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Come superare la fine di una storia d’amore: i 10 consigli della psicologa

“Quando una storia d’amore finisce è facile rintanarsi, nascondersi dagli altri. Ma è molto più importante e utile condividere i propri sentimenti, sfogarsi con un’amica e ascoltare diversi punti di vista sul proprio ex”. I 10 consigli della psicologa e psicoterapeuta Maria Beatrice Toro per superare la fine di una relazione.
A cura di Francesca Parlato
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Rimboccati le maniche! Non pensarci, passerà! Succede a tutti! Quando una storia d'amore finisce, chiunque si sente autorizzato a dare consigli, suggerimenti, quasi sempre sminuendo il dolore e i sentimenti che quella rottura porta con sé. Ma una delusione d'amore è paragonabile a un vero e proprio lutto. Ci mette di fronte a un fallimento non solo della relazione, ma soprattutto personale. E anche se non esiste una ricetta universale per affrontare la sofferenza e dimenticare il proprio ex fidanzato, ci sono alcuni consigli che possiamo mettere in pratica per agevolare lo scorrere di tutte le fasi di elaborazione del dolore. In modo da rimetterci in piedi, pronte per nuove amicizie e amori, il più in fretta possibile.

1. Condividere, parlare, sfogarsi

Giriamo al largo da divano, plaid e telefilm. Concediamoci al massimo un weekend per rintanarci nella nostra tristezza. "Rimuginare non aiuta – ha spiegato a Fanpage.it Maria Beatrice Toro, psicologa, psicoterapeuta e docente presso l'Università La Sapienza – Meglio parlarne con un amico o un'amica, condividere quello che ci sta succedendo. Sfoghiamoci, ascoltiamo diversi punti di vista, facciamoci pure un bel pianto. Circondiamoci da persone che provano empatia per noi". È molto importante non avere paura o pudore delle proprie emozioni, evitiamo di essere troppo severi con noi stessi, proviamo ad applicare uno dei principi cardine della mindfulness e cerchiamo di avere un atteggiamento non giudicante nei nostri confronti. "E poi ricordiamoci che se stiamo soffrendo vuol dire che si trattava di una relazione importante. E quando ci si mette in gioco si rischia sempre di farsi male". 

2. Elaborazione del dolore

Non sentiamoci in colpa perché soffriamo. La fine di una relazione molto spesso viene paragonata a un evento come un lutto. "La chiusura di una storia è un evento che nella scala degli stress (attenzione non quella del dolore) può superare quello provocato da una perdita di un familiare o di un amico. Nel lutto infatti si perde una persona cara ma non si modifica l'immagine di se stessi". Quando finisce una relazione invece siamo costretti a ripensare agli errori che abbiamo fatto e a ripensare all'idea di noi.

3. Stare alla larga dai social

Cambi di stato su Facebook. Stories su Instagram a cui attribuire significati. Quando una relazione finisce i social possono diventare un vero supplizio. E allora meglio disintossicarsi. "Una settimana alla larga da Facebook, Instagram e Twitter non ha mai fatto male a nessuno. Evitiamo di spiare il nostro o la nostra ex. Anzi, se possibile eliminiamone ogni traccia telematica". Aspettiamo che il dolore sfumi, che la ferita inizi a rimarginarsi e nel frattempo proviamo a riscoprire una socialità offline.

4. Tempo di cambiamenti

In inglese lo chiamano ‘breakup hair cut', tagliarsi i capelli dopo la fine di una storia è un classico (e qualche volta può anche rivelarsi una pessima idea farsi una frangia se si hanno i capelli ricci). Parrucchiere a parte, cambiare qualche abitudine, apportare qualche modifica alla nostra solita vita può essere molto utile: "Ridipingere la stanza, cambiare la sistemazione dei mobili, comprare un'orchidea da dover curare: sono tutti piccoli cambiamenti che possono aiutarci a dare un segno che la nostra vita è cambiata anche per altri motivi. Non solo per la fine della relazione. Serve a dare un segnale al nostro cervello che ci sono altre informazioni da macinare, altri elementi su cui spostare l'attenzione".

