Passate interi pomeriggi a guardare una partita di tennis? Il giro d'Italia è il vostro appuntamento pomeridiano? Non vedete l'ora che ricomincino le gare di nuoto? Non lasciatevi prendere dalla pigrizia. Qualunque sia il vostro sport preferito non limitatevi a guardarlo in tv. L'attività fisica fa bene al corpo e soprattutto alla mente. E lo dimostrano tantissimi studi scientifici. Addirittura una ricerca dell'Università del Michigan, ha stabilito l'esistenza di una relazione tra le probabilità di avere una vita felice e l'attività fisica: chi pratica uno sport ha il 52% di probabilità di essere felice e la percentuale si abbassa fino al 30% per chi invece conduce una vita sedentaria. "Fare sport ha due effetti sull'umore – ha spiegato a Fanpage.it la dottoressa Elena Cernuschi, psicologa dello sport e preparatrice mentale della Federazione italiana tennis – Il primo è diretto: l'attività fisica favorisce il rilascio di endorfine, gli ormoni del buonumore, che immediatamente agiscono sullo stato di benessere della persona. E poi c'è invece un effetto indiretto: chi pratica sport ha la possibilità e l'occasione di vivere una vita sociale più attiva, di migliorare la propria salute e di beneficiare di un corpo più in forma. E di questo appagamento fisico anche l'umore ovviamente ne risente in maniera più che positiva".  

Come iniziare uno sport e vincere la pigrizia

Se nonostante studi, statistiche e testimonianze di amici, siete ancora convinti che lo sport non faccia per voi, sappiate che una volta superato lo scoglio del primo giorno, il percorso sarà tutto in discesa. Per iniziare potete provare a darvi dei microobiettivi. "Se proprio la pigrizia fa parte del vostro carattere provate a fare un piano. Un planning che sia graduale e sostenibile". Non lanciamoci in imprese più grandi di noi, promettendo che dalla prossima settimana inizieremo una dieta rigidissima e andremo in palestra tre volte la settimana. "Procediamo per gradi, iniziamo allenandoci una volta a settimana, poniamoci degli obiettivi raggiungibili". E poi potrebbe rivelarsi molto utile provare ad allenarsi con un amico: "Condividere i propri traguardi con un compagno di allenamento, che ci sproni nei momenti di difficoltà può essere molto utile. E in questo modo, oltre il benessere dello sport, c'è anche la possibilità di trascorrere del tempo in compagnia".

Sport: un ottimo antidepressivo

Che lo sport sia responsabile del buonumore è un dato ormai ampiamente dimostrato. Alcune ricerche hanno evidenziato anche una relazione tra attività fisica e miglioramento degli stati depressivi. "Uno studio del 2019, ha proprio fatto luce sul fatto che lo sport abbia una funzione antidepressiva – ha spiegato la psicologa Cernuschi – Questo non vuol dire che chi soffre di depressione o disturbi dell'umore possa guarire esclusivamente grazie allo sport. Ma quello che emerge è che, affiancando a una terapia farmacologica o alla psicoterapia, un'attività fisica, ci potranno essere dei notevoli benefici. Ed inoltre, anche nelle persone che da un punto di vista genetico sono più di altre inclini alla depressione, lo sport può rivelarsi un importante ausilio per ridurne i rischi".

Quando la palestra diventa una dipendenza

E poi la metamorfosi. Da assidui frequentatori del divano a infaticabili adepti di palestre e piscine. Lo sport può creare dipendenza. "L'attività fisica crea benefici su più versanti. Per questo una volta che si iniziano a sperimentarne tutti i lati positivi, si mette in atto il circolo della gratificazione, ovvero si tende a ripetere quel comportamento, o in questo caso uno sport, che genera degli effetti positivi". E non si tratta soltanto dell'entusiasmo iniziale: anche chi pratica sport in modo regolare continuerà a riscontrarne i benefici: "Da un punto di vista fisiologico, anche se si pratica sport da lungo tempo, gli effetti non mutano: le endorfine rilasciate continueranno a contribuire sempre al nostro buonumore. Da un punto di vista psicologico invece, si potrebbe incappare nella noia, ma in quel caso basterà cambiare esercizi oppure porsi degli obiettivi diversi". 

Rabbia, gioia o paura: che emozioni provi quando ti alleni?

Al di là della sensazione di benessere (oltre che di stanchezza) che si prova al termine di una sessione di allenamento è molto importante capire anche quali sono le emozioni che si provano mentre si pratica uno sport: "C'è chi si allena con rabbia, chi con la paura, magari di un vecchio infortunio, chi riesce invece a rilassarsi totalmente. Le emozioni durante un allenamento possono essere delle più diverse e in qualche modo condizionanti: influiscono sul battito cardiaco, sulla respirazione, sul rilassamento e sulle contrazioni dei nostri muscoli. E poi quando sono particolarmente ingombranti, come la rabbia e la paura, possono essere dei fattori distrattori e influire negativamente sulla resa finale dell'esercizio". Per garantire allora tutti i benefici dello sport sul nostro organismo alleniamo anche la nostra consapevolezza: "Impariamo a riconoscere le nostre emozioni – conclude la psicologa – e cerchiamo di controllarle per evitare di esserne influenzati in maniera negativa durante il nostro allenamento".