Dopo che Angelina Jolie ha scelto di sottoposrsi ad una doppia mastectomia, rimuovendo entrambri i seni per scongiurare il rischio di un cancro, moltissime donne hanno fatto lo stesso. La star si è sottoposta ad un operazione del genere poichè geneticamente predisposta al tumore al seno, sua madre è infatti stata affetta dalla terribile malattia. Sembra però che attraverso la mastectomia non sia possibile scongiurare definitivamente il rischio del cancro al seno. Ad affermarlo è una recente ricerca pubblicata dalla rivista americana Jama. Lo studio rileva che tra il 1998 e il 2011 è cresciuto il numero di richieste per la mastectomia, la stessa ricerca afferma anche che tale intervento chirurgico non garantisce maggiori possibilità di sopravvivenza rispetto alla quadrantectomia e alla classica radioterapia.

Lo studio è stato condotto su oltre 189mila donne della California alle quali era stato diagnosticato un tumore al seno, di queste il 55% hanno deciso di curare il cancro con la quadrantectomia e la radioterapia, mentre il 40% ha scelto di farsi rimuovere il seno malato, infine il restante ha optato per la doppia mastectomia. Quest’ultimo tipo di intervento, secondo lo studio, è stato scelto in larga parte da donne bianche che avevano meno di quarant'anni e con una buona posizione economica. E' stato inoltre notato che il numero di donne che sceglie la doppia mastectomia negli ultimi anni è cresciuto del 33%.

Dopo aver analizzato i metodi di cura scelti dalle donne con il tumore al seno, gli studiosi hanno analizzato le condizioni di tali donne dopo 10 anni dalla comparsa del cancro. Dall'analisi finale è emerso che il 18,8% delle donne che si sono sottoposte all'intervento di doppia mastectomia sono decedute a causa della ricomparsa del tumore, contro il 16,8% di decessi avvenuti tra le donne che avevano optato per la quadrantectomia seguita da radioterapia. Gli studiosi si sono dunque accorti che il tasso di mortalità più elevato era rintracciabile tra le pazienti che avevano scelto di asportare entrambi i seni.