5. Nuovi inizi

Un piccolo cambiamento può anche voler dire un nuovo inizio: un corso in palestra, un abbonamento a teatro, decidere di partire da soli per un viaggio diverso dai soliti schemi. In questa nuova fase della vita che sta iniziando riappropriamoci della nostra indipendenza. "Impariamo a stare da soli con noi stessi – consiglia l'esperta – Partiamo per un viaggio anche un po' avventuroso. Ma soprattutto rimettiamoci in gioco. Abituiamoci a una socialità nuova, indipendente. Senza l'altra metà della mela possiamo fare delle cose che magari prima non facevamo. E magari scopriamo che sono molto più interessanti di quanto non potevamo immaginare". 

6. Attenzione alla rabbia

Il sesto consiglio è un vero e proprio avvertimento, da stampare e ripetere come un mantra: attenzione alla rabbia. Non c'è niente di più semplice infatti che riempire il proprio vuoto affettivo, la propria tristezza con questa emozione. "Autoconvincersi che il proprio partner era un miserabile e che non ci meritava, ci aiuterà soltanto temporaneamente. Grazie alla rabbia infatti all'inizio si alterneranno soltanto ricordi riguardanti il peggio di queste persona e ci sembrerà di stare un po' meglio. Ma sul medio periodo diventerà agghiacciante". E ci renderemo conto che eravamo solo preda dell'inganno della rabbia. Sfogarsi va bene, ma attenzione a non lasciarsi travolgere.

7. Scrivere un diario

Provare a mettere nero su bianco le proprie emozioni può essere un grande aiuto per superare il dolore. Scrivere una sorta di diario dove rispondere ad alcune domande come: "Cosa mi piaceva di quella storia?", "Cosa non mi piaceva più", "Cosa mi ha deluso". È un modo per provare a razionalizzare, a rendere più concreti dei ragionamenti astratti. "Anche se ci appaiono brutti, è importante tirare fuori i nostri demoni e metterli su carta. Scrivere su un quaderno vuol dire proprio portare fuori da sé dei ragionamenti, dei pensieri che sono tutti nella nostra testa". 

8. La questione responsabilità

La sofferenza c'è sempre, per entrambe le parti. Essere lasciati o lasciare comporta comunque un fallimento, che ci costringe a ragionare su di noi e in qualche modo a riprogrammarci. Per questo è bene ragionare in maniera equilibrata sulle responsabilità della fine: "Quando una storia finisce le ragioni stanno da entrambe le parti. Evitiamo sia di addossare all'altro tutta la responsabilità della fine della relazione che di assumercele tutte noi". A meno che ovviamente non si tratti di casi limite, con un partner violento, verbalmente o fisicamente: "In quel caso la situazione è diversa. E io consiglio di seguire un percorso per recuperare il rispetto di sé e l'autostima. Probabilmente siamo di fronte a dei problemi di dipendenza affettiva". 

9. La fase dell'indifferenza

Superata la questione rabbia e l'attribuzione di responsabilità, e la meditazione mindfulness potrebbe essere una buona alleata per velocizzare questi due passaggi, ci renderemo conto che la sofferenza sta finendo. Ma una storia può dirsi veramente conclusa quando riusciremo a provare indifferenza verso il nostro ex partner. E ancora di più quando riusciremo ad augurargli ogni bene. "Emozioni e sentimenti come rabbia e odio possono essere fuorvianti. Dobbiamo ricomporre, ridisegnare queste emozioni proprio perché superandole, riusciremo a superare anche la fine della storia il più in fretta possibile". 

10. Cosa desidero ora da una storia?

Infine il consiglio più importante: chiedersi cosa davvero desideriamo. Ricentrare l'attenzione su noi stessi, sulle nostre volontà e aspettative. "Iniziamo a pensare al futuro in maniera concreta, chiedendoci cosa ci aspettiamo da una nuova relazione, che tipo di persona vorremmo al nostro fianco. Come ce la immaginiamo". La storia si è conclusa: non rimuginiamo troppo sul passato (lo abbiamo detto nel primo consiglio, non abbandoniamoci alla sofferenza e al pianto per più di un weekend), non chiediamoci come sarebbe stato e apriamoci al nuovo con la domanda: cosa desidero davvero?

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