Farsi largo nel mondo dello spettacolo può a volte significare essere sottoposti a una notevole pressione, circa la propria immagine. Esattamente questa è stata l'esperienza dell'attrice indiana Priyanka Chopra, che si è dovuta scontrare col maschilismo di Hollywood e con chi la faceva sentire inadeguata. Il suo aspetto fisico è stato spesso messo sotto accusa, visto come qualcosa "da aggiustare": un ritocco qui, un ritocco lì per poter rientrare in certi canoni di bellezza, in un certo stereotipo. Ha denunciato tutto questo nel libro di prossima uscita Unfinished, un'autobiografia in cui dedica molto spazio al racconto del rapporto col proprio corpo.

"Devi andare dal chirurgo" dissero a Priyanka Chopra

Ai suoi esordi nel mondo hollywoodiano, dopo essersi fatta notare a Bollywood e dopo aver portato a casa la corona di Miss Mondo, l'attrice di Quantico Priyanka Chopra ha avuto non poche difficoltà. Il problema era far accettare la propria immagine. Tutti i suoi "difetti" erano sempre sotto accusa e questo la faceva sentire insicura. Ha raccontato in un'intervista un momento in particolare della sua carriera, quando a criticarla era stato un regista "insoddisfatto" del suo aspetto. «Se avessi voluto essere un’attrice avrei dovuto aggiustare le mie proporzioni: seno, sedere e mascella. Mi chiamavano quella "diversa". Mi disse di conoscere un ottimo chirurgo plastico a Los Angeles e il mio manager si disse d’accordo» ha ricordato amareggiata. Non solo non ha ascoltato quel consiglio, ma poco dopo ha anche cambiato manager.

Essere "diversa" a Hollywood

Nel suo libro la trentottenne ha voluto mettere nero su bianco la propria esperienza diretta con la parte peggiore di Hollywood, quella più maschilista e patriarcale, quella che vuole il rispetto di certi standard e certi canoni che ancora non sono stati abbattuti del tutto. C'è ancora l'esigenza di una certa estetica a cui adeguarsi e normalizzare tutto ciò che è "diverso" non è cosa semplice. L'attrice se ne è resa conto a sue spese: «Non ho mai avuto il coraggio di prendere le parti di me stessa, perché spesso senti dire cose come: “Non essere fastidiosa, non vorrai mica avere la reputazione di una che porta guai, di una con cui non è facile lavorare?”. Ci ho fatto i conti come chiunque si trovi a lavorare in un’industria patriarcale, cosa che la nostra è stata per molto tempo». Ma nonostante queste violenze psicologiche lei è andata avanti ugualmente, dritta per la sua strada, anche se ci ha messo tempo per acquisire sicurezza: «Ho pensato a come diverse persone dell’industria cinematografica si fossero riferite a me come a quella “scura” con un aspetto “diverso”. Mi sono chiesta se avrei potuto essere tagliata fuori dal mestiere per questo. Aveva davvero ragione nel dire che non avrei avuto successo se non avessi sistemato buona parte del mio corpo?». Priyanka Chopra ha tenuto saldi i suoi valori e per questo oggi può raccontare con orgoglio la sua storia, quella di una donna che è riuscita a costruire una carriera solida portando avanti fieramente la propria immagine senza farsi condizionare dal bisogno (altrui) di modificarla.