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Residuo fisso dell’acqua: cos’è e quanto può essere rischioso per la salute

L’acqua è un elemento fondamentale per il nostro organismo: non solo lo idrata, ma è importante per tutte le sue funzioni vitali. Quando leggiamo le etichette dell’acqua c’è un termine di cui bisogna tener conto: il residuo fisso, che indica la quantità di sali minerali e oligoelementi contenuti in un litro. Ma scopriamo perché è così importante e se può essere rischioso.
A cura di Redazione Donna
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L'acqua è un elemento fondamentale per il nostro organismo: non solo lo idrata, ma è importante per tutte le sue funzioni vitali. Quando leggiamo le etichette dell'acqua c'è un termine di cui bisogna tener conto: il residuo fisso, che indica la quantità di sali minerali e oligoelementi contenuti in un litro. Una quantità che cambia in base al territorio in cui sgorga l'acqua minerale: è infatti proprio nel percorso che fa dal terreno alla fonte, che acquisisce la propria identità salina. Ma scopriamo cos'è il residuo fisso dell'acqua, quali sono le diverse categorie e se può essere rischioso.

Cos'è il residuo fisso

Il residuo fisso è un parametro importante per scegliere l'acqua più adatta a noi. Rappresenta la quantità di sali minerali e oligoelementi che sono disciolti nell'acqua dopo l'evaporazione di 1 litro di acqua a 180°C. Il campione esaminato viene però prima filtrato così da eliminare eventuali sospensioni presenti. Tutto ciò che resta viene misurato e espresso in milligrammi per ogni litro. Il residuo fisso è un parametro fondamentale per scegliere l'acqua più adatta a noi. Solitamente viene indicata con l'acronimo RF e può variare da <50 mg/l a >1500 mg/l: l'acqua che contiene un residuo fisso inferiore a 50 mg/litro, è molto leggera e contiene pochi minerali. Un'acqua che invece ha un residuo fisso maggiore di 1500 mg/litro, significa che contiene molti sali minerali.

Perché è importante conoscere il residuo fisso dell'acqua e quali sono le diverse categorie

Prestare attenzione al residuo fisso dell'acqua è importante perchè ci indica quale acqua scegliere in base alle esigenze personali, ed è fondamentale per le persone che soffrono di particolari patologie. Le acque sono quindi divise per categorie, in base alla quantità di sali minerali che contengono.

In commercio troviamo 4 tipologie: l'acqua poco mineralizzata è quella con il quantitativo minore di sali disciolti e, in questo caso, il residuo fisso non va oltre i 50 mg/litro. Sono considerate acque leggere che aiutano in caso di piccoli calcoli renali e favoriscono la diuresi: indicate quindi in caso di ritenzione idrica. C'è poi l'acqua oligominerale che ha un residuo fisso inferiore a 500 mg/litro, contengono poco sodio e sono indicate per il consumo giornaliero: utili per chi vuole usufruire della sua azione diuretica. L'acqua medio-minerale, invece, ha un residuo fisso compreso tra 500 e 1500 mg/litro ed è particolarmente indicata per gli anziani e per chi fa sport. Infine c'è l'acqua ricca di sali, che ha un residuo fisso maggiore di 1500 mg/litro, si tratta quindi di acque ricchissime di sali minerali, che è meglio assumere sotto controllo medico, in quanto possono essere terapeutiche.

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Quale acqua scegliere in base all'età e allo stato di salute

In base all'età e allo stato di salute, ci sono delle acque consigliate, grazie alle loro caratteristiche. Per i bambini è consigliata l'acqua medio-minerale, in quanto contiene calcio, fluoro e magnesio. Per gli adolescenti l'ideale è l'acqua medio-minerale carbonato calcica e magnesica, mentre gli adulti possono optare per l'acqua oligominerale o medio-minerale in base al loro stato di salute. Per gli anziani meglio invece consumare l'acqua calcica o solfato magnesiaca. Le donne in gravidanza e in menopausa, dovrebbero invece consumare acqua calcica.

In generale, l'acqua oligominerale è quella ideale per l'uso quotidiano, in quanto favorisce la diuresi, ed è particolarmente indicata per chi soffre di calcolosi renale. Le acque solfate inibiscono l'assorbimento di calcio, e possono essere utili per chi soffre di colon irritabile, mentre, quelle sodiche, sono sconsigliate a chi soffre di ipertensione e scompenso epatico o cardiaco. L‘acqua bicarbonata è invece l'ideale contro l'iperacidità gastrica, oltre a facilitare la digestione. L'acqua fluorata è quella che contiene una quantità di fluoro superiore a 1 mg/litro, ed è l'ideale per prevenire la carie. Un'acqua con un'alta quantità di magnesio, invece è consigliata in caso di stipsi, perché ha un effetto lassativo.

Il residuo fisso fa male?

È importante sottolineare che il residuo fisso non è dannoso, in generale, ma gli effetti collaterali possono manifestarsi nel caso si esageri con le quantità. Un eccesso di sali, ad esempio, tende ad accumularsi nel tessuti richiamando acqua, e accumulandosi a livello renale. Scegliere l'acqua indicata in base alle proprie esigenze è quindi fondamentale. In condizioni specifiche, poi, sarà il medico a consigliare la tipologia di acqua con il giusto tasso di residuo fisso.

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