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Posa in foto senza velo: la modella Intisar Al-Hammadi torturata per aver sfidato il patriarcato

Intisar Al-Hammadi è una modella e attrice yemenita da mesi reclusa in prigione e sottoposta a ogni tipo di violenza. La sua colpa? Ufficialmente i reati di spaccio e prostituzione, ma il suo avvocato si sta battendo affinché queste accuse infondate cadano. La ventenne ha attirato le ire dei conservatori del Paesi per aver posato senza hijab.
A cura di Giusy Dente
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In Yemen la modella e attrice ventenne Intisar Al-Hammadi è da settimane in prigione con accuse infondate. La sua colpa, forse, semplicemente l'essere una bellissima donna che non ha intenzione di rinunciare alla propria libertà e ai propri sogni. Amnesty International ha portato all'attenzione la sua storia e si sta battendo per il suo rilascio immediato. La situazione femminile del Paese è molto precaria: le donne sono quotidianamente vittime di ogni tipo di abuso e discriminazione, per il solo fatto di essere donne. Lo Yemen è governato da forze altamente conservatrici e la cultura patriarcale dominante fa sì che la parità di genere sia un miraggio. Difatti, è penultimo (subito prima dell'Afghanistan) nell'indice Global Gender Gap del World Economic Forum, il rapporto annuale che analizza su scala mondiale la condizione femminile. Su Intisar Al-Hammadi, nata da padre yemenita e madre etiope, le notizie scarseggiano e quelle che arrivano, sono tutt'altro che positive.

La storia di Intisar Al-Hammadi

Intisar Al-Hammadi è stata arrestata a un posto di blocco da forze di sicurezza in borghese legate ai ribelli ultraconservatori Houthi, lo scorso 20 febbraio e subito portata prima alla stazione di polizia di Chamlan e poi in prigione. Lì è stata detenuta per 10 giorni, subendo interrogatori bendata e torture fisiche. Al suo avvocato, che è in contatto con Lynn Maalouf (vicedirettore per il Medio Oriente e il Nord Africa di Amnesty International) ha dichiarato di essere stata costretta a firmare una sorta di "confessione", in cui ammetteva di essere coinvolta in reati legati alla droga. Terminato quel periodo è stata trasferita nella sezione femminile della prigione centrale di Sana'a, senza alcuna possibilità di contatto con la famiglia. In quel periodo di detenzione ha raccontato di aver subito violenze fisiche e verbali, queste ultime sotto forma di continui commenti sessisti e razzisti da parte delle guardie carcerarie. Il 21 aprile si è svolto un interrogatorio davanti al Pubblico ministero e in presenza del suo avvocato: lì sono state formalizzate le accuse di consumo e spaccio di droghe unito a prostituzione, tutte negate. Il 27 aprile l'avvocato è stato minacciato da un uomo armato che gli ha intimato di abbandonare il caso: lui ha rifiutato, ma gli viene ripetutamente negato l'accesso al fascicolo. "È fondamentale che all'avvocato di Intisar al-Hammadi sia concesso l'accesso a tutte le prove contro di lei per contestare adeguatamente la sua detenzione. Tutte le dichiarazioni che ha fatto sotto costrizione devono essere escluse dalle prove durante il suo processo" ha detto Maalouf, che è in prima fila affinché il calvario della ragazza abbia fine. Una delle ultime notizie giunte dallo Yemen, riguarda l'ennesima umiliante violenza subita dalla modella: un test di verginità obbligatorio.Questa pratica  è considerata una forma di violenza sessuale e costituisce una tortura secondo il diritto internazionale, ma purtroppo continua a essere praticata.

Libertà pagata a caro prezzo

Intisar Al-Hammadi è molto popolare in Yemen. Oltre ad aver recitato in due serie drammatiche per la Tv locale ha anche posato per diversi servizi fotografici, inseguendo il suo sogno di bambina: diventare una modella internazionale. Inizialmente era solita realizzare scatti indossando gli abiti tradizionali yemeniti, poi ha iniziato ad adattarli ai modelli sartoriali famosi per poi mostrarsi davanti all'obiettivo senza velo: questo ha attirato le critiche dell'ala conservatrice del Paese. La sua intenzione a non rinunciare alla propria libertà e ai propri sogni è sfociata nella cattura e in questa detenzione che va avanti da mesi, senza motivo. Intisar Al-Hammadi è stata punita dalle autorità per aver sfidato le norme sociali della società profondamente patriarcale dello Yemen, dove la discriminazione e la violenza sulle donne sono purtroppo radicate nella cultura del posto e difficili da sconfiggere.

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