Aumento di ansia e disturbi del sonno per i bambini in età prescolare e aumento di comportamenti ossessivo compulsivi per quelli più grandi. Sono questi i risultati dello studio "Behavioral and emotional changes during COVID-19 lockdown in an Italian pediatric population with neurologic and psychiatric disorder" svolto dalla Fondazione IRCCS Stella Maris sui bambini già affetti da patologie neurologiche o psichiatriche e pubblicato sulla rivista Brain Science. "Durante il primo lockdown abbiamo deciso di studiare la nostra popolazione di riferimento – ha spiegato a Fanpage.it la dottoressa Eugenia Conti, neuropsichiatra infantile presso l'IRCCS e tra le autrici dello studioAbbiamo coinvolto le famiglie i cui figli erano stati visitati da noi negli ultimi sei mesi prima del lockdown, da settembre 2019 a febbraio 2020, chiedendo loro di compilare un questionario che rappresentasse una fotografia di quello che stava accadendo".

Cosa è successo ai bambini durante il lockdown

A rispondere alle domande sono state più di 700 famiglie e, anche non si tratta di un campione esteso, è il primo studio fatto sui bambini affetti da questo tipo di patologie, per questo motivo restituisce comunque dei dati importanti. "A ogni genitore è stato chiesto di rispondere a un questionario CBCL, ovvero Child Behavior Checklist (lista dei comportamenti dei bambini) uno strumento familiare, utilizzato spesso in questo ambito". Ed è venuto fuori che, in relazione alla precedente compilazione, i comportamenti dei bambini avevano subito dei peggioramenti: "Nei bambini in età prescolare, dai 18 mesi ai 5 anni, abbiamo registrato un incremento della sintomatologia ansiosa e somatica (ad esempio disturbi del sonno) – spiega la neuropsichiatra – mentre nella fascia che va dai 6 ai 18 anni un aumento significativo di sintomi ossessivo-compulsivi, di stress post-traumatico e di sintomi di alterazione del pensiero". 

Più piccoli, più resilienti

Anche se i disturbi ansiosi nei bambini in età prescolare sono aumentati, lo studio ha rivelato un altro dato: "Avere meno di 6 anni si è rivelato comunque un fattore protettivo. I bambini più piccoli hanno patito di meno le conseguenze del Covid" ha spiegato la dottoressa Conti. Pure se non è possibile, con questo campione, stabilire un perché a questo dato, si può provare a formulare delle supposizionu: "Ad esempio il fatto che le scuole fossero chiuse non ha comportato dei grandi cambiamenti nella loro quotidianità a differenza di quello che è successo nei bambini più grandi" ipotizza la dottoressa Conti. E nelle famiglie dove il Coronavirus ha causato delle difficoltà finanziarie ci sono state delle ripercussioni anche dal punto di vista psichiatrico: "Nei bambini dai 6 ai 18 anni, le cui famiglie hanno dovuto fare i conti con dei problemi di carattere economico, è stato riscontrato un aumento di sintomi psichiatrici. Ricordiamo che la popolazione studiata è formata da pazienti affetti da disturbi dello spettro autistico, dhd, disturbi del comportamento o epilessia, un campione comunque estremamente eterogeneo".

Aumento di disturbi ossessivo compulsivo

Il bombardamento mediatico di notizie sul Covid, la ripetizione delle regole da seguire in ogni trasmissione tv e in ogni canale di comunicazione, le raccomandazioni circa la necessità di lavarsi le mani più e più volte al giorno hanno sicuramente influenzato l'altro importante dato venuto fuori dall'indagine dell'Irccs Stella Maris. "Nei ragazzi tra i 6 e i 18 anni sono aumentati i disturbi ossessivo compulsivi – ha spiegato la dottoressa Conti – In chi ha una certa predisposizione, il contesto generato dal Covid, la ripetizione dei rituali di pulizia, ha acuito alcuni aspetti. Idem per l'aumento dell'ansia: siamo in una situazione stressante simile a quella che abbiamo registrato dopo il terremoto dell'Aquila". Anche se si tratti di uno studio su un campione non particolarmente vasto i dati ci dicono molto sul fatto che ci sono degli effetti del Covid meno visibili ma di cui ci dobbiamo rendere conto e al più presto: "Stiamo studiando anche lo stress genitoriale per capire cosa è cambiato e se è peggiorato in quest'ultimo anno".

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