Madison van Rijn
in foto: Madison van Rijn

Tra i tanti effetti secondari del Covid e del lockdown c'è l'impennata dei casi di violenza domestica in tutto il mondo, Italia compresa: il luogo che dovrebbe essere più sicuro, la casa, diventa spesso la prigione da cui è impossibile scappare. Così molte donne si sono trovate costrette a stare tutto il giorno insieme al proprio aggressore, facendo impennare i casi di violenza e di femminicidio. Denunciare per troppe donne è difficile, per questo le associazioni hanno pensato a modi semplici per chiedere e ricevere aiuto: gesti apparentemente banali che possono salvare una vita. Un esempio è il "Signal For Help", lanciato dall'associazione "Canadian Women's Foundation" proprio durante il lockdown.

Cos'è il Signal For Help e quando si usa

Il gesto è semplice da fare: si piega il pollice della mano, lasciando prima le quattro dita in alto e poi chiudendole a pugno. Lo scopo è lanciare un sos silenzioso in una situazione quotidiana, che non venga notata dal partner violento. Per esempio si può usare durante una videochiamata con amici, colleghi o parenti mentre si parla di tutt'altro o ci si scambiano ricette. Oppure con il fattorino che consegna la cena, o con il corriere o il postino. Non si lasciano tracce digitali e non si corre il rischio di essere ascoltati, uno dei motivi per cui le donne che vivono in contesti violenti hanno paura di telefonare alla polizia o ai centri che potrebbero aiutarle.

Cosa fare se si vede il Signal For Help

Chi è dall'altra parte ovviamente non può mettere la vittima in condizione di esporsi, per esempio facendole domande ad alta voce: l'ideale è dimostrare di aver capito (magari annuendo) e poi avvertire le autorità, per esempio telefonando al numero anti-violenza 1522, che è sempre gratuito. Per questo è importante che tutti imparino a riconoscerlo: potrebbe bastare un attimo per salvare una donna dalle violenze.