Cari single, San Valentino è tornato. Dopo aver passato molti mesi chiusi in casa, senza nessuno con cui condividere la tavola o il divano, i single ora devono confrontarsi con la giornata più romantica dell'anno, anche se "sottotono" per via delle regole anti Covid che impediscono cene al ristorante e fughe romantiche nel weekend. La festa degli innamorati o si ama o si detesta. E generalmente i single rientrano in questa seconda categoria. Negli anni passati c'era chi approfittava per una serata alternativa con le amiche o per una notte brava in discoteca, ma adesso dovrà cambiare programmi. Intendiamoci: essere single è una scelta che viene vissuta con orgoglio e benessere dalla maggior parte delle persone. Semplicemente, spiegano gli esperti, queste giornate a farci confrontare con le nostre insicurezze. "Quest’anno San Valentino si avvertirà di più – spiega a Fanpage.it la psicologa e psicoterapeuta Maria Beatrice Toro, Direttore Didattico della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Cognitivo Interpersonale SCINT di Roma – tutte le giornate “speciali” come Natale o Capodanno per chi è solo sono state vissute con un senso di tristezza maggiore. È un meccanismo tipico: chi è felice e sta bene probabilmente lo ignorerà, ma chi sta attraversando un momento di fragilità lo soffrirà molto di più".

La pandemia ha pesato di più sui single

Secondo la psicologa è importante smentire lo stereotipo per cui i single siano infelici a prescindere, o intrappolati in questa condizione per una scelta degli altri. Generalmente le persone single hanno scelto attivamente di condurre una vita indipendente, con soddisfazione. Quest'anno però la pandemia ha stravolto le vite di tutti, costringendo le persone ad affrontare gli aspetti più difficili e negativi delle proprie esistenze. "Essere single spesso si lega a uno stile di vita fatto di tanti appuntamenti e tanta vita sociale". Non necessariamente un'intensa vita amorosa: cene con gli amici, vacanze, aperitivi, serate fuori. "Ecco, quello stile di vita “movimentato” con le restrizioni degli ultimi mesi si è perso e i single hanno dovuto affrontare l’altra faccia dell’indipendenza, cioé il dover reggere il peso dello stare da soli in casa per molto tempo". Secondo un rapporto Istat del 2019, in Italia il 33% dei nuclei familiari è composto da una sola persona: sono loro ad aver sofferto di più il peso della solitudine nei mesi del lockdown duro, privati della possibilità di avere contatti umani se non attraverso lo schermo del telefono. "C’è stato un aumento di sensazione di sofferenza e disconnessione anche per quei single che vivono la propria condizione come una scelta di indipendenza", conferma la psicologa. I più provati sono sicuramente gli adolescenti, che sono stati costretti a rinunciare ad alcune tappe importanti, come il primo bacio o le prime cotte. "Mentre da adulti si cerca una persona per un progetto di vita, da adolescenti le relazione sono il banco di prova della propria identità. Un anno di isolamento per loro è stato un danno immenso: sono stati quelli che più di tutti hanno fatto cose patologiche come l'abuso di alcol o il sesso online ma vissuto in maniera pericolosa".

Come affrontare San Valentino da single

Secondo la dottoressa Toro la grande il Covid ha provocato "la più grande crisi delle relazioni forse dell’umanità". Il distanziamento sociale infatti ci ha minato nella nostra sicurezza più profonda, quella della relazione con l’altro. Ora le nuove riaperture permettono di ricominciare ad avere un minimo di vita sociale, pur con le dovute precauzioni e sempre con grande senso di responsabilità. La serata del 14 febbraio però potrebbe essere un momento scivoloso per molte persone. "Un momento di fragilità capita a tutti, single o in coppia – precisa la dott.ssa Toro – purtroppo quest’anno San Valentino andrà a pesare sui single più insicuri. Non parlo di invidia della coppia, parlo di ‘disconnessione' da questa giornata". Il consiglio allora è quello di non rimanere da soli: "Non sto dicendo di organizzare a tutti i costi una serata di coppia, ma di passare del tempo con altre persone. Sembra banale ma è importante". Secondo uno studio dell'Università di Melbourne condotto dalla professoressa Michelle Lim, una rete sociale "di prossimità", cioé di persone fisicamente vicine a noi allontana il rischio di depressione in questo periodo difficile. "Con la pandemia abbiamo riscoperto i rapporti di vicinato: i vicini di casa, gli amici del quartiere, il barista sotto casa. Bastano sei persone per sentirsi meno soli: questa dimensione può essere preziosa anche per i single, che di solito sono iperselettivi".

Iniziare una relazione durante la pandemia

In questi mesi le dating app hanno visto un boom di accessi senza precedenti. Perfino Facebook ha lanciato "Dating" quando mezzo mondo non poteva uscire di casa. Secondo i dati di Match Group, gli accessi giornalieri su Tinder (soprattutto delle donne under 30) sono aumentati del 37%. Il 29 marzo Tinder ha toccato il suo record assoluto: 3 miliardi di ‘swipe’ in un solo giorno. "Il cervello del single ha bisogno di nuovi stimoli – spiega la dottoressa Toro hanno voglia di vedersi e di parlare con altre persone: anche se poi non ci si incontra, parte dell’esperienza è conoscere qualcuno di nuovo e magari iniziare un dialogo via whatsapp o in videochiamata". Ma le modalità di corteggiamento sono molto diverse: "Sicuramente è scomparsa la bulimia sentimentale: il single non chatta più con sei persone diverse ogni giorno e poi sparisce, magari scrive a due persone e resta e ci apre una conversazione più seria, più impegnata". Insomma, buone notizie: se siete in cerca di una relazione seria potrebbe essere il momento giusto per incontrare l'anima gemella.

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