Dopo aver comunicato la decisione sua e del marchio Gucci di dire addio a sfilate e stagioni, Alessandro Michele ha voluto spiegare cosa davvero cambierà nell'approccio della nota casa di moda italiana. Delle consuete cinque sfilate l'anno, due per la donna, due per l'uomo e una cruise, si passerà a due show soltanto: c'è esigenza di rallentare e rendere la moda meno consumistica e rapida. «Non sono un disertore, ma un cospiratore», chiarisce il direttore creativo che, aveva già anticipato il suo desiderio di cambiamento in alcuni pensieri resi noti sui social come Appunti dal silenzio e che già da alcune stagioni aveva scelto di diminuire il numero di passerelle, facendo sfilare insieme le collezioni uomo e donna.

*DIARIO*

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Non più cinque show: da oggi solo due

«Nel mio domani, abbandonerò il rito stanco delle stagionalità e degli show per riappropriarmi di una nuova scansione del tempo, più aderente al mio bisogno espressivo. Ci incontreremo solo due volte l’anno, per condividere i capitoli di una nuova storia. Si tratterà di capitoli irregolari, impertinenti e profondamente liberi. Saranno scritti mescolando le regole e i generi. Si nutriranno di nuovi spazi, codici linguistici e piattaforme comunicative», aveva scritto in una di essi. E in effetti così sarà. Gucci uscirà da quel macro-sistema che va veloce e che sembra non sapere più fermarsi. Più che una battaglia, si tratta della dimostrazione di quel profondo amore per la moda che nutre Alessandro Michele. Dietro agli singoli capi di abbigliamento c'è molto di più: c'è un'idea creativa, una filiera di produzione, centinai di migliaia di persone che vi lavorano. Un abito, una gonna, un paio di scarpe non possono sopravvivere solo per un breve periodo di tempo in negozio, pronti a essere sostituiti dal nuovo.

Nessuna nuova collezione Gucci a settembre

Intanto Alessandro Michele anticipa che a settembre Gucci non prenderà parte a nessuna settimana della moda, che sia in presenza o virtuale, poiché per allora non sarà pronta la collezione. Ma ci sarà un leggero ritardo. A luglio, però, vedrà la luce un Epilogo, che va a completare il progetto del backstage a vista, mostrato a febbraio di quest'anno, durante la settimana della moda di Milano. Ad aprire il dibattito era stato Giorgio Armani, che già all'inizio dell'emergenza Coronavirus aveva parlata dell'esigenza di un cambiamento drastico nel mondo della moda. Bisognerà adesso attendere per vedere se anche altri stilisti e direttori creativi sceglieranno di seguire la strada imboccata da Gucci e da Michele e di cambiare il ritmo della loro corsa.