Chiara Ferragni ha preso nuovamente posizione in merito a una tematica già affrontata in passato: il sessismo e il maschilismo di cui le donne sono purtroppo ancora troppo spesso vittime. Lo aveva fatto in occasione del tanto discusso caso Genovese. In quell'occasione si era fatta pubblicamente avanti per denunciare il modo in cui i media avevano affrontato l'argomento: con insensibilità e superficialità, sottovalutando il danno arrecato alla vittima e assolvendo in qualche modo il responsabile, chiamando in causa dettagli sulla vita privata della protagonista del tutto irrilevanti o ininfluenti. Ed è per questo che a volte le vittime di molestie non denunciano a preferiscono tenere tutto dentro, far finta che nulla sia successo: per la paura di non essere credute, di essere additate come colpevoli, di essere giudicate per il loro modo di vestire o per i loro comportamenti in società. L'imprenditrice ha ripreso il tema nelle sue Instagram Stories, condividendo il pensiero di un'altra influencer, la quale ha voluto porre l'accento sul ruolo educativo che gli uomini potrebbero avere nello sradicare la cultura dello stupro e le discriminazioni, proponendo anche un'idea di mascolinità finalmente non tossica.

Contro il sessismo si può fare di più

Di recente le affermazioni di Beppe Grillo hanno riacceso il dibattito sulla denuncia delle molestie sessuali e sulla cultura dello stupro. Commentando la vicenda giudiziaria che vede coinvolto suo figlio Ciro (denunciato per violenza sessuale di gruppo) ha minimizzato l'accaduto, riducendolo a una bravata tra ragazzi. E ha sminuito la testimonianza della vittima, colpevolizzandola per aver sporto denuncia dopo 8 giorni e non subito. Per le vittime spesso uscire allo scoperto è difficile, perché sentono sulle loro spalle il peso di colpe che non hanno, colpe che dovrebbero essere attribuite solo ai molestatori. Spesso invece vengono scaricate su chi il danno lo subisce: è un atteggiamento figlio di anni e anni di maschilismo, sessismo e patriarcato. Anche Chiara Ferragni è intervenuta in qualche sulla questione, per ribadire che certe frasi, certi commenti e certe battute non hanno nulla di goliardico, ma fanno solo male e isolano le donne nel loro dolore. Per questo ha invitato gli uomini a un gesto tanto semplice quanto incisivo:

Quando a tavola uno dei vostri amici fa un'imbarazzante battuta sessista abbiate il coraggio di dirgli: "Ehi amico, questa frase è offensiva, non ripeterla più. Fate diventare inaccettabile quell'atteggiamento reso accettabile proprio grazie al vostro silenzio o peggio alle vostre risatine. È quel vostro silenzio a farci male. Assecondare queste cose non è da "uomini veri, è da codardi.

La frase in questione proviene dal profilo Instagram di Imane Jane, influencer e divulgatrice scientifica, nonché fondatrice di Will.Ita.

Certi temi riguardano tutti, non solo le donne

Il pensiero di Imen Jane è stato ricondiviso da molti follower. L'influencer ha scritto a chiare lettere: "La violenza sulle donne non è un problema delle donne, è un problema degli uomini" e proprio il loro silenzio assordante pesa e contribuisce all'immobilismo di questo sistema. E invece, contro ogni tipo di sopraffazione e discriminazione di genere, ognuno è chiamato a dare il proprio contributo: "Affidare questi temi solo alle donne è parte del problema. Dà la scusa agli uomini di non prestare minimamente attenzione a qualcosa che proviene proprio da loro". Apportare un cambiamento sociale importante richiede l'impegno di tutti e contro il sessismo e il maschilismo gli uomini invece di girare lo sguardo dall'altra parte potrebbero fare molto di più, guardando nella stessa direzione delle donne e stando dalla loro parte.