Il bullismo è un fenomeno che solitamente termina con la fine della scuola ma purtroppo negli ultimi tempi sono sempre di più gli impiegati che vivono le stesse esperienze sul posto di lavoro. Lo studio legale Thomas Mansfield, con sede a Londra, ha infatti intervistato anonimamente una serie di dipendenti per capire se erano mai stati offesi in ufficio e con quale frequenza. Il risultato è stato incredibilmente sconvolgente: età, aspetto, nazionalità ed addirittura abitudini alimentari sono stati spesso causa di commenti cattivi e sprezzanti.

Come se non bastasse, i fenomeni di sessismo e i casi di molestia sono all'ordine del giorno e le donne si ritrovano a subire atteggiamenti simili pur di non perdere il posto di lavoro. Non di rado, ad un colloquio alle candidate di sesso femminile viene chiesto se sono fidanzate e se hanno intenzione di mettere su famiglia. La gravidanza viene infatti definita da molti datori di lavoro “un rischio a cui si va incontro quando si assumono le donne”.

Se è incinta, non desidera avere una carriera”, “Dopo aver ottenuto un’intervista esclusiva, il capo mi ha dato 3 schiaffi sul sedere”, “Mi avrebbero dato il posto di lavoro solo se avessi indossato una gonna corta”, sono solo alcuni delle cose raccontate dalle intervistate. Le molestie, i fenomeni di sessismo e il bullismo sembrano essere in forte aumento negli uffici, anche se sono sempre di più le denunce. Solo creando delle relazioni armoniose sul posto di lavoro, si può dare il meglio di sé dal punto di vista professionale, permettendo dunque anche alla società di raggiungere dei risultati ottimali.