Lo shatush nasce negli anni 60 in America nei saloni di New York e Hollywood. In Italia è arrivato grazie al famoso hairstylist Aldo Coppola conquistando tutte le donne e che ogni anno rinnova il suo successo. Non è una vera e propria colorazione, bensì una decolorazione che prevede radice scura e punte chiarissime con un effetto più o meno sfumato ma naturale, proprio perché il decolorante agisce sul colore dei capelli andandolo a schiarire: illumina il viso per una effetto "sun kissed" che dura tutto l'anno.

È il trattamento perfetto per chi vuole cambiare look e ama le sfumature naturali e luminose ma allo stesso tempo ha "l'ansia da ricrescita": lo shatush può essere fatto su tutti i colori di capelli e su tutte le lunghezze, non richiede ritocchi frequenti e l'effetto può durare fino a tre mesi.

Shatush: la tecnica e come farlo per capelli splendenti

Vediamo allora qual è la tecnica per effettuare lo shatush in modo da ottenere una schiaritura naturale, sicuramente meno impegnativa delle meches, ma che riesce a donare luminosità senza rovinare i capelli. Inoltre scopriamo come farla dal parrucchiere o con il fai da te.

La tecnica

Con lo shatush avremo una schiaritura tono su tono che può essere naturale ma anche molto strong, creando uno stacco netto dalle radici. Le chiavi per uno shatush perfetto sono la cotonatura e il tempo di posa: la prima serve per ottenere un effetto sfumato e non troppo netto, la seconda cambia il risultato finale, schiarendo il colore naturale fino a quattro toni. Più è lungo il tempo di posa, più sarà netto lo stacco con la radice e il risultato più visibile. È una tecnica a basso mantenimento perché il colore si applica da metà lunghezza e quindi non richiede ritocchi frequenti.

Come si fa

Ma, come fare lo shatush? Se vogliamo un risultato perfetto dobbiamo rivolgerci al parrucchiere che ci aiuterà ad individuare le ciocche da schiarire e di quanti toni. Il parrucchiere comincerà poi a cotonare le ciocche asciutte e stenderà il colore ad almeno 10 centimetri dalla radici: il tempo di posa varierà in base alla porosità dei capelli e di quante tonalità si dovrà schiarire. I capelli andranno poi lavati e asciugati per la messa in piega. È consigliabile schiarire i capelli in modo graduale per non sfibrarli. Il costo per fare questo trattamento dal parrucchiere va dai 40 ai 100 euro.

E se vogliamo optare per il fai da te? Le più esperte possono anche realizzare lo shatush a casa, in commercio esistono preparazioni apposite (basta andare in profumeria o nei negozi specializzati) e il prezzo varia dai 10 ai 20 euro.
Come procedere: dividere la capigliatura in quattro parti uguali e decolorare le ciocche, che avremo precedentemente cotonato, partendo dalla radice verso le punte. Per uno shatush leggero, andando così a schiarire di due o tre toni, restiamo in posa per 15 minuti mentre, schiariremo di quattro toni, se restiamo in posa per almeno mezz'ora.

Lo shatush sta bene a tutte?

Dalle passerelle alle teste dei vip, lo shatush sta bene sia alle more che alle bionde. Chi ha una base più scura otterrà un effetto più evidente, mentre per chi ha la chioma più chiara il risultato sarà più naturale ed estremamente luminoso. Il taglio ideale per far risaltare lo shatush è lo scalato che mette in evidenze le sfumature grazie al movimento che si crea tra i capelli. Ma vediamo quali sfumature scegliere in base al colore naturale.

Shatush scuro: per chi ha i capelli scuri meglio optare per un colore che va sul tabacco o su tonalità nocciola o caramello, fino ad arrivare ai ramati.

Shatush castano: le castane possono optare per sfumature che tendano al biondo cenere, soprattutto se non hanno una carnagione troppo chiara, o per sfumature che vanno dal biondo miele al biondo dorato.

Shatush biondo: in questo caso è preferibile scegliere sfumature che tendano al biondo chiaro per un effetto più leggero mentre, per un effetto più strong, si può puntare sul biondo platino.

Shatush rosso: anche chi ha i capelli rossi può provare lo shatush schiarendo di pochissimi toni rispetto al colore naturale per i capelli lunghi e, aumentare l’intensità della sfumatura, se i capelli arrivano alle spalle.

Anche le donne incinte possono ricorrere allo shatush senza problemi, perché questa tecnica non prevede il contatto diretto tra i prodotti e il cuoio capelluto.

Differenze tra shatush e balayage

Sia lo shatush che il balayage sono due tecniche che schiariscono i capelli di alcune tonalità partendo dalle lunghezze fino alle punte. La differenze sta nel modo di applicazione: nello shatush le ciocche vengono cotonate prima di procedere all'applicazione del prodotto per schiarire i capelli. Nel balayage l'applicazione è a stella in quanto la chioma viene divisa in cinque ciocche: sulle lunghezze verranno poi realizzate delle striature con l'utilizzo di un pennello, per schiarire le ciocche nel modo desiderato. In entrambe i casi parliamo di trattamenti che si ripetono dopo circa tre mesi, periodo nel quale è bene curare e nutrire i capelli per mantenerli sani ed evitare che si sfibrino.

Anche le star scelgono lo shatush

Da quando Belen Rodriguez è apparsa sul palco dell'Ariston con i capelli bicolore, la mania è dilagata: lo shatush è diventato subito un trend irrinunciabile, una delle tendenze più in voga e più diffuse delle ultime stagioni. Da Bianca Balti a Melissa Satta il trend è esteso anche oltre oceano e Sarah Jessica Parker, Drew Barrymore e Rachel Bilson (ma non solo loro) non se lo sono lasciato sfuggire.