Secondo la Allbright Foundation c’è solo un 12,8% di donne nei consigli di amministrazione delle 30 maggiori società tedesche quotate, come riportato da CNN Business. Percentuali maggiori di posizioni manageriali di alto livello ricoperte da donne si trovano negli Stati Uniti (28,6%), in Svezia (24,9%) in Gran Bretagna (24,5) e in Francia (22,2%). Ma da fanalino di coda la Germania potrebbe cambiare il suo status. I partiti che sostengono la maggioranza di governo tedesca hanno concordato i punti chiave di un disegno di legge per agevolare l’accesso delle donne in posizioni lavorative al vertice. Secondo il Ministro per gli affari familiari, gli anziani, le donne e la gioventù Franziska Giffey la quota obbligatoria di donne nei consigli di amministrazione delle società sarebbe una svolta storica. La Norvegia è stato il primo paese al mondo a legiferare le quote di genere per i consigli aziendali. Oggi le hanno adottate nell’UE anche Italia, Belgio, Francia, Portogallo e Austria.

La Germania chiede alle aziende più donne dirigenti

Il governo di coalizione tedesco svolta in direzione della parità di genere: nei consigli di amministrazione con più di tre dirigenti uno dovrà essere una donna. Nei prossimi giorni ci sarà la decisione finale su questa misura, che vuole un Paese con un maggior numero di donne ai vertici. L’opposizione, dal canto suo, ritiene che queste quote potrebbero far emergere risvolti negativi, come promozioni ingiuste o percepite come tali. Vero è che senza questa misura, ben poco è stato fatto fino ad ora e i progressi in direzione della parità di genere sono stati molto lenti. Per questo la notizia è stata accolta con entusiasmo da coloro che da tempo si battono per una Germania più paritaria, visto che è anzi uno dei Paesi più indietro su questo fronte: nessuna delle più grandi aziende tedesche è guidata da donne, secondo la Allbright Foundation, ma presto le cose potrebbero finalmente cambiare.