La fede nuziale è l’anello che gli sposi si scambiano durante il matrimonio religioso per giurarsi amore eterno. Ma perché portarla all’anulare sinistro? Il termine antico anulus deriva dal latino e significa proprio anello. Già dai tempi degli egiziani, le spose avevano l’abitudine di portare la fede al quarto dito sinistro, poiché da lì passa un’arteria che arriva direttamente al cuore, sede dell’amore e dei sentimenti. La fede era utilizzata anche nel successivo periodo barbarico per simboleggiare promessa, potere e sottomissione nel legame tra uomo e donna. Scambiarsi le fedi e portarle al dito è una tradizione risalente al ‘500. A partire dal secolo successivo, gli anelli cominciano anche ad essere incisi al loro interno con il nome degli sposi. Fino ad allora, il matrimonio era una cerimonia privata, suggellata da un contratto firmato da un notaio e solo in un secondo momento veniva chiamato il sacerdote a benedire quell’unione.

Secondo la tradizione cristiana, l’anulare sinistro è il dito che il sacerdote tocca dopo i primi tre con l’invocazione Padre-Figlio-Spirito Santo. Nel matrimonio religioso, lo scambio delle fedi è il momento più emozionante, in cui la coppia si promette amore eterno di fronte a Dio. Viene scelto proprio l’anulare sinistro poiché, come per gli egiziani, anche per i cattolici, è il dito che simboleggia fedeltà e protezione del cuore. Esiste un’antica credenza cinese secondo cui ogni dito della mano corrisponde ad una persona cara: il mignolo rappresenta i figli; il medio noi stessi; il pollice i genitori; l’indice rappresenta fratelli e sorelle e l’anulare il partner. In altri Paesi del Nord Europa e in Spagna la fede si porta a destra, mentre in India vengono inanellate tutte le dita della mano.