Da sempre, le donne sono le più “discriminate” nel mondo del lavoro ed è proprio quanto denunciato da Christine Lagarde, direttrice generale del Fondo monetario internazionale, che sul suo blog ha lanciato una pesante accusa. La donna è stata capace di imporre il proprio stile elegante e sobrio all’interno dell’Fmi e oggi, mossa dal suo animo femminista, ha dichiarato che ci sarebbe una vera e propria cospirazione contro le donne nel mondo del lavoro. Le sue parole arrivano dopo una ricerca che la Fmi ha condotto sui danni del sessismo. E’ stato dimostrato che in più di 40 nazioni si perde il 15% della ricchezza potenziale proprio a causa delle discriminazioni contro le donne. La Legarde ha infatti affermato:

In troppi Paesi le restrizioni legali cospirano contro le donne per impedirci di essere economicamente attive. In un mondo che ha tanto bisogno di crescita, le donne possono dare un contributo, se solo hanno di fronte a sé delle pari opportunità, invece di una insidiosa congiura. Spero che il 2016 sarà l’anno di una donna presidente degli Stati Uniti.

La Legarde sostiene che il sessismo nel mondo del lavoro fa sì che i paesi rinuncino al benessere e al dinamismo. Addirittura, esistono ancora alcune nazioni che applicano delle leggi arcaiche, le quali vietano alle donne alcune professioni e il diritto di proprietà. Certo, si tratta di casi estremi, ma anche nei paesi occidentali esisterebbe un divario evidente tra uomini e donne sul lavoro. I guadagni che ogni anno in molti paesi rimangono irrealizzati proprio a causa dei fenomeni di sessismo sarebbero circa novemila miliardi di dollari. A parità di qualifica, di competenze e di mansioni, una donna guadagna l’85% in meno rispetto ad un uomo, soprattutto in paesi avanzati come gli Stati Uniti.