Negli ultimi tempi si è parlato molto di Tampon Tax, la tassa che in Italia impone un'Iva pari al 22% sugli assorbenti, trasformandoli in veri e propri prodotti di lusso, nonostante siano essenziali per l'igiene femminile. Il ciclo mestruale è qualcosa di assolutamente naturale, non è qualcosa che si sceglie, ma a quanto pare nel nostro paese essere nel periodo fertile della propria vita "costa caro", visti i prezzi elevatissimi a cui vengono venduti gli assorbenti. Non è un caso che siano molte le campagne e le petizioni lanciate in ogni parte del mondo che chiedono a gran voce l'abolizione della tassa "di lusso" ma è sui social che è stata proposta una soluzione "alternativa".

Si tratta del cosiddetto "assorbente sospeso" ed è un'idea geniale diventata virale. In cosa consiste? Nel lasciare un tampone o un assorbente "sospeso" in alcune scatole di raccolta create appositamente nei bagni delle scuole o delle università, così da aiutare chi ne ha bisogno o chi semplicemente non può permetterselo. A tutte quelle che aderiscono all'iniziativa si chiede di fotografare quel punto di raccolta, condividendo lo scatto sui social con gli hashtag #ilciclononèunlusso e #tampontax. In paesi come Francia e Spagna la Tampon Tax è stata abolita, in Italia invece la situazione stenta a cambiare ed è proprio per questo che bisogna continuare a combattere. Ogni donna in media compra e usa migliaia di assorbenti nel corso della sua vita e, considerando che il loro prezzo non è sempre economico, soprattutto quando si parla di tamponi intenti, si ritrovano a spendere capitali per la propria igiene intima. Per quanto ancora le donne dovranno considerare il loro ciclo mestruale come qualcosa di lussuoso?