La trombosi venosa è una malattia molto comune che colpisce le vene del corpo che trasportano il sangue verso il cuore e i polmoni. Causa la formazione di un trombo, cioè un coagulo sanguigno che provoca l’occlusione del vaso, ostacolando la circolazione. Il sintomo più evidente della malattia è un dolore forte e bruciante simile ad un crampo in corrispondenza dell’arto colpito dal problema.

A volte è accompagnato anche da gonfiore, arrossamento ed aumento della temperatura in quella zona. La trombosi venosa può presentarsi in seguito ad interventi chirurgici ortopedici ed addominali, a traumi che hanno comportato l’immobilizzazione dell’arto o a una lunga degenza, ma spesso è provocata anche dalla gravidanza, dalla presenza di un tumore o dall’utilizzo degli estroprogestinici, sostanze contenute in alcuni anticoncezionali. Naturalmente, i più esposti solo coloro che hanno una predisposizione genetica alla malattia ma anche quelli che seguono uno stile di vita poco sano.

Se si teme di essere di fronte ad una trombosi venosa, bisogna rivolgersi ad un medico che solitamente interverrà con una terapia anticoagulante, somministrata sottocute o endovena, seguita da un trattamento a lungo termine a base di farmaci antagonisti della vitamina K che riescono ad inibire la sintesi di alcune proteine responsabili della coagulazione del sangue. In alternativa, può essere somministrato un farmaco dagli effetti molto più rapidi che, sfruttado l’azione di una molecola capace di bloccare il fattore di coagulazione, riesce a ridurre al minimo gli effetti della trombosi venosa.