4 Dicembre 2021
09:06

Terapia di coppia, perché è utile anche quando non ci sono conflitti: il parere dello psicologo Grassi

Se i Ferragnez vanno in terapia di coppia vuol dire che c’è aria di crisi? Non necessariamente. Lo psicologo Gerry Grassi spiega a cosa serve la terapia e perché è utile anche alle coppie più solide.
Intervista a Dott. Gerry Grassi
Psicologo e psicoterapeuta
A cura di Francesca Parlato

I Ferragnez vanno in terapia di coppia. Lo abbiamo visto nel trailer della nuova serie prodotta da Amazon e ne hanno parlato anche durante la premiere milanese. Eppure niente, a guardare quello che raccontano su Instagram, lascerebbe pensare a una crisi o a un momento difficile per la loro vita matrimoniale. In realtà però, a differenza di quello che spesso siamo portati a pensare, per iniziare un percorso di psicoterapia (individuale o di coppia) non è sempre necessario un trauma o una vita burrascosa, si può scegliere di andare in terapia semplicemente per migliorarsi e per prendersi maggiore cura della propria salute mentale. "A volte anche alcune coppie con un buon funzionamento vanno in terapia – ha spiegato a Fanpage.it Gerry Grassi, psicologo, psicoterapeuta e consulente delle prime edizioni del programma tv "Matrimonio a prima vista" – Scelgono di iniziare questo tipo di percorso per migliorare ulteriormente le loro modalità relazionali, per condividere altri aspetti della loro vita". 

Perché si va in terapia di coppia

Più frequenti sono i casi in cui una coppia sceglie di andare in terapia per superare un momento di difficoltà o di crisi. "Uno dei motivi riguarda l'incapacità di comunicare in modo corretto, la difficoltà di farsi comprendere. In alcuni casi invece c'è un eccesso di conflitti, una dinamica litigiosa che a lungo andare diventa poco gestibile. Poi c'è la mancanza totale di comunicazione, si tratta di rapporti usurati che peccano in questo aspetto, in altri casi ancora la crisi riguarda la mancanza di intimità". Poi ci sono cause come il tradimento che possono spingere una coppia a iniziare una terapia. "Si tratta di situazioni in cui uno dei due partner ha violato la fiducia ma si fa un tentativo per provare a perdonare e portare avanti la relazione". In alcune famiglie anche la gestione dei figli o delle famiglie d'origine può essere problematica. "Bambini o adolescenti ribelli, metodi educativi differenti possono dare luogo a contrasti che appaiono insanabili. Per alcune coppie invece sono i suoceri o i parenti stretti il problema. E allora in terapia si lavora per sistemare quest'aspetto". 

A cosa serve la terapia di coppia

Il primo obiettivo di una terapia di coppia è sicuramente migliorare la relazione, aumentare il benessere, abbandonare delle dinamiche che danno luogo a conflitti, ma in alcuni casi può essere utile anche per stabilire se è il caso di chiuderla la relazione. "A cascata, inoltre la terapia è utile anche per un miglioramento personale, molti dei miei pazienti mi dicono infatti che i benefici si sono riverberati dalla coppia alla propria vita individuale".

La terapia di coppia come la scuola guida

Molte persone rifuggono dall'idea di iniziare una terapia per paura della durata. "In realtà non è sempre così – spiega Grassi – Ad esempio io svolgo una terapia che si basa su un approccio strategico che dura tra le sei e le dieci sedute". Non sempre quindi per ‘curare' un matrimonio o una storia che sta attraversando un periodo di burrasca bisogna impelagarsi in percorsi lunghi e costosi. "Nelle mie terapie suggerisco degli esercizi da fare in casa che possono apparire strani o bizzarri, ma che hanno un enorme potere trasformativo, e riescono a creare subito dei cambiamenti reali". Per capire meglio in cosa consiste Grassi prende in esempio la scuola guida. "Pensiamo al concetto di apprendimento. Prendiamo una persona che non sa guidare l'auto, che sceglie di andare a scuola guida e al termine avrà preso la patente. Siamo partiti da niente fino ad avere delle capacità. In mezzo ci sono stati degli esercizi ovviamente. Lo stesso vale per una coppia in terapia. Per imparare a stare meglio, per disinnescare i conflitti, per rivitalizzare un rapporto ci sono degli esercizi da fare che hanno il potere di creare un apprendimento. E si tratta di apprendimenti che si definiscono di second'ordine (come imparare a guidare l'auto) che rimangono nel tempo. Per questo la terapia è efficace: la coppia apprende dei nuovi modi per affrontare delle situazioni e se li porta dietro, non li dimentica al termine delle dieci sedute". 

Terapia di coppia: cosa fare se il partner non ci vuole andare

Il conflitto però potrebbe nascere anche sulla scelta di andare o non andare in terapia. Capita infatti che uno dei due partner sia più propositivo e intenzionato nell'iniziare un percorso di coppia e l'altro invece sia decisamente più scettico o reticente. "In verità succede abbastanza spesso – continua Grassi – che uno dei due voglia risolvere e l'altro invece molli la presa. In quel caso il terapeuta deve per prima cosa stabilire l'obiettivo del percorso. Se si vuole continuare a stare insieme oppure no. E nel secondo caso eventualmente iniziare a lavorare sulla comunicazione. Magari si tratta di una coppia di genitori che potrebbe decidere di non voler più stare insieme ma che ha bisogno di continuare a mantenere, per il bene dei figli, un buon dialogo".

Terapia di coppia: utile anche quando non ci sono conflitti

E anche se la maggioranza delle coppie ricorre alla terapia davanti a un conflitto o a un trauma, secondo Grassi può essere utile anche quando la coppia funziona. "In terapia vengono fuori delle indicazioni di carattere pedagogico, anche semplici, ma alle quali magari non si pensava. C'è un aspetto formativo che può essere utile alla crescita e alla vita della coppia". Seguire una terapia in "tempi di pace" aiuta a guardare tutto quello che succede nella relazione con un occhio più competente, si impara a comprendere meglio quello che ci succede e a capire le dinamiche della relazione. "Però, se non ci sono conflitti o problematiche, e uno dei due partner non è interessato alla terapia, non forziamo la mano. Non rischiamo di innescare conflitti senza motivo".

Le informazioni fornite su www.fanpage.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.
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