Tutte le persone che almeno una volta nella vita hanno provato a perdere i chiletti di troppo sanno bene che non è una cosa semplice. Anche quando si rispettano delle diete rigorose e quando si praticano i più svariati esercizi fisici, ci si rende conto che dimagrire può richiedere più tempo e fatica del previsto. Una ricerca condotta presso la York University di Toronto ha dimostrato che era molto più semplice perdere peso nel 1980.

Sono stati analizzati 36.400 alimenti americani consumati tra il 1971 e il 2008 e la frequenza con cui 14.419 adulti di circa 30 anni hanno praticato attività fisica in questi anni di riferimento. I risultati hanno parlato chiaro. A parità di alimenti e di calorie consumate, l’indice di massa corporea dei nostri contemporanei è più alto di 2,3 punti rispetto alle persone del 1988. Il motivo? Ci sono altri fattori che contribuiscono all’aumento del peso. Innanzitutto, gli alimenti che mangiamo ai giorni nostri sono il 10% più grassi e pesanti rispetto a quelli del passato. Inoltre, anche lo stile di vita, l’ambiente in cui si vive, la genetica, l’utilizzo di determinati farmaci sono tutti fattori che hanno delle ripercussioni sul peso.

Esistono dunque delle differenze secolari nella relazione che esiste tra l’assunzione di calorie e l’attività fisica svolta per combattere l’obesità. Oggi gli adulti per evitare di ingrassare devono mangiare meno ed allenarsi di più rispetto alle generazioni precedenti. I giovani d’oggi che vogliono tenersi in forma sono dunque destinati a “soffrire” un po’ di più rispetto ai loro genitori o ai loro nonni.