applicare sui libri o sul diario segreto. Una formula vincente tutt'oggi, come dimostra il fatto che a distanza di quattro decenni sia ancora in edicola e venga letto con piacere. Cioè è stato capace di stare al passo con i tempi, con tutto  quello che nel frattempo ha preso il sopravvento nella vita dei più giovani, senza farsi scalfire o sostituire del tutto.

Più che una rivista, un'amica del cuore

Aprire Cioè significava, per una ragazzina anni 90, trovarci dentro tutto quello che le piaceva. Adesso è facile spaziare dai gruppi Facebook alle community ai social dei propri miti per confrontarsi, avere notizie, guardare foto. All'epoca (e fa stranissimo chiamarla così, ma sono oggettivamente passati 20 anni ed è cambiato tutto) il magazine ti dava la possibilità di conservare i poster della boy band preferita, ti faceva sognare con i fotoromanzi d'amore, ti dava consigli di moda e c'era la posta del cuore. Quelle che negli anni 90 erano ragazzine oggi sono donne, ma entrare in edicola per acquistare il quotidiano e vedere tra le riviste il Cioè fa venire l'irrefrenabile voglia di prenderlo in mano e sfogliarlo. Ed è come fare immediatamente un bellissimo salto indietro nel tempo e tornare quelle che, con addosso la maglietta di Leonardo Di Caprio, sfogliavano la rivista aspettando un SMS del tipo per cui avevano preso una cotta.

Quanto era avanti Cioè?

Sì, il Cioè ha trovato un ampio consenso perché il pubblico si riconosceva nelle sue pagine e continua a farlo. Ma a riconoscersi erano davvero tutti? La finestra che la rivista apriva sull'adolescenza era comunque abbastanza targettizzata e non includeva proprio tutte le realtà e tutti i dubbi che in quella fase d'età si fanno avanti. Perché ok, volevamo sapere come evitare una gravidanza indesiderata, ma magari avevamo anche tante domande su come conoscere meglio il nostro corpo e sulle nostre preferenze sessuali, su cui si argomentava ben poco. C'era comunque una certa adesione alla "normalità". In questo senso, non era forse il magazine più all'avanguardia possibile, anzi su alcune questioni non c'era l'approfondimento e l'apertura di cui possono godere i ragazzi di oggi. Altrove e su altri fronti mediatici già si affrontavano temi che da noi erano ancora percepiti come tabù e guardati con una certa diffidenza, con cui si aveva difficoltà di approccio. Nel 1994, mentre in Friends Carol metteva fine al suo matrimonio con Ross perché si innamorava dell'amica Susan, sulle pagine del Cioè per tutto questo non era ancora il momento.