La 70esima edizione del Festival di Sanremo è partita, questa sera andrà in onda la seconda puntata, dove al fianco di Amadeus ci saranno tre nuove co-conduttrici. Dopo Diletta Leotta e Rula Jebreal, diventate protagoniste di due monologhi commoventi durante la prima puntata, a calcare il palcoscenico dell'Ariston saranno Laura Chimenti, Emma D’Aquino e Sabrina Salerno. Se per le prime due si tratterà di un debutto all'ambita kermesse canora, per l'ultima sarà un gran ritorno. Aveva preso parte all'evento nel 1991 nei panni della concorrente, quando, insieme a Jo Squillo, aveva presentato "Siamo donne", brano diventato simbolo di ribellione femminista. Nonostante siano passati quasi due decenni da allora, la loro performance viene ancora considerata leggendaria: ecco cosa ha rappresentato nella storia del Festival.

La rivoluzione femminista di "Siamo donne"

Ricordate "Siamo donne", la canzone presentata a Sanremo da Sabrina Salerno e Jo Squillo? Era il 1991 quando le due decisero di partecipare al Festival e, nonostante all'inizio il pezzo non avesse avuto una buona accoglienza, è riuscito lo stesso a passare alla storia, tanto che ancora oggi viene considerato un tormentone. Al motto di "Oltre le gambe c'è di più", le due hanno dato vita a un vero e proprio manifesto femminista che continua a essere cantanto da tutte quelle che intendono ribellarsi alle convenzioni, ai luoghi comuni e agli stereotipi che associano delle rappresentanti del sesso femminile a delle "bambole senza cervello". Insomma, Sabrina Salerno e Jo Squillo hanno avuto il merito di dare il via a una piccola rivoluzione tutta al femminile a Sanremo.

I look scandalo di Sabrina Salerno a Sanremo 1991

Le interpreti di "Siamo donne" si sono ribellate alle convenzioni sanremesi non solo con il testo della loro canzoni ma anche con i look sfoggiati sul palco. Se fino a quel momento le donne che lo calcavano optavano sempre per lunghi, eleganti e castigati abiti da sera, loro hanno stravolto le regole comunemente accettate, dando libero spazio alla sensualità. Hanno indossato tubini aderentissimi senza reggiseno, minigonne vertiginose, top crop che lasciavano lo stomaco in mostra, chiodi di pelle, dicendo addio al bon-ton. La più audace, però, è stata Sabrina Salerno, durante una delle esibizioni aprì la giacca e rivelo un micro bikini in argento con slip sgambati e reggiseno che lasciava pochissimo spazio all'immaginazione. Anche a Sanremo 2020 probabilmente andrà controcorrente, visto che ha già annunciato di voler indossare i camperos piuttosto che i tacchi a spillo. Insomma, Sabrina sarà pure cresciuta ma a quanto pare non ha perso l'irriverenza che l'ha sempre contraddistinta. A questo punto, non resta che godersi il suo grande ritorno all'Ariston.