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Quando herpes e mal di testa hanno un’origine psicosomatica: come riconoscerla lo spiega l’esperta

I disturbi psicosomatici sono estremamente comuni, in genere si manifestano sotto forma di mal di pancia o gastriti, oppure insonnia o ancora con emicranie e manifestazioni cutanee. Come riconoscerli e come stabilire la loro origine lo abbiamo chiesto alla psicologa e psicoterapeuta Patrizia Mattioli.
Intervista a Dott.ssa Patrizia Mattioli
Psicologa, psicoterapeuta, membro della Società Italiana di Terapia Comportamentale e Cognitiva
A cura di Francesca Parlato
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"Alla vigilia di ogni esame universitario arrivava puntuale la gastrite. Soffrivo di un mal di stomaco tremendo che non si placava finché il professore non scriveva il voto sul libretto". Quanti si rispecchiano nel racconto di Marica, quante persone hanno a che fare ogni giorno con una reazione fisica a un problema che ha tutt'altra natura. A volte si manifesta sotto forma di gastrite, altre volte con un mal di pancia, in alcuni casi con herpes o insonnia. Si tratta di disturbi psicosomatici, ovvero un'espressione del legame tra corpo e mente. "Il corpo in questo modo esprime tutta la sofferenza che non riesce ad accedere al piano verbale per essere affrontata in modo più funzionale. – spiega a Fanpage.it la dottoressa Patrizia Mattioli, psicologa, psicoterapeuta e membro del comitato scientifico di Guidapsicologi.it – Questo disagio viene scaricato sul corpo dando vita ai sintomi cosiddetti somatoformi". Si tratta di un fenomeno che ritroviamo anche nei bambini. "È una modalità caratteristica di alcune fasi evolutive: i bambini attraverso disturbi come il mal di pancia, esprimono disagi di vario tipo, per esempio legati alla scuola. A differenza degli adulti hanno meno strumenti per riconoscere e comunicare uno stato emotivo complesso".

I disturbi psicosomatici più comuni

Mal di testa ricorrenti, disturbi gastro-intestinali, tachicardia, difficoltà nella deglutizione, attacchi di panico, mal di schiena, dolori addominali, nausea, insonnia, vomito, dolore alle articolazioni sono alcuni dei più comuni disturbi psicosomatici. Spesso, nonostante siano estremamente comuni si fa però fatica a parlarne. C'è la paura di essere derisi o peggio ancora di non essere creduti, vista la loro origine psicologica. "Anche se non c’è un danno sul piano organico, questo non vuol dire che i disturbi siano meno reali o meno importanti".

Le cause della somatizzazione

La comparsa di questi disturbi può essere legata a una situazione contingente, come appunto un esame universitario, oppure a situazioni emotivamente complesse e di difficile gestione. "I motivi che sono alla base dei disturbi psicosomatici possono essere legati alla maturità affettiva, per esempio se l’individuo non ha ancora sviluppato adeguate strutture mentali per l’elaborazione di specifiche emozioni o delle emozioni in generale, come i bambini, o adulti ancora immaturi e con scarse capacità introspettive, oppure quando l’individuo è impegnato psicologicamente su più fronti o deve affrontare eventi  particolarmente difficili della vita, per esempio un lutto improvviso contemporaneamente ad altre avversità". Oltre a una situazione legata al presente, anche traumi del passato possono causare reazioni di questo genere. "La storia di vita ha sempre un ruolo centrale nella costruzioni degli schemi con cui poi diamo significato alle esperienze che viviamo nel presente. Traumi passati possono avere un peso ma vanno sempre inseriti all’interno della cornice familiare dove viviamo esperienze che si ripetono nel tempo, e soprattutto siamo sottoposti a modelli di riferimento che, attraverso imitazione e identificazione, condizionano la costruzione dei nostri schemi di reazione".

Come riconoscere un disturbo psicosomatico

Uno dei rischi maggiori per chi soffre di questo tipo di disturbo è quello di diventare ipocondriaco. "La persona che soffre di disturbi psicosomatici – spiega Mattioli – può sviluppare una eccessiva preoccupazione per la propria salute arrivando a fare attenzione alle minime variazioni delle funzioni fisiologiche, come la profondità del respiro o la regolarità del battito cardiaco, interpretando ogni oscillazione come segnale di malattia e cercando rassicurazioni in continue visite mediche e analisi cliniche i cui risultati, anche se negativi rispetto alla malattia temuta, non sono affatto tranquillizzarti per la persona, perché il problema emotivo non cambia". Uno dei modi per riconoscere e distinguere un disturbo psicosomatico è ricostruire la sua origine. "Quando i problemi non sono riconducibili ad una condizione organica specifica, l’unica strada consiste nel ripercorrere la storia del disturbo somatico stesso fino al periodo precedente all’esordio e nel valutare i fatti che accadevano. Spesso si ritrovano eventi importanti che hanno avuto un impatto forte sulla vita della persona. Il sintomo fisico va letto come una spia, un campanello d'allarme che invita/costringe la persona ad occuparsi di sé e della propria vita interiore".

Come controllare un disturbo psicosomatico

Prendiamo alcune situazioni tipiche: un esame da fare all’università, una scadenza lavorativa importante, l’organizzazione di un matrimonio, la gestione di un parente anziano. Sono tutte situazioni che possono provocare la comparsa di disturbi psicosomatici e caricare di uno stress ancora maggiore le persone che le stanno affrontando. "Sono tutti casi in cui le emozioni rimangono a livello istintivo viscerale e la persona non è in grado di ricostruire in modo coerente e consapevole i fili che compongono l’intreccio emotivo: paura di fallire, paura di non potersi tirare indietro, incapacità o impossibilità di esprimersi potrebbero essere solo alcuni dei temi implicati. Sono comunque forme di adattamento che si attuano, anche se disfunzionale, perché i costi sono troppo alti rispetto ai vantaggi". Quando i sintomi fisici diventano una consuetudine, se sono invalidanti e impediscono lo svolgersi delle normali attività o interferiscono con il raggiungimento dei propri obiettivi è il caso di rivolgersi a uno specialista. "Una volta accertata la loro natura psichica è necessario risalire all’esordio e agli eventi che le precedevano per riuscire a ricostruirne e comprenderne meglio il significato emotivo che rappresentano. È importante soffermarsi a riflettere, anche a posteriori, per poter ricostruire le singole ansie implicate e considerare appunto l’idea di farsi aiutare da un esperto". 

Le informazioni fornite su www.fanpage.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.
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