Negli ultimi mesi il mondo della moda è stato costretto a fermarsi a causa dell'emergenza Coronavirus, è stato tra i più colpiti dagli effetti negativi del lockdown, visto che il divieto di assembramenti ha obbligato le Maison più famose a rivoluzionare in modo drastico il proprio calendario. Oggi, nonostante le sfilate continuino a svolgersi senza pubblico, si sta lentamente recuperando una parvenza di normalità. La Maison Valentino ha deciso di rinunciare alle tradizionali Fashion Week, quest'anno andate in scena in formato digitale, e per presentare la collezione Haute Couture Autunno/Inverno 2020-21 ha puntato su uno spettacolare show negli studi di Cinecittà. Tra abiti lunghi 5 metri, modelle sospese e giochi di luci, Pierpaolo Piccioli ha esaltato al massimo le creazioni preziose e artigianali della griffe.

Valentino si rifà a Pierpaolo Pasolini

Per presentare la collezione di Alta Moda per la Autunno/Inverno 2020-21 la Maison Valentino non ha allestito il classico fashion show ma una performance a 360° nello Studio 10 di Cinecittà, il cui obiettivo era unire due mondi all'apparenza opposti e senza nulla in comune, ovvero il mondo artigianale e quello digitale. Modelle sospese in area che si dondolano su dei trapezi, spettacolari giochi di luce, abiti vaporosi e scintillanti lunghi 5 metri, Pierpaolo Piccioli è stato capace di esaltare la maestria dell'atelier in modo moderno e innovativo. Al motto di “Non vogliamo essere subito già così, senza sogni”, citazione di Pasolini apparsa su uno schermo alle spalle delle modelle, il direttore creativo della griffe ha lanciato un messaggio di ottimismo, nella speranza che non si smetta di sognare, nonostante il periodo storico difficile che tutti stiamo attraversando.

Il significato simbolico dei lunghissimi abiti bianchi

Solo qualche giorno fa la Maison Valentino aveva presentato il video teaser “Of Grace and Light”, una sorta di danza ultraterrena per anticipare il lancio della collezione Haute Couture, e ieri sera finalmente lo show è andato in scena a Roma, per la precisione negli studi di Cinecittà. Le modelle hanno fluttuato nell'aria con indosso degli splendidi e preziosi abiti lunghi 5 metri. Pizzi, seta, tulle, ci sono volute 3.800 ore di lavoro, 600 metri di rouches e oltre 400 metri di stoffa per trasformare le top in principesse candide. Non è un caso che Pierpaolo Piccioli abbia puntato solo ed esclusivamente su dei look total white, su di loro ha proiettato immagini e video realizzati da Nick Knight, artista del virtuale, in maniera tale da renderli animate tra fiamme, vento, sabbia e mare. Gli abiti candidi hanno così assunto un significato simbolico, sono diventati una sorta di foglio bianco su cui scrivere un nuovo inizio per Valentino, Maison che dopo il periodo difficile vissuto va alla ricerca di diverse proporzioni e costruzioni. Così facendo, non solo dà il via a un nuovo "umanesimo" della moda, regala anche un sogno contemporaneo che non si piega alle esigenze del marketing ma che riesce a esaltare la creatività nella sua purezza.

Pierpaolo Piccioli e l'omaggio alle sarte dell'atelier

Uno degli obiettivi principali dello show messo in scena da Pierpaolo Piccioli era fondere digitale e reale, facendo bene attenzione a sottolineare sia i pregi che i limiti di questi due differenti mondi. Da un lato c'è il virtuale con la sua innovazione, con la sua capacità di arrivare ovunque con un semplice click, dall'altro c'è il lavoro delle sarte che hanno cucito per oltre 3.800 ore per realizzare i maestosi abiti di 5 metri. È proprio a loro che il direttore creativo ha dedicato il teaser della sfilata, pubblicando sui social le videochat tenute a poche ore dall'inizio dello show. Piccioli ha avuto il merito di aver rivalutato la loro professione, gli ha dato un volto e gli ha permesso di spiegare quanta fatica e quanto impegno ci sono dietro dei look tanto perfetti. La rinascita della moda sarà pure legata al mondo virtuale ma la verità è che deve partire sempre dalle mani delle sarte dell'atelier, le vere creatrici di eleganza e bellezza.