Supreme, il celebre marchio americano con l'iconico logo con la scritta bianca su fondo rosso, ha raggiunto un ennesimo traguardo. Questa volta non si tratta di collaborazioni esclusive come quelle con Louis Vuitton e North Face ma di un'azione di contrasto alla contraffazione. Da oggi, infatti, non potranno più essere messi in vendita capi d'abbigliamenti e accessori che riproducono senza licenza il marchio newyorkese di streetwear.

Supreme vince la causa contro la contraffazione in Italia

Il brand Supreme ha portato la lotta alla contraffazione in tribunale, facendosi assistere da Nctm Studio Legale, ed è riuscito a ottenere una doppia vittoria sia in Italia che a San Marino, facendo causa a una rete di società straniere che riproduceva alla perfezione i suoi prodotti. Il Tribunale di Milano ha confermato in primo e secondo grado cautelare i provvedimenti di inibitoria e sequestro e, come se non bastasse, a San Marino è stato ottenuto un provvedimento cautelare di descrizione e sequestro. In tutto dovranno essere sequestrati 120.000 prodotti tra abiti e accessori, provvedimento che ha dato vita a una delle più importanti operazione di enforcement civile degli ultimi anni. I provvedimenti legali hanno riconosciuto la notorietà del marchio Supreme, valutato dal Fondo Carlyle ben un miliardo di dollari. Insomma, a partire da questo momento sul mercato non verranno più messi in vendita prodotti contraffatti. Le maglie, le felpe, i cappotti e gli accessori che porteranno l'iconico logo bianco e rosso del brand saranno sicuramente originali.

Com'è nato il brand Supreme?

Supreme è il brand di moda nato nel 1994 a New York e diventato amatissimo in tutto il mondo. Il primo store è stato fondato da James Jebbia con 12.000 dollari di investimento, si trovava a Manhattan, precisamente in Lafayette Steet, e, nonostante fosse piccolissimo, era apprezzatissimo da skaters, artisti, musicisti e fotografi. Il motivo? Le t-shirt, le sneakers e i jeans oversize erano perfetti per il loro streetstyle che intendeva incarnare lo spirito multiculturale della città. Solo nel primo decennio del 2000, però, i capi del brand sono diventati un must-have, tanto che oggi vengono indossati anche dalle star. Tutti quelli che si sono chiesti per quale motivo il logo è proprio un box rosso e bianco devono sapere che è un tributo ai poster propaganda dell'artista Barbara Kruger, che però non ha ancora ceduto i diritti al noto marchio perché non ha apprezzato la "citazione" un po' troppo diretta.

Quali sono i prodotti contraffatti?

Il marchio Supreme è stato venduto in moltissimi negozi italiani negli ultimi anni ma spesso non si trattava di quello originale. Si chiamava Supreme Italia, era stato lanciato da un'azienda di Barletta ed era completamente diverso da quello americano: anche se il logo sembrava lo stesso, cambiavano le dimensioni e l'inclinazione delle lettere. Certo, solo in pochi avrebbero potuto notare la differenza, ma i più esperti si sono resi subito conto di trovarsi di fronte a un fake. Come è stato possibile autorizzare la vendita di un prodotto falso? I produttori hanno approfittato del fatto che Jebbia non aveva mai registrato il marchio nel nostro paese. Oggi, però, le cose sono completamente cambiate e i prodotti contraffatti verranno presto sequestrati. Nei negozi, dunque, si potranno trovare solo capi originali firmati direttamente dal brand americano.