Seduta su un letto e coperta solo da un lenzuolo bianco che le avvolge il corpo Sandra Milo guarda sicura l'obiettivo fotografico e sembra volerci dire: sì, ho 87 anni e mi piace ancora giocare, quindi? Chiara Meierhofer Muscarà l'ha fotografata così per una delle quattro cover del nuovo numero del magazine Flewid, in rappresentanza di un mondo (quello delle donne mature) che non sembra abbia molto spazio nella moda. Il titolo di questa serie di scatti è Survivor Rapshody ed è un elogio alla bellezza senza tempo, una sfida agli stereotipi della modernità. La nostra società è decisamente focalizzata sui giovani e su ciò che incarna certi ideali di perfezione che la vecchiaia non può rappresentare. Ma ciò non significa che non esista un altro lato della medaglia, un risvolto diverso che reclama una sua rivendicazione: la bellezza non deve necessariamente essere abbinata a un numero e alla sessualizzazione.

Sandra Milo senza veli e senza ritocchi

Emi Marchioni, la direttrice del magazine Flewid, ha fortemente voluto Sandra Milo in copertina per rappresentare l’age diversity nell’industria della moda, tradizionalmente legata al mondo dei giovani e a certi stereotipi di bellezza. Ma la copertina dell'attrice, musa di Federico Fellini e icona del cinema anni Cinquanta e Sessanta, fa molto di più, perché è un elogio alla bellezza senza tempo. Siamo abituati a concepire questa parola unicamente legata alla sfera della giovinezza, come se una volta superata una certa soglia d'età non ci sia più spazio per essa e non si possa vivere serenamente nella propria pelle. La copertina dell'attrice è stata accusata di essere stata ritoccata e su questo la Milo ha subito voluto puntualizzare, scrivendo su Instagram: «I maligni hanno erroneamente creduto fosse un fotomontaggio».

L'elogio alla bellezza senza tempo

Il corpo cambia, ma l'identità non ha a che fare col mutamento a cui la vita necessariamente ci sottopone. Su questo concetto la diva si è molto soffermata, proprio per rispondere in prima persona alle critiche ricevute: «Nella vita bisogna sapersi adattare ai cambiamenti per sopravvivere a tutto. A volte mi ha ferita essere giudicata, in quanto donna, per una che non sapeva invecchiare. Purtroppo quando si esce dall'area della sensualizzazione riservata alla gioventù non si diventa più niente per alcuni e si viene considerate ridicole ma ogni età ha la sua bellezza. Agli uomini viene sempre o quasi concesso il grande privilegio dell'autorevolezza e certe critiche vengono loro risparmiate». L'abitudine a legare la bellezza alla sessualizzazione è dura a morire: la posa della diva è sicura, più che sexy. È il mood di una donna serena, a proprio agio davanti alla macchina fotografica, pronta anche a esporsi a critiche e giudizi, che sceglie di mostrarsi senza veli per quello che è. Non c'è solo la dimensione del gioco (la didascalia della foto incriminata è proprio "Giocando con l'obiettivo fotografico") e della leggerezza. Dall'altro lato c'è anche la profondità di una donna che ha saputo coniugare la sua frivolezza alla consapevolezza della propria età, adattandola col passare del tempo, per dire che non è un numero a determinare se ci si può sentire belle e piacenti oppure no